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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

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Epidemia di morbillo: possiamo ancora pagare prezzi così alti per le mancate vaccinazioni?

Marta Ciofi, reparto malattie infettive, Laboratorio Epidemiologia e Biostatistica, Istituto Superiore di Sanità

L’epidemia di morbillo attualmente in corso in Campania ha già causato finora oltre 15.000 casi, 250 ricoveri e tre decessi in bambini di 6 mesi, 4 e 10 anni. Si tratta dell’epidemia di più vaste dimensioni registrata in Campania dal 1996, ed in Italia dal 1997. Nonostante tre decessi possano sembrare pochi rispetto ad altre cause di morte, come i tumori o gli incidenti automobilistici, stiamo parlando di morti che colpiscono l’età pediatrica e sono estremamente facili da prevenire. Infatti, mentre la prevenzione dei tumori o degli incidenti di macchina è basata soprattutto sull’adozione di determinati stili di vita, da adottare giorno per giorno, (non fumare, portare i bambini in macchina usando i seggiolini e mettere le cinture di sicurezza), per prevenire il morbillo e le sue complicanze basta vaccinarsi.

Il vaccino contro il morbillo, disponibile da oltre 20 anni, è infatti estremamente sicuro ed efficace. Grazie alla vaccinazione, molte nazioni non conoscono più questa malattia, la cui eliminazione è stabilita in Europa per il 2007.
Tra le nazioni europee, l’Italia si trova in una situazione di estremo ritardo. La vaccinazione antimorbillo è raccomandata dal 1976, e l’attuale obiettivo del Ministero della Salute è vaccinare il 95% almeno dei bambini entro i due anni di età. Tuttavia, fino alla metà degli anni ’90 la copertura vaccinale non superava il 60%, e nel 2000 era del 70%. Inoltre la situazione italiana è caratterizzata da un’estrema disomogeneità regionale delle coperture vaccinali: accanto a regioni, soprattutto del nord-est,  in cui viene vaccinato il 90% dei bambini, ve ne sono altre, soprattutto al sud, in cui questa percentuale non supera il 60%.

Soprattutto in alcune aree, quindi, il numero di bambini suscettibili per il morbillo è ancora molto alto, e per questo è ancora possibile che si verifichino epidemie di vaste dimensioni.

Il morbillo è molto contagioso, e in questi mesi anche le regioni con coperture vaccinali più elevate stanno osservando alcuni casi, che spesso hanno contratto l’infezione in occasione di viaggi in zone ad alta incidenza.

Come dimostra la copertura vaccinale contro la pertosse, che ha raggiunto il 90%, migliorare l’offerta della vaccinazione antimorbillo è possibile e doveroso. E’ assolutamente necessario un forte impegno sia politico che tecnico, che garantisca in tutte le regioni il raggiungimento di coperture vaccinali pari o superiori al 95% entro i due anni di età. E’ inoltre indispensabile vaccinare anche i bambini e ragazzi non vaccinati in precedenza, mentre l’offerta di una seconda dose va prevista solo dopo aver raggiunto un livello di copertura dell’80% entro i due anni. La seconda dose di vaccino antimorbillo, infatti, non serve a prolungare nel tempo la protezione conferita dalla vaccinazione, ma a proteggere quei pochi bambini (meno del 5%) non protetti dalla prima dose. Con l’aumentare della copertura vaccinale ed il diminuire dell’incidenza diventa inoltre sempre più importante la sorveglianza della malattia. Anche un singolo caso infatti costituisce un’occasione per verificare lo stato vaccinale dei contatti (per esempio i familiari, o i compagni di scuola) e vaccinare chi è ancora suscettibile.

 

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