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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

febbre di lassa

Malattia non identificata in Sud Africa: possibile un'infezione da Arenavirus

Il 12 settembre 2008 una guida turistica residente a Lusaka (Zambia), è stata trasportata a Johannesburg (Sud Africa), dove è stata ricoverata in condizioni critiche. La donna presentava inizialmente sintomi come febbre, mialgia, vomito, diarrea e successivamente anche eruzioni cutanee, disfunzioni del fegato e convulsioni. Esami più approfonditi hanno rilevato anche un edema cerebrale. Dopo 10 giorni dalla comparsa dei primi sintomi la donna è morta.

 

L'infermiere che si era occupato della donna ha poi sviluppato gli stessi sintomi, è stato ricoverato il 27 settembre ed è morto il 2 ottobre scorso. Anche un'infermiera del reparto di terapia intensiva che aveva curato la donna ha sviluppato gli stessi sintomi: è stata ricoverata il 1 ottobre ed è morta il 5 ottobre per una sindrome da insufficienza respiratoria.

 

In entrambi i casi il periodo di incubazione è stato circa di una settimana. Il 13 ottobre l'Oms ha annunciato un quarto caso di contagio: si tratta di una donna del personale paramedico che era stata a contatto con il primo infermiere contagiato.

 

Il 12 ottobre 2008 il National Institute of Communicable Diseases del Sud Africa ha identificato l'agente patogeno responsabile della malattia in un virus della famiglia Arenaviridae. Ulteriori accertamenti sono in corso ad Atlanta con la collaborazione dei Cdc americani.

 

Le caratteristiche cliniche dei primi 3 casi corrispondono a quelle della febbre di Lassa, la cui trasmissione attraverso un animale vettore sarebbe compatibile con l'attività lavorativa svolta dalla prima donna contagiata, potenzialmente esposta al contatto con roditori nelle aree rurali.

 

Si tratterebbe del primo accertamento di infezioni da febbre di Lassa nei Paesi dell'Africa meridionale. Nuove analisi di laboratorio consentiranno di mettere a confronto le caratteristiche dei virus associati a questa epidemia con quelli virus responsabili della febbre di Lassa, già individuati in alcuni Paesi dell'Africa occidentale (Sierra Leone, Liberia, Guinea e Nigeria).

 

AAnche se in Sud Africa e Zambia non si registrano casi dal 13 ottobre 2008, poiché il periodo di incubazione degli Arenavirus può raggiungere le 3 settimane, altri casi di contagio secondario potrebbero ancora emergere.

 

Per i viaggiatori il rischio di contrarre la malattia è molto basso, ma si consiglia comunque di evitare contatti con roditori e di usare le adeguate precauzioni ed equipaggiamento protettivo in caso di lavoro negli ambienti sanitari.

 

Leggi i comunicati dell’Oms:

Consulta infine anche l’articolo pubblicato su Eurosurveillance il 16 ottobre 2008.

 


 

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