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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Influenza

Influnet: un primo bilancio della stagione 2011-2012

Antonino Bella – reparto Epidemiologia delle malattie infettive, Cnesps-Iss

 

23 febbraio 2012 - Come ogni anno, anche nella stagione influenzale 2011-2012, la curva epidemica ha raggiunto il picco all’inizio del mese di febbraio con un valore di incidenza pari a 9,6 casi per mille assistiti. Ad oggi il numero di casi di sindrome influenzale è in diminuzione in tutte le fasce di età e, in modo prevalente, in quelle pediatriche. È quanto emerge da un primo bilancio sui dati raccolti dalla sorveglianza delle sindromi influenzali Influnet, coordinata dall'Iss in collaborazione con il Centro Interuniversitario Ciri, il sostegno del ministero della Salute e con il contributo diretto di Mmg e pediatri di libera scelta.

 

La stagione è stata caratterizzata da un’attività di media entità dei virus influenzali. L’influenza, infatti, ha fin ora colpito il 6,2% degli italiani, per un totale di circa 3.700.000 casi dall’inizio della sorveglianza. Questo valore si colloca a un livello intermedio rispetto a quello osservato nella stagione 2005-2006, in cui è stato registrato il minimo storico di attività influenzale (4%) e quello osservato nella stagione 2004-2005 in cui l’incidenza ha raggiunto il massimo livello dall’avvio della sorveglianza (12%).

 

Come di consueto l’influenza ha colpito maggiormente la popolazione suscettibile appartenente soprattutto alle classi di età pediatrica. L’incidenza cumulativa, fin ora osservata, decresce all’aumentare dell’età ed è pari a 17,4% nella classe 0-4 anni, pari a 9,8% nella classe 5-14 anni, pari a 5,3% nei giovani adulti della classe 15-64 anni e raggiunge il valore minimo negli ultrasessantaquattrenni con un’incidenza pari al 2,6%. Sebbene l’incidenza nel totale della popolazione non abbia raggiunto valori elevati, nei bambini al di sotto dei cinque anni è stato registrato un picco molto elevato, il maggiore dall’inizio della sorveglianza, con un’incidenza pari a più di 30 casi per mille assistiti. 

 

Dal punto di vista virologico la stagione è stata caratterizzata dalla circolazione esclusiva del virus influenzale di tipo A(H3N2).