Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Malattie batteriche invasive (sepsi e meningiti)

Una panoramica sul workshop dedicato alla sorveglianza delle malattie batteriche invasive

Paola Mastrantonio - Dirigente di ricerca dell’Iss, Focal point italiano per la microbiologia all’Ecdc di Stoccolma e Coordinatore microbiologico della Sorveglianza Italiana per le malattie batteriche invasive

 

7 marzo 2012 - Dal 28 al 29 marzo 2012 si è svolta l’ultima edizione del workshop dedicato alla sorveglianza delle malattie batteriche invasive, appuntamento che periodicamente richiama epidemiologi, microbiologi, infettivologi e igienisti coinvolti nel controllo e nella prevenzione delle forme invasive da meninigococco, emofilo e pneumococco e che ha visto quest’anno la partecipazione di operatori sanitari provenienti da 14 Regioni e dalla Provincia autonoma di Bolzano. Come hanno illustrato Maria Laura Garlaschi e Anna Barbui (rispettivamente responsabili dei laboratori di riferimenti per questa sorveglianza della regione Piemonte e della regione Lombardia), l’affluenza costante e numerosa a questi incontri dimostra la necessità di aggiornamento in chi opera nel settore, e in particolare dei microbiologi ospedalieri impegnati in prima linea nella diagnosi di laboratorio dell’infezione e nella tipizzazione dei microrganismi patogeni isolati.

 

Il programma scientifico del workshop ha offerto ai partecipanti occasioni di aggiornamento sulle tecniche di diagnostica molecolare oggi disponibili (Chiara Azzari, Ospedale Meyer di Firenze) e sulle tecniche di tipizzazione fenotipica e molecolare dei ceppi isolati di meningococco, emofilo e pneumococco (Paola Stefanelli, Marina Cerquetti e Annalisa Pantosti del Dipartimento di malattie infettive dell’Iss).

 

Tutte le relazioni hanno sottolineato la necessità che i laboratori ospedalieri siano pronti a eseguire correttamente test diagnostici rapidi e sensibili e i laboratori di riferimento saggi di tipizzazione in grado di evidenziare sia singoli cloni particolarmente virulenti, sia la circolazione di uno stesso clone in outbreak o la variabilità di specifici antigeni inclusi in formulazioni vaccinali.

 

A questi approcci diagnostici innovativi si sono ricollegate le presentazioni di Lucia Pastore Celentano (Ecdc di Stoccolma) che ha illustrato come ogni sorveglianza nazionale venga ricondotta all’interno di quella europea attraverso l’utilizzo di parametri condivisi, e di Maria Grazia Pizza (Novartis di Siena) che ha ricostruito il lungo percorso seguito dal suo gruppo per affrontare in modo originale l’attacco al meningococco B mediante la tecnica della “reverse vaccinology” e l’individuazione di antigeni proteici protettivi.

 

Anche quest’ultima edizione del workshop ha quindi rappresentato per tutti un'occasione proficua di aggiornamento e confronto, permettendo agli oltre 70 partecipanti di discutere assieme sulle modalità migliori per affrontare e risolvere ogni eventuale criticità riscontrabile nella sorveglianza delle malattie batteriche invasive, rinsaldando vecchi rapporti di collaborazione e stringendone di nuovi nell'interesse della sanità pubblica del Paese.