Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

mortalità

Archivio 2015

(12 novembre 2015) Rapporto globale sulla mortalità materna

Negli ultimi 25 anni, nel mondo, quasi 11 milioni di donne hanno perso la vita per dare alla luce il loro bambino o per complicanze durante la gravidanza e il puerperio. L’analisi temporale dal 1990 ad oggi mostra un trend in continuo calo con un decremento complessivo del 44% delle morti materne passate da 532 mila nel 1990 a 303 mila di quest’anno. Il rapporto di mortalità materna è pertanto sceso da 385 decessi ogni 100 mila nati vivi nel 1990 alle attuali 216 morti materne ogni 100 mila nascite. È quanto emerge dal Rapporto globale sulla mortalità materna realizzato dall’Organizzazione mondale della sanità in collaborazione con Unicef, Unfpa (United Nations Population Fund), Banca Mondiale e la Divisione popolazione delle Nazioni Unite, presentato oggi presso l’Iss. Il nostro Paese si colloca nella top ten mondiale dei Paesi con i più bassi tassi di mortalità materna. L’Oms stima un rapporto di mortalità materna per l’Italia pari a 4 ogni 100mila nati vivi, tuttavia la mortalità materna stimata dal sistema di sorveglianza coordinato dall’Iss, in 6 Regioni che coprono il 49% dei nati nel Paese, è pari a 10 decessi ogni 100 mila nati vivi con una forte variabilità regionale compresa tra 5 morti in Toscana e 13 in Campania. L’Oms non riporta il dato stimato attraverso il sistema di sorveglianza italiano in quanto il sistema di sorveglianza non ha ancora una copertura nazionale. Tuttavia entrambe le stime confermano che l’Italia è tra i Paesi con la più bassa mortalità materna al mondo e presenta un dato identico a quello del Regno Unito e della Francia. Il sistema di sorveglianza coordinato dall’Iss prevede anche la produzione di linee guida e raccomandazioni per la pratica clinica oltre ad attività di ricerca e aggiornamento continuo dei professionisti sanitari sulle principali cause di mortalità e grave morbosità materna. Per maggiori informazioni scarica il documento completo, leggi il comunicato stampa dell’Oms e leggi il Primo Piano dell’Iss per un approfondimento sui dati italiani.

 

(22 ottobre 2015) Indirizzario dei Registri di mortalità: i recapiti per l’Asl Mi 1

On line l’indirizzario aggiornato (pdf 500 kb) con i nuovi riferimenti aggiornati per l’Asl di Milano 1.

 

(8 ottobre 2015) Indirizzario dei Registri di mortalità: i recapiti per l’Asl di Vercelli

L’indirizzario dei Registri di mortalità si aggiorna con i riferimenti per la Asl di Vercelli. Scarica l’indirizzario aggiornato (pdf 500 kb).

 

(10 settembre 2015) L’Oms aggiorna le fact sheet sui suicidi

Ogni anno, nel mondo, oltre 800 mila persone si tolgono la vita e un numero ancora superiore ci prova senza successo. I suicidi rappresentando la seconda causa di morte nella fascia di età 15-29 anni e, tra i metodi di suicidio più comuni ci sono l’ingestione di pesticidi, l’impiccagione e l’uso di armi da fuoco. Sono alcune delle informazioni presenti nella pagina del sito Oms dedicato alle fact sheet sul tema. Per maggiori informazioni visita il sito Oms.

 

(10 settembre 2015) Mortalità infantile: i nuovi dati Oms

A livello mondiale i tassi di mortalità infantile sono diminuiti a meno della metà di quanto erano nel 1990 e i decessi dei bambini con meno di cinque anni di età sono scesi da 12,7 milioni l’anno nel 1990 a 5,9 milioni nel 2015. Lo riferisce il rapporto “Levels and trends in child mortality report 2015” pubblicato da Unicef-Oms-World Bank Group-Population Division dell’Undesa a settembre 2015. Il documento sottolinea anche che nonostante i progressi registrati a livello globale, 16 mila bambini con meno di 5 anni muoiono ancora ogni giorno. Un problema che interessa principalmente i Paesi a basso-medio reddito. Per approfondire consulta il documento completo “Levels and trends in child mortality report 2015” e leggi il comunicato stampa.

 

(3 settembre 2015) Indirizzario dei Registri di mortalità: i recapiti per l’Azienda Ulss 13 Mirano

È disponibile on line l’elenco dei Comuni afferenti all’Azienda Ulss 13 Mirano e i nuovi recapiti. Scarica l’indirizzario aggiornato (pdf 509 kb).

 

(23 luglio 2015) Indirizzario dei Registri di mortalità: i recapiti per Reggio Emilia e per la Asl Mi 1

Scarica l’indirizzario aggiornato (pdf 412 kb) dei registri di mortalità con i nuovi riferimenti per l’Azienda Usl di Reggio Emilia e per la Asl Milano 1.

 

(16 luglio 2015) Indirizzario dei Registri di mortalità: i riferimenti per Sassari

L’indirizzo del Re.N.Ca.M. della Asl di Sassari è cambiato: per i nuovi recapiti scarica l’indirizzario aggiornato (pdf 412 kb).

 

(2 luglio 2015) Indirizzario dei Registri di mortalità: i recapiti per la Asl CN1

On line i riferimenti del Registro relativo alla Asl CN1. Per i dettagli, scarica l’indirizzario aggiornato (pdf 412 kb).

 

(26 marzo 2015) Indirizzario dei Registri di mortalità: i recapiti per la Asl Salerno Ambito Centro

L’indirizzario dei Registri di mortalità è stato integrato con i riferimenti del Registro relativo alla Asl Salerno Ambito Centro. Per i dettagli, scarica l’indirizzario aggiornato (pdf 412 kb).

 

(26 febbraio 2015) Mortalità di genere nei bambini e negli adolescenti in Toscana

In Toscana, tra il 1995 e il 2010 la mortalità infantile è calata per tutte le fasce d’età: in particolare la mortalità nel primo anno di vita è passata da 6,4 per 1000 nati vivi nel 1995 a 3,1 nel 2010 e la mortalità neonatale è passata da 4,8 a 2,1 per 1000 nati vivi. Tuttavia, dai dati del Registro di mortalità regionale toscano emerge chiaramente una differenza di genere a sfavore dei maschi in tutte le classi di età. L’analisi, condotta dall’Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica (Ispo) di Firenze, è stata pubblicata alla fine del 2014 su Epidemiologia&Prevenzione nell’articolo “La mortalità per genere nei bambini e negli adolescenti in Toscana”. Gli autori ritengono che questa differenza sia riconducibile a due meccanismi biologici: la presenza nel patrimonio genetico dei maschi di un solo cromosoma X, che potrebbe renderli più vulnerabili per malattie recessive, e le differenze ormonali legate a geni specifici che avvengono durante la crescita e che potrebbero influire di più sui rischi di malattia e morte del genere maschile. Per maggiori informazioni leggi l’articolo e l’approfondimento sul sito dell’Ars Toscana.

 

(19 febbraio 2015) Indirizzario dei Registri di mortalità: tutti i recapiti delle Marche

On line i nuovi riferimenti del Registro di mortalità per la Regione Marche. Per i dettagli, scarica l’indirizzario aggiornato (pdf 409 kb).

 

(12 febbraio 2015) Indirizzario dei Registri di mortalità: i nuovi riferimenti per l’Asl 4 Thiene-Schio

On line i nuovi riferimenti del Registro di mortalità per l’Azienda Ulss 4 "Thiene-Schio". Per i dettagli, scarica l’indirizzario aggiornato (pdf 395 kb).

 

(5 febbraio 2015) Indirizzario dei Registri di mortalità: i nuovi riferimenti per Bologna

Disponibili i nuovi recapiti del Registro di mortalità per Bologna. Per i dettagli, scarica l’indirizzario aggiornato (pdf 394 kb).

 

(22 gennaio 2015) Indirizzario dei Registri di mortalità: Ass6 Friuli occidentale e Asl Pavia

Disponibili i nuovi riferimenti del Registro di mortalità per l’Ass6 Friuli occidentale e per la Asl di Pavia. Per i dettagli, scarica l’indirizzario aggiornato (pdf 119 kb).

 

(15 gennaio 2015) Mortalità evitabile: il rapporto 2014

È disponibile on line l’edizione 2014 del Rapporto Mev(i) – Mortalità evitabile (con intelligenza). Il documento, elaborato a partire dai dati Istat più recenti al momento dell’esecuzione del lavoro (il 2011, sono ora disponibili i dati relativi al 2012), è stato curato da una parte dei componenti del gruppo di studio che ha prodotto negli anni precedenti i vari Atlanti di mortalità ed ospedalizzazione evitabili. Il rapporto, integralmente scaricabile, e a cui si rinvia per i dettagli, presenta gli indicatori della mortalità evitabile (tripartita come di consueto in questo genere di studi a seconda delle misure di prevenzione che è possibile adottare per contrastare le varie cause di decesso) calcolati a livello regionale e provinciale, suddivisi per genere, per i quali sono compilate le abituali classifiche. La situazione che è emerge è quella nota nell’ambito degli studi precedenti, con varie differenziazioni tra le ripartizioni geografiche, che segnalano utilmente criticità e situazioni positive. Citiamo a titolo di esempio, la posizione favorevole nel complesso delle cause di mortalità evitabile, tra le persone di genere maschile dei residenti nelle Regioni Umbria, Marche ed Emilia-Romagna e quella critica dei residenti in Sicilia, Campania e Sardegna. Tra le donne, le situazioni più favorevoli si registrano nelle Marche, in Trentino e Alto Adige (considerate insieme) e in Molise, mentre la classifica è chiusa da Calabria, Sicilia e Campania.

 


 

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