Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

mortalità

Archivio 2016

6/10/2016 - Consumo di alcolici e mortalità alcol-attribuibile: i dati europei 1990-2014

Anche se, negli ultimi 25 anni, il consumo di alcol all’interno della Regione europea dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) è nel complesso diminuito, l’assunzione di bevande alcoliche continua a rappresentare uno dei principali rischi di mortalità. In questo stesso periodo, infatti, a livello europeo si osserva un leggero aumento (4%) dell’impatto globale della mortalità alcol-attribuibile, a cui contribuiscono principalmente i Paesi dell’Europa orientale (che registrano trend in significativa crescita). Il rapporto “Public health successes and missed opportunities. Trends in alcohol consumption and attributable mortality in the WHO European Region, 1990–2014 (2016)”, pubblicato dall’Oms Europa a ottobre 2016, descrive l’andamento del consumo di alcol e dei decessi attribuibili al consumo di bevande alcoliche nei Paesi europei e fornisce i dati delle singole nazioni mostrando differenze importanti. Leggi l'approfondimento a cura di Emanuele Scafato e Silvia Ghirini (Osservatorio nazionale alcol, Cnesps-Iss).

 

14/7/2016 - Indirizzario dei Registri di mortalità: aggiornamento

L’indirizzario dei Registri di mortalità (pdf 500 kb) si aggiorna con i recapiti del ATS Città Metropolitana Milano che raggruppa le ex Asl Città Milano, ex Asl Milano 1, ex Asl Milano 2, ex Asl Lodi.

 

(16 giugno 2016) Profili di salute della popolazione italiana

Per venire incontro alle esigenze di conoscenza dello stato di salute delle popolazioni, l’ufficio di Statistica dell’Istituto superiore di sanità sta predisponendo, su commissione del ministero della Salute/Ccm, il prototipo di un sito web per la descrizione del profilo di salute delle persone afferenti alle Asl, basato sugli ultimi dati disponibili, presso l’Iss, di mortalità e ospedalizzazione, con una contestualizzazione di tipo demografico. il sito nella sua versione prototipale sarà consultabile da fine giugno e ciascuna Asl potrà accedervi tramite una semplice procedura di accreditamento. Il sito prevede anche un’area di libera consultazione per il pubblico, contenente una serie di indicatori nazionali. Il sito è stato elaborato in forma “open source” – cioè privo di licenze – e quindi sarà utilizzabile da parte delle Asl senza alcun onere. Le funzionalità e potenzialità del sito saranno illustrate nel corso del convegno in programma “Profili di salute: il sito web che utilizza i flussi di dati correnti per le Asl” (pdf 323 kb) il 21 giugno (ore 9-13) in Iss.

 

(5 maggio 2016) Save the date: 21 giugno 2016

Per venire incontro alle esigenze di conoscenza dello stato di salute delle popolazioni, l’Ufficio di statistica dell’Istituto superiore di sanità sta predisponendo, su commissione del ministero della Salute, il prototipo di un sito web per la descrizione del profilo di salute delle persone afferenti alle Asl, basato sui dati correnti di mortalità e ospedalizzazione disponibili presso l’Iss. Il Prototipo sarà presentato la mattina del 21 giugno presso l’Istituto superiore di sanità, nel corso di un Convegno il cui programma sarà a breve disponibile.

 

(21 aprile 2016) La mortalità in Italia nell’anno 2013

È disponibile on line il nuovo rapporto sulla mortalità in Italia che presenta un’analisi descrittiva del fenomeno nell’anno 2013, basato sui dati ufficiali e definitivi pubblicati dall’Istat e relativi ai decessi verificatisi tra le persone residenti in Italia (sono quindi esclusi i decessi di stranieri non residenti nel nostro Paese). Per la mortalità generale e per le principali cause di morte (35 per gli uomini, 36 per le donne) sono presentate tabelle con i tassi standardizzati e i numeri assoluti dei decessi e cartine con i rapporti standardizzati di mortalità. L’analisi è articolata per genere, età e area geografica di residenza (Province, Regioni e grandi ripartizioni geografiche: Nord-ovest, Nord-est, Centro, Sud e Isole). Cogliamo l’occasione per ricordare che il Regolamento europeo in materia prevede che i dati sulla mortalità siano resi disponibili entro due anni dalla produzione; per questo motivo, al momento, i dati 2013 sono gli ultimi disponibili. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 6 Mb).

 

(14 aprile 2016) Aumento di mortalità nel 2015? Sul sito del Ccm il documento di sintesi del Gruppo di lavoro

È on line il documento di sintesi prodotto dal Gruppo di lavoro convocato dal ministero della Salute per fare chiarezza sull’aumento dei decessi registrati in Italia nel 2015 e composto da ricercatori ed esperti nazionali e da rappresentanti di diverse istituzioni (ministero della Salute, Istituto superiore di sanità, Agenas, Regioni, e Dipartimento di Epidemiologia del Ssr del Lazio). Il rapporto rappresenta una prima analisi critica sul fenomeno, sulle cause plausibili e sulle eventuali indicazioni per la programmazione. Per approfondire consulta:

(25 febbraio 2016) Aumento di mortalità nel 2015? L’Istat pubblica gli indicatori demografici

Al 1 gennaio 2016 la popolazione in Italia è di 60 milioni e 656 mila residenti. Gli stranieri sono 5 milioni e 54 mila e rappresentano l'8,3% della popolazione totale. Lo riferisce l’Istituto nazionale di statistica (Istat) che, il 19 febbraio, ha pubblicato i dati sull’andamento demografico relativi al 2015. Dai dati emerge che, nel 2015, i decessi sono stati 653 mila (54 mila in più dell’anno precedente), con un tasso di mortalità del 10,7‰ (il più alto dal secondo dopoguerra). Questo aumento si concentra tra gli anziani over 75 anni. Rispetto al bilancio demografico complessivo del nostro Paese, è rilevante anche il calo delle nascite che ha raggiunto un nuovo minimo storico. Nel 2015, infatti, si sono infatti registrati 488 mila nuovi nati (15 mila in meno rispetto all’anno precedente). In attesa di un’analisi dettagliata sulle cause di morte, l’Istat spiega il picco di decessi osservati nel 2015 attribuendolo in parte a effetti strutturali connessi all’invecchiamento e in parte al posticipo delle morti non avvenute nel biennio 2013-2014, più favorevole per la sopravvivenza. Per maggiori dettagli consulta la pagina dedicata sul sito dell’Istat dove sono disponibili anche delle infografiche e scarica il documento completo (pdf 702 kb).

 

(25 febbraio 2016) Mortalità evitabile: il report 2015-2016

Rispetto al 2014, a livello nazionale sia per i maschi che per le femmine si registra una lieve ma evidente riduzione del fenomeno della mortalità evitabile (decessi contrastabili con interventi di sanità pubblica: prevenzione primaria, diagnosi precoce e terapia e altra assistenza sanitaria). I giorni di vita persi pro capite per scendono dai quasi 21 del 2014 a meno di 20 per i maschi e da 12 a 11 per le femmine. La variabilità regionale è ancora non trascurabile: la classifica maschile Mev(i) 2016 è aperta dalla Toscana che, insieme ad altre cinque Regioni, scende al di sotto della soglia dei 18 giorni; la classifica femminile è invece guidata dal Veneto, con un valore inferiore a 10 giorni (come le successive tre Regioni); per entrambi i generi il peggior dato registrato è quello della Campania. Per approfondire consulta il rapporto Mev(i) 2015-2016 (pdf 3,8 Mb).

 

(16 febbraio 2016) Aumento di mortalità nel 2015? Prosegue la discussione tra esperti

Continua il dibattito tra esperti sui dati di mortalità pubblicati dall’Istat e sull’ipotizzato eccesso di mortalità relativo al 2015. Su Epidemiologia&Prevenzione tre articoli affrontano il tema da tre diversi punti di vista, partendo da fonti informative e metodologie di analisi diverse.

  • Il primo contributo “Sull’incremento della mortalità in Italia nel 2015: analisi della mortalità stagionale nelle 32 città del Sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera” (a cura dei ricercatori del Dipartimento epidemiologia del Ssr del Lazio e della Direzione generale della prevenzione sanitaria, ministero della Salute) si propone di valutare la mortalità nel 2015 utilizzando i dati del Sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera (Sismg) attivo in 32 città italiane. Questo studio evidenzia tra gli over 65enni un incremento significativo della mortalità nel 2015 sia nel periodo invernale sia in quello estivo. Inoltre, la Sorveglianza conferma i fattori meteorologici (basse ed elevate temperature) e non meteorologici (virus influenzali), e l’ampiezza della popolazione a rischio (pool di suscettibili), come concause dell’eccesso osservato che spiegano la variabilità stagionale e interannuale della mortalità soprattutto nella popolazione molto anziana.
  • Nell’editoriale “Una strage o solo un dato statistico? Il surplus di decessi nel 2015” Cesare Cislaghi (Economista sanitario), Giuseppe Costa (Epidemiologo) e Aldo Rosano (Demografo) analizzano il puzzle di cause che hanno prodotto questo fenomeno.
  • Il terzo “Inquinamento atmosferico ed effetti sulla salute a Roma nel mese di dicembre 2015” (a cura dei ricercatori del Dipartimento di epidemiologia, Sistema sanitario regionale del Lazio) mira a descrivere l’andamento giornaliero delle concentrazioni di Pm10 e stimare eventuali effetti sulla salute umana nella città di Roma durante il mese di dicembre 2015. Dallo studio emerge che a dicembre 2015, a Roma, soltanto in 3 giorni si sono registrati valori di concentrazione di Pm10 più bassi dei limiti di legge (50 μg/m3). In questo periodo sono stati stimati 26 decessi, 20 ricoveri e 30 accessi al Pronto soccorso per cause cardiorespiratorie attribuibili all’esposizione a Pm10 al di sopra dei limiti di legge. L’impatto sanitario degli episodi di inquinamento si somma agli effetti a lungo termine degli inquinanti.

(4 febbraio 2016) Indirizzario dei Registri di mortalità: aggiornamento

L’indirizzario dei Registri di mortalità (pdf 500 kb) si aggiorna con i recapiti del Rencam di Cagliari e con i nuovi riferimenti per l’Asl-BI Biella.

 

(21 gennaio 2016) Aumento di mortalità nel 2015? Prudenza nell’interpretazione

A circa un mese di distanza dalla pubblicazione, da parte dell’Istituto nazionale di statistica (Istat), dei dati di bilancio demografico mensile della popolazione residente per il periodo gennaio-ottobre 2015 e a seguito del dibattito che hanno suscitato sulla stampa nazionale riguardo a un ipotizzato eccesso di mortalità relativo al periodo in esame, EpiCentro propone una lettura ragionata di quanto è successo e pubblica anche un’analisi interessante offerta dal confronto tra i dati Istat e quelli provenienti da fonti informative locali. Il documento piemontese – a cura di alcuni ricercatori del Servizio di Epidemiologia di riferimento regionale (Asl TO3 Piemonte) e del Dipartimento di Scienze cliniche e biologiche (Università Torino) – analizza infatti i dati dell’anagrafe regionale degli assistiti (Aura) e del sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera per le emergenze stagionali (gestito dal Dipartimento di Epidemiologia e salute ambientale dell’Arpa Piemonte). Per approfondire leggi il documento completo “L’eccesso di mortalità nel 2015: fatti e spiegazioni dai dati piemontesi” (pdf 244 kb).

 


 

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