Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Influenza

DOMANDE E RISPOSTE SULLA VACCINAZIONE CONTRO L’INFLUENZA (2 ottobre 2003)

1. Ci sono stati cambiamenti nei gruppi a rischio per cui è raccomandata la vaccinazione anti-influenzale?

No. Come ricorda la circolare n. 5 del 22 luglio 2003 del Ministero della Salute, la vaccinazione rimane fortemente raccomandata per le categorie a rischio già individuate in passato. E precisamente:

  • persone di età pari o superiore a 65 anni
     

  • soggetti in età infantile o adulta affetti da: malattie croniche dell’apparto respiratorio (inclusa la malattia asmatica), circolatorio, uropoietico; malattie degli organi emopoietici; diabete e altre malattie dismetaboliche; sindromi da malassorbimento intestinale; fibrosi cistica; malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, inclusa l’infezione da HIV; patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici
     

  • soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo
     

  • personale di assistenza o contatti familiari di soggetti ad alto rischio
     

  • bambini reumatici soggetti a ripetuti episodi di patologia disreattiva che richiede prolungata somministrazione di acido acetilsalicilico e a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale.

Anche se è evidente che la vaccinazione contro l’influenza è utile, in linea di principio, per tutte le persone, rimane un obiettivo strategico della sanità pubblica aumentare la copertura vaccinale per le persone a rischio, dal momento che nel nostro Paese vengono vaccinati contro l’influenza solo il 50% degli anziani e meno del 10 – 20% delle persone che appartengono agli altri gruppi ad alto rischio, compresi i bambini con patologie (leggi anche l’intervento di Gianni Gallo).

Ecco perché è importante mantenere e incrementare la promozione attiva della vaccinazione contro l’influenza per le categorie a rischio, nonché gli sforzi per mettere a conoscenza il maggior numero possibile di queste persone della possibilità di ricorrere alla vaccinazione.

 

 

2. Perché, allora, si propone di allargare la campagna vaccinale anche ai bambini?

L’ipotesi di allargare anche ai bambini sani la raccomandazione di vaccinazione contro l’influenza, è lontana dall’aver messo d’accordo la comunità medica e scientifica (leggi l’intervento di Gianni Gallo). In particolare, per quanto riguarda la stagione 2003-2004, la sorveglianza sull’influenza avrà inizio in Italia e a livello internazionale, solo il prossimo 13 ottobre. Non risultano quindi, attualmente, focolai di influenza. Le voci di una epidemia nello stato americano del Michigan non sono confermate e sembrano riferirsi a episodi relativi alla passata stagione e a un numero limitato di bambini a rischio.

E’ vero comunque che il sistema di sorveglianza nazionale sull’influenza, con lo scopo di perfezionare la qualità delle informazioni raccolte, ha stabilito di raccogliere anche i dati disaggregati per le classi d’età 0-4 anni e 5-14 anni.

 

 

3. E’ vero che il vaccino della scorsa stagione è stato poco efficace?

No. E lo conferma il fatto che anche per la stagione 2003-2004, si ricorrerà allo stesso tipo di vaccino, dal momento che i principali ceppi di virus coinvolti sono gli stessi della passata stagione. Come confermato dalla circolare ministeriale del 22 luglio e dal decreto del 25 settembre:

il vaccino raccomandato per la stagione 2003-2004, per il nostro emisfero è: un vaccino trivalente contenente i seguenti antigeni:

  • antigene analogo al ceppo A/Nuova Caledonia/20/99 (H1N1)

  • antigene analogo al ceppo A/Mosca/10/99 (H3N2) *

  • antigene analogo al ceppo B/Hong Kong/330/2001 **

* il ceppo usato per la produzione di vaccino è A/Panama/2007/99 
** i ceppi usati per la produzione includono: B/Shangdong/7/97, B/Hong Kong/330/2001, B/Hong Kong/1434/2002

 

Attualmente, quindi, non c’è motivo di prevedere un’ epidemia di influenza peggiore di quella dello scorso anno.

 

4. Il vaccino è disponibile per tutti?

In tutto il mondo la disponibilità di vaccino è legata a fattori che ne limitano la produzione. Per quanto riguarda l’Italia, sono disponibili per ogni stagione 10-12 milioni di dosi di vaccino, che andrebbero quindi indirizzate prioritariamente alle categorie a rischio. La situazione attuale, con una copertura vaccinale incompleta, lascia comunque disponibili adeguate scorte di vaccino.

 

5. E’ vero che il vaccino contro l’influenza protegge anche dalla SARS?

Assolutamente no. Influenza e SARS sono malattie diverse, anche se presentano, almeno inizialmente, un quadro sintomatico simile, comune, peraltro, anche ad altre infezioni tipiche della stagione invernale.