Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

morbillo

Aspetti epidemiologici

Antonietta Filia, Antonino Bella, Martina del Manso, Cristina Rota – Istituto superiore di sanità

 

In Italia

23 marzo 2017 - Il morbillo è soggetto a notifica obbligatoria e rientra nelle malattie di classe II. Tuttavia, questo sistema presenta alcuni limiti, tra cui la limitata completezza ed esaustività delle notifiche, la mancanza di una definizione standard di caso (con la conseguente difficoltà nella classificazione dei casi, richiesta dalla agenzie internazionali), il mancato ricorso alla conferma di laboratorio, e la limitata disponibilità di informazioni dettagliate sui casi. Pertanto, con l’approvazione del primo Piano nazionale di eliminazione del morbillo e della rosolia congenita, si è cercato di affiancare alla notifica obbligatoria, un sistema di sorveglianza speciale in grado di fornire informazioni più dettagliate e tempestive sui casi:

  • 2007: nasce il Sistema di sorveglianza speciale del morbillo in accordo con le indicazioni contenute nel “Piano nazionale per l’eliminazione del morbillo e della rosolia congenita 2003-2007”. Il sistema di sorveglianza prevedeva la segnalazione alle Asl, da parte del medico, entro 12 ore dal sospetto di un caso di morbillo, la conduzione di una indagine epidemiologica da parte della Asl, la conferma della diagnosi attraverso appropriate indagini di laboratorio, la compilazione di un modulo standard, e la sua trasmissione immediata al ministero della Salute e al Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (Cnesps) dell’all’Istituto superiore di sanità.
  • 2013: il sistema di sorveglianza speciale del morbillo evolve nel Sistema di sorveglianza integrata morbillo-rosolia, istituito con la lettera circolare (pdf 677 kb) del ministero della Salute del 20 febbraio 2013. L’obiettivo era quello di rafforzare la sorveglianza del morbillo e della rosolia, malattie per cui esistono obiettivi di eliminazione, fissati dal “Piano nazionale per l’eliminazione del morbillo e della rosolia congenita 2010-2015”. Per raccogliere tempestivamente i dati sui casi notificati viene creata una piattaforma web, nella quale i referenti regionali e di Asl segnalano direttamente i casi. Secondo quanto previsto dalla sorveglianza integrata, i casi di sospetto morbillo risultati negativi agli esami di laboratorio per la conferma della diagnosi devono essere testati per rosolia e, viceversa, è necessario testare per morbillo i casi di sospetta rosolia non confermati.

A partire da gennaio 2014, i dati nazionali della sorveglianza integrata vengono pubblicati in un bollettino mensile: Morbillo & Rosolia News.

 

Andamento del morbillo in Italia

La figura 1 mostra l’andamento delle notifiche annuali di morbillo dal 1970 al 2016 e l’andamento delle coperture vaccinali per una dose di vaccino entro due anni di età, dal 1985.

 

Dal 1970 alla fine degli anni 90 il morbillo ha presentato il tipico andamento ciclico con picchi epidemici molto elevati. Con l’aumentare delle coperture vaccinali, dall’inizio degli anni 2000, l’ampiezza dei picchi si è ridotta considerevolmente e a partire dal 1997 si è allungato il periodo inter-epidemico. Tuttavia, la malattia continua a circolare nel nostro Paese e si verificano periodicamente epidemie.

 

 

Dal 2013 al 2016, sono stati segnalati oltre 5000 casi di morbillo. Il numero di casi per anno, Regione e classificazione, sono riportati sulle mappe interattive qui sotto. Per maggiori dettagli sull'aumento dei casi riportati segnalato dall'inizion del 2017 consulta il bollettino mensile Morbillo & Rosolia News della sorveglianza integrata morbillo-rosolia.

 

 

Dati regionali. Casi (totali, possibili, probabili, confermati)

 

 

 

 

 

 

 

 

Aggiornamento 12 giugno 2017