Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

morbillo

Rapporto sulla situazione epidemiologica del morbillo in Emilia-Romagna al 31 luglio 2002.

La recente epidemia di morbillo, che ha coinvolto principalmente la regione Campania, si è sviluppata soprattutto in aree a bassa copertura vaccinale, ma un discreto numero di casi si è verificato anche in zone dove la copertura vaccinale è più alta, come l’Emilia-Romagna. In questa regione le campagne di vaccinazione sono iniziate nel 1980 e la copertura è oggi mediamente del 90,4 per cento nei bambini di 24 mesi e dell’84,9 per cento nei ragazzi di 13 anni (dati del 2000).

Il Servizio Sanità Pubblica della Regione Emilia-Romagna ha pubblicato un rapporto che analizza l’andamento del morbillo in regione nei primi sette mesi del 2002. In questo periodo si sono verificati 203 casi di morbillo, con una frequenza più intensa nei mesi di aprile, maggio e giugno. L’epidemia è stata prevalentemente pediatrica e ha interessato soprattutto bambini sotto i 13 anni. L’assenza di contagio esteso e l’immunità “di gregge” prodotta dall’elevato numero di vaccinati ha comunque limitato la circolazione virale nelle scuole. Il Servizio Sanità Pubblica quindi ritiene che l’epidemia non sia motivata, come ci si attende possa avvenire, dall’accumulo nel tempo dei soggetti suscettibili anche se vaccinati, ma sia invece il risultato del contagio dalle zone dove ha avuto origine.

Nel rapporto, vengono anche analizzati gli andamenti del morbillo negli anni dal 1983 al 2002. Dall’analisi dei dati è evidente la stretta correlazione tra riduzione del numero di casi per anno e aumento della copertura vaccinale. E quindi il Servizio raccomanda il proseguimento della campagna di vaccinazione antimorbillosa, stimando che in assenza di copertura nel 2002 i casi di morbillo in regione potevano essere almeno 10 mila con 5-10 morti.

 

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