Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Influenza

Epidemia di influenza in Italia: un’analisi della situazione

Stefania Salmaso e Antonino Bella - Cnesps, Iss

 

 

Proprio all’inizio del 2009, è iniziata ufficialmente la stagione influenzale. Rispetto alla prima settimana di gennaio, l’attività dei virus influenzali si è ulteriormente intensificata in Italia, ma la situazione è piuttosto generalizzata e riguarda quindi la maggior parte dei Paesi europei. Al momento, non è possibile prevedere quando l’epidemia di influenza raggiungerà il picco più elevato nel nostro Paese ma sulla base di quanto osservato nelle stagioni precedenti, è probabile che si verifichi nella 5°-6° settimana dell’anno.

 

Secondo i dati della rete Influnet, il tasso di incidenza totale è pari a 4,21 casi per mille assistiti. Si tratta di un valore superiore a quello della prima settimana del 2009 (3,04 per mille) e a quelli della maggior parte delle stagioni passate. Fanno eccezione i dati registrati nella passata stagione (4,45 per mille) e quelli relativi alla stagione 1999-2000.

 

La maggior parte dei virus influenzali circolanti identificati fino ad ora sono A(H3N2), lo stesso sottotipo associato all’epidemia moderatamente severa che si è verificata nella scorsa stagione (2007-2008) in Nord America e nelle zone dell’emisfero meridionale durante la loro stagione invernale 2008 (corrispondente alla nostra estate). Si tratta comunque di un virus presente nella composizione del vaccino di quest’anno.

 

I dati nel dettaglio

Rispetto alle settimane precedenti, si è riscontrato un netto incremento nella raccolta dei campioni clinici. Su 100 campioni raccolti e analizzati sono stati identificati e/o isolati 35 virus influenzali, la maggior parte dei quali di tipo A, sottotipo H3. Tra questi campioni positivi, 5 sono ancora in corso di tipizzazione.

 

Rispetto agli anni scorsi, la curva epidemica ha iniziato la sua ascesa in anticipo, ma questo dato non implica in alcun modo che quest’anno il picco e l’incidenza complessiva saranno superiori alle stagioni passate. L’attuale quadro clinico dell’influenza, detta “australiana”, mostra infatti rispetto agli anni scorsi un’attività epidemica più diffusa, ma non più grave, con una sintomatologia classica e, salvo complicazioni, non particolarmente aggressiva. In Italia, tuttavia, le vaccinazioni sono state ultimate. Pertanto, chi non si è vaccinato nei mesi scorsi, ora non ha più il tempo di farlo.

 

Per quanto riguarda la distribuzione per fasce d’età, maggiormente colpiti sono i bambini più piccoli (0-4 anni), nei quali l'incidenza è pari a 6,38 casi per mille assistiti. Per contro, i valori più bassi sono nella fascia di popolazione degli ultrasessantacinquenni (2,20 casi ogni mille assistiti), anche se rappresentano i soggetti a maggior rischio di complicanze per influenza.

Nella fasce di età 5-14 anni e 15-64 anni, l’incidenza è pari rispettivamente a 4,55 e 4,59 casi per mille assistiti.

 

In Italia, l’epidemia di influenza sta colpendo maggiormente le Regioni dell’Italia centrale, cioè Toscana, Lazio, Umbria, Marche, Emilia Romagna. Al nord e al sud, invece, i tassi di incidenza sono ancora poco elevati. La velocità della diffusione dell’epidemia lascia presupporre che nel giro di pochi settimane la crescita dei tassi di incidenza sarà riscontrabile in tutto il territorio.

 

L’epidemia in Europa

Secondo lo European Influenza Surveillance Scheme (Eiss), un certo numero di Paesi dell’Europa meridionale e occidentale sta segnalando al sistema un maggior numero di richieste di consulenza medica per influenza rispetto a quelle registrate nelle ultime due stagioni. I primi indicatori dei Paesi a elevata circolazione del virus influenzale suggeriscono, infatti, che questa potrebbe essere una delle stagioni influenzali peggiori che l’Europa abbia visto negli ultimi due o tre anni.

 

 

Il dati relativi alla prima settimana del 2009, evidenziano che tassi di incidenza elevati si sono registrati soprattutto in Gran Bretagna, Portogallo e Irlanda, ma in realtà l’epidemia è prossima anche nelle altre aree. Di media intensità l’attività riscontrata in Austria, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Spagna, Svezia, Svizzera, Paesi Bassi e Regno Unito.

 

L’intensità dell’attività dei virus influenzali in Europa (Eiss, 29/12/2008-4/1/2009)

 

 

Per quanto riguarda i dati sulla sorveglianza virologica, la circolazione dei virus influenzali in Europa durante la seconda settimana del 2009 ha registrato un discreto incremento, diventando più intensa nei Paesi europei centro-occidentali. I medici sentinella hanno raccolto 1193 campioni, di cui 743 di tipo A (193 H3, 8 H1 e 542 non ancora sottotipizzati) e 27 campioni di tipo B. I virus influenzali di tipo A/H3 sono al momento prevalenti.

 

Le raccomandazioni dell’Ecdc

In Europa, nel corso delle prossime settimane, sembra molto probabile un’ulteriore diffusione dell’influenza verso nord e verso est. Per questa ragione, la vaccinazione dei gruppi a rischio per l’influenza, soprattutto le persone più anziane, quelle con malattie croniche e gli operatori sanitari, è cruciale per mitigare gli effetti dell’epidemia stagionale.

 

L’Ecdc ha diffuso l’8 gennaio 2009 un comunicato che sollecita la conclusione della vaccinazione dei soggetti a rischio, come anziani, malati cronici e operatori sanitari.

 

La guida pubblicata dall’Ecdc nell’agosto 2008 individua negli anziani e nelle persone affette da patologie croniche (malattie respiratorie croniche, malattie cardiache, malattie renali, disturbi immunitari ecc) i gruppi a rischio prioritario per l’influenza. Molti paesi dell’Ue, inoltre, hanno raccomandato la vaccinazione tra i lavoratori del settore sanitario.

 

Note

La sorveglianza dell’Ecdc dell’influenza stagionale in Europa si basa sulle segnalazioni relative sia ai virus influenzali individuati in laboratorio che sulla rete di medici (perlopiù medici di medicina generale) che raccolgono settimanalmente il numero di consulenze mediche effettuate per patologie con sintomi simil-influenzali (influenza like illness, Ili) e per le infezioni acute del tratto respiratorio (acute respiratory infection, Ari).

 

La sorveglianza ha luogo ogni inverno a partire dalla 49° settimana dell’anno precedente fino alla 20° del successivo. Da un set di casi di Ili/Ari, vengono raccolti dei campioni anche per l’isolamento in laboratorio dei virus influenzali e di altri virus. Questa sorveglianza nota in Europa come “schema di sorveglianza europeo per l’influenza” (Eiss) fa parte del network globale per la sorveglianza dell’influenza dell’Oms.