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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

interruzione volontaria di gravidanza

Ivg: i dati 2014 e 2015 nella relazione annuale al Parlamento

Angela Spinelli – direttore Cnesps, Iss

 

22 dicembre 2016 – Continua il trend di diminuzione osservato in Italia per il ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza (Ivg). Nel 2015 dalle Regioni sono state notificate al Sistema di sorveglianza dell’Ivg coordinato dall’Istituto superiore di sanità (Iss) 87.639 Ivg, numero che segna un calo del 9,3% rispetto all’anno precedente.

 

Anche gli altri indicatori confermano questo andamento di riduzione:

  • il tasso di abortività (numero di Ivg per 1000 donne di età compresa tra 15 e 49 anni) è passato da 7,1 per 1000 nel 2014 a 6,6 per 1000 nel 2015 (-8,0%)
  • il rapporto di abortività (numero di Ivg per 1000 nati vivi) è passato da 196,2 per 1000 nel 2014 a 185,1 per 1000 nel 2015 (-5,7%).

Sono questi alcuni dei dati contenuti nell’annuale “Relazione del Ministro della Salute sulla attuazione della Legge contenente norme per la tutela sociale della maternità e per l’interruzione volontaria di gravidanza (Legge 194/78) - dati definitivi 2014 e 2015”, trasmessa al Parlamento il 7 dicembre scorso. Il documento presenta i dati raccolti dal Sistema di sorveglianza epidemiologica delle Ivg, che vede impegnati Iss, ministero della Salute, Istat, Regioni e Province autonome.

 

È da sottolineare che il maggior decremento osservato nel 2015, in particolare tra il II e III trimestre dell’anno, sembra essere correlato alla decisione dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) di eliminare per le maggiorenni – a partire da aprile 2015 – l’obbligo di prescrizione medica dell’Ulipristal acetato, contraccettivo d’emergenza noto come la “pillola dei 5 giorni dopo”.

 

Questa ipotesi è avvalorata anche dall’aumento delle vendite dell’Ulipristal acetato, passate da 16.797 nel 2014 a 145.101 nel 2015. Questo dato è molto interessante e ancora una volta sottolinea che l’aborto non è una scelta di elezione da parte delle donne e delle coppie ma una soluzione all’istaurarsi di una gravidanza indesiderata. Inoltre evidenzia la necessità di azioni di prevenzione per favorire la diffusione di metodi che evitino l’istaurarsi di gravidanze indesiderate.

 

Rimane alto il ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza da parte delle donne straniere per le quali nel 2015 si registra il 31% del totale delle Ivg, sebbene anche in questo gruppo di popolazione si osserva una diminuzione. In riduzione anche i tempi di attesa tra rilascio della certificazione e intervento: la percentuale di Ivg effettuate entro 14 giorni dal rilascio del documento è infatti aumentata da 64,8% nel 2014 a 65,3% nel 2015. Riguardo la mobilità regionale, il dato è in linea con quella di altri servizi del Ssn: il 92,2% delle Ivg viene effettuato nella Regione di residenza.

 

Rispetto alle procedure per l’espletamento dell’intervento e all’esercizio dell’obiezione di coscienza, aumenta il ricorso all’aborto medico (12,9% nel 2014 e 15,2% nel 2015) e rimane alta la percentuale di obiettori (70,7% dei ginecologi e 48,8% degli anestesisti) sebbene risulta una media nazionale di 1,.6 Ivg a settimana per ginecologo non obiettore.

 

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