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legionellosi
Aspetti epidemiologici

In Italia

La legionellosi è soggetta a obbligo di notifica nella classe II (DM 15 dicembre 1990), ma dal 1983 è anche soggetta a un sistema di segnalazione che raccoglie informazioni dettagliate in un apposito registro nazionale, che ha sede presso l’Istituto superiore di sanità. Nonostante questo, secondo il Centro nazionale di Epidemiologia e il dipartimento di Malattie Infettive, Parassitarie e Immunomediate dell’Iss, che annualmente producono un rapporto sull’incidenza della malattia nel nostro Paese, il numero di casi è sottostimato sia per un mancato invio delle schede di segnalazione da parte dei sistemi sanitari locali che per una mancata diagnosi.

 

Secondo i dati contenuti nel rapporto 2009 sulla legionellosi in Italia (pdf 833 kb), complessivamente, sono pervenute all’Istituto superiore di sanità 1200 schede di sorveglianza relative ad altrettanti casi di legionellosi; di questi, 1146 sono confermati e 54 presunti. L’80% circa dei casi è stato notificato da 6 Regioni (Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana e Lazio), il rimanente 20% è stato notificato da 14 Regioni e Province Autonome; 1 Regione non ha notificato alcun caso di legionellosi. Un’esposizione a rischio nei 10 giorni precedenti l’inizio dei sintomi è stata riportata dal 30,6% dei soggetti.

 

Dei 1.200 casi notificati, 110 (9,2%) erano stati ricoverati in ospedale o in clinica, 178 casi (14,7%) avevano pernottato almeno una notte in luoghi diversi dall’abitazione abituale (alberghi, campeggi, navi, abitazioni private), 33 casi (2,8%) erano residenti in comunità chiuse, 33 casi (2,8%) avevano frequentato piscine e 13 casi (1,1%) avevano effettuato cure odontoiatriche. Nel 95% dei casi l’agente responsabile della patologia e stato Legionella pneumophila sierogruppo1.

 

Nel 2009 i casi nosocomiali segnalati sono stati 110 (9,2% dei casi totali notificati), di cui 49 (45%) di origine nosocomiale certa e 61 (55%) di origine nosocomiale probabile. Lombardia (48 casi), Toscana (13 casi) e Provincia Autonoma di Trento (11 casi) hanno notificato il 65% dei casi nosocomiali. L'esito della malattia è noto per il 32% dei casi e il tasso di letalità tra i casi nosocomiali è pari al 34% (contro il 12% della letalità dei casi comunitari).

 

Le informazioni relative ai pazienti stranieri che hanno probabilmente acquisito l'infezione in Italia sono state fornite fino al 30 marzo 2010 dal programma di sorveglianza europeo denominato Ewglinet (European Surveillance Scheme for Travel Associated Legionnaire's Disease), coordinato dal Communicable Disease Surveillance Centre (Cdsc) dell’Health Protection Agency (Hpa) di Londra. Dal 1° aprile 2010 il programma è stato trasferito a Stoccolma e viene coordinato e gestito dall’Ecdc e ha preso il nome di ELDSnet (European Legionnaires’Disease Surveillance network).

 

Il numero di casi di legionellosi associata ai viaggi è rimasto pressoché invariato rispetto al 2008, tuttavia è molto preoccupante l’elevato numero di cluster notificati nel 2009, che fa sì che l’Italia si collochi al primo posto fra i Paesi europei per numero di cluster associati al soggiorno presso strutture recettive. Considerando complessivamente sia i turisti italiani che quelli stranieri, nel 2009 sono stati notificati all’Iss 281 casi di legionellosi associata ai viaggi. I casi in turisti italiani sono stati 178, di cui l’86% avevano soggiornato in albergo, il 5,6% in campeggio e il restante 8,4% presso altre strutture. La maggioranza dei turisti italiani ha viaggiato in Italia e solo nel 10% dei casi la meta del viaggio è stata una località straniera. I casi di legionellosi verificatisi in turisti stranieri che hanno visitato l’Italia e notificati all’Iss dall'Ewglinet sono stati complessivamente 103.

 

L’analisi molecolare dei ceppi di Legionella, isolati dall’uomo a seguito di infezioni avvenute in Italia tra il 1987 e il 2009, effettuata dal laboratorio di riferimento nazionale, ha mostrato, in accordo con quanto riportato a livello internazionale, che la specie di Legionella che causa il maggior numero di casi di malattia in Italia è L. pneumophila sierogruppo 1, seguita dai sierogruppi 6, 2, 3.

 

In Europa

Lo European Surveillance Scheme for Travel Associated Legionnaires’ Disease (Ewglinet) è

una rete dedicata alla sorveglianza della legionellosi associata ai viaggi, attiva dal 1986 e alla quale aderiscono 36 paesi europei.

 

Data l’elevata frequenza di casi di legionellosi associata ai viaggi, soprattutto nei periodi estivi, e la disomogenea risposta da parte dei diversi Paesi europei, nel 2002 lo Ewgli ha pubblicato delle Linee guida (pdf 290 kb) che hanno l’obiettivo di facilitare e armonizzare le procedure da adottare in risposta a un cluster di casi di legionellosi.

 

Le Linee guida delineano, infatti, un approccio standardizzato per il controllo e la prevenzione della legionellosi associata ai viaggi in tutti i Paesi europei. La parte 1 e la parte 2 spiegano le procedure di notifica allo Ewgli e le modalità di risposta da adottare in presenza di casi singoli e di cluster. Le parti 3 e 4 affrontano gli aspetti più tecnici e offrono gli elementi di giudizio per la valutazione del rischio legionellosi nelle strutture recettive e un insieme di suggerimenti tecnico-pratici, basati sulle evidenze scientifiche più aggiornate per ridurre al minimo tale rischio.

 

Un articolo di Eurosurveillance del 25 febbraio 2010 presenta una panoramica dei dati raccolti per gli anni 2007 e 2008 dai Paesi che partecipano al programma di sorveglianza europeo sulla legionellosi Ewglinet, coordinato da Cdc ed Health Protection Agency (Hpa). Ogni primavera, infatti, a tutti i Paesi che partecipano allo Ewglinet, viene chiesto di inviare il proprio database completo (non solo i casi associati ai viaggi) dei casi di legionellosi registrati nell’anno precedente e i dati vengono aggregati e analizzati per evidenziare l’andamento epidemiologico e microbiologico della legionellosi in Europa. Il sistema di raccolta annuale di questi dati è attivo dal 1994.

 

I dati del biennio 2007-2008 riferiscono di un totale di 5.907 casi in 33 Paesi nel 2007 e 5.960 casi nel 2008 in 34 Paesi (tra cui Cipro, che ha inviato i dati per la prima volta).

L'incidenza complessiva per milione di abitanti era 11,3 nel 2007 (basato su una popolazione di 523,3 milioni) e 11,8 nel 2008 (basato su una popolazione di 506,2 milioni). Il calo della popolazione totale nel 2008 è dovuto al fatto che per quell’anno la Romania ha trasmesso i dati relativi solo a una Regione. Il numero di casi segnalati per entrambi gli anni è stato più elevato in Francia, Italia e Spagna, sebbene i tassi per milione di abitanti siano stati superiori in alcuni Paesi che avevano riferito meno casi (nel 2007: Andorra, Danimarca, Malta, Paesi Bassi e Svizzera, nel 2008: Danimarca, Paesi Bassi, Slovenia e Svizzera).

 

Degli 11.867 casi segnalati nel periodo 2007-2008, 8.376 (70,6%) casi hanno riguardato gli uomini, 3.176 (26,8%) le donne, mentre per 315 (2,7%) casi il sesso non è noto. In entrambi gli anni il maggior numero di casi notificati è compreso nella fascia d'età 50-59 anni, pari a 1.288 casi nel 2007 (21,8%) e 1.328 casi nel 2008 (22,3%). La letalità è rimasta stabile tra i due anni: sono stati segnalati 391 decessi nel 2007 (6,6%) e 388 nel 2008 (6,5%). Nell’intero arco dei due anni 9.436 (79,5%) casi sono stati causati da Legionella pneumophila sierogruppo 1, 1.785 casi (15%) sono attribuibili a L. pneumophila di altro sierogruppo o sierogruppo non determinato e i restanti 646 casi (5,4%) sono stati causati da altre specie di Legionella o da specie non determinate.

 

Nel corso dei due anni, 748 casi sono stati classificati come nosocomiali, 7.328 come acquisiti in comunità, 1.480 associati a viaggi all'estero, 1.030 connessi a spostamenti all'interno del Paese di residenza, 86 come “altri” e 1.195 di origine “non nota”. Nel 2008, i casi nosocomiali sono stati riportati in due categorie: casi associati agli ospedali (n = 307) e casi associati ad altre strutture sanitarie (n = 112).

 

In Danimarca, Inghilterra, Galles e Paesi Bassi circa il 40% dei casi riportati è stato acquisito in seguito a viaggi all'estero, mentre in Francia, Italia e Spagna meno del 10% dei casi riportati sono associati a viaggi. Inoltre, in questi ultimi paesi la maggioranza dei casi è associata a viaggi all'interno del proprio Paese di residenza.

 

L'Italia è stata associata alla maggior parte dei casi (513 casi) di infezione acquisita in viaggio, seguita da Francia (433 casi) e Spagna (400 casi). Il viaggio su navi da crociera è stato associato a 11 casi nel 2007 e a 4 nel 2008. Al di fuori dell'Europa, sono stati associati a viaggi in Medio ed Estremo Oriente 74 casi, in Africa 64 casi, in Nord e Sud America 57 casi, in Asia 54 casi, nei Caraibi 19 casi e in Oceania 2 casi.

 

Il numero complessivo dei casi di legionellosi nel periodo 2007-2008 (n = 11.867) è rimasto simile a quello del 2005-2006 (n = 11.980). Gli unici Paesi con una grande differenza nel numero di casi notificati nel 2007 e nel 2008 sono la Russia, a causa di una epidemia di grandi dimensioni verificatasi nel 2007, e l’Italia, dove i casi nel 2008 sono aumentati del 40% circa rispetto all’anno precedente, principalmente a causa di un aumento delle infezioni acquisite in comunità. Complessivamente, sono stati segnalati 779 decessi, con un tasso di letalità per il biennio pari al 6,6%. Sono stati rilevati circa 243 focolai o cluster, 150 dei quali legati a infezioni associate ai viaggi.

 

In alcuni Paesi il numero di casi segnalati rimane costantemente basso, in altri oscilla per l’imprevedibilità di epidemie di origine comunitaria di grandi dimensioni o per gli effetti stagionali dei fattori meteorologici, come è stato dimostrato in alcuni Paesi del Nord Europa. Le ragioni per cui Paesi come Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania e Romania riportano meno di 10 casi all'anno dovrebbero essere analizzate per valutare se questi Paesi necessitino di un ulteriore sostegno per la diagnosi di laboratorio delle infezioni da Legionella o per avviare programmi di sensibilizzazione verso la malattia tra i medici ospedalieri.

 

Nel mondo

Secondo l’Oms, l'incidenza della Legionella acquisita in comunità varia molto a seconda delle caratteristiche dell’indagine e dei metodi diagnostici utilizzati. Dal momento che molti Paesi non utilizzano metodi appropriati per diagnosticare l'infezione o sistemi di sorveglianza in grado di monitorare la situazione, la reale incidenza della malattia non è nota.

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Ultimo aggiornamento venerdi 22 luglio 2011
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