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Nel mondo

 

Essential interventions, commodities and guidelines for reproductive, maternal, newborn and child health (pdf 1,6 Mb)

Il rapporto, pubblicato a dicembre 2011, è il risultato della collaborazione tra l’Oms, l’Università Aga Khan del Pakistan e numerosi esperti della Partnership for Maternal, Newborn & Child Health, con l’obiettivo di facilitare i processi di priority setting e di allocazione delle limitate risorse disponibili per massimizzare l’impatto degli interventi relativi alla salute delle donne e dei bambini. Leggi anche la riflessione di Serena Donati.

 

La Midwifery Care: report internazionale e situazione italiana

Il primo rapporto sullo stato della midwifery nel mondo conferma il ruolo cruciale delle ostetriche, le midwives, perché sia garantito il diritto all’accesso a servizi di qualità e migliori esiti di salute per la madre e per il bambino. Angela Giusti (ricercatrice, reparto di Farmacoepidemiologia, Cnesps-Iss) commenta lo State of World’s Midwifery (pdf 34 Mb), pubblicato a giugno 2011 dall’Oms, allargando la riflessione alla situazione italiana dove le ostetriche attualmente iscritte ai Collegi professionali sono circa 17.300, impegnate prevalentemente nei servizi ospedalieri e, in misura minore, sul territorio. Angela Giusti sottolinea anche l’importanza della Midwifery Care nel sostegno all’allattamento materno, richiamando la Settimana mondiale dell’allattamento al seno (1-7 agosto 2011).

 

State of World’s Midwifery (pdf 34 Mb)

Una raccolta di dati provenienti da 58 Paesi di tutto il mondo (che rappresentano da soli il 60% di tutte le nascite ma il 91% di tutte le morti materne): il primo State of World’s Midwifery, il report dell’Oms sui servizi ostetrici nel mondo, conferma il ruolo fondamentale delle ostetriche per la salute materno infantile globale. Il rapporto, commissionato e coordinato dallo United Nations Population Fund (Unfpa) è stato presentato il 20 giugno 2011 al congresso triennale dell’International Confederation of Midwives a Durban, e fornisce un’analisi esaustiva dei servizi ostetrici nei Paesi in via di sviluppo. Il documento conferma la carenza di circa 350 mila ostetriche specializzate (112 mila solo nei 38 Paesi più in difficoltà, tra quelli partecipanti all’indagine) necessarie per rispondere pienamente ai bisogni delle donne a livello globale e sottolinea la necessità di formare personale qualificato dislocandolo soprattutto nelle zone remote e nelle aree rurali. Ogni anno, infatti, 358 mila donne e 3,6 milioni di neonati muoiono durante la gravidanza, il parto e il periodo post-natale a causa di complicazioni prevenibili. La maggior parte di questi decessi avviene in Paesi a basso reddito dove le donne (generalmente povere e emarginate) hanno difficoltà ad accedere ai servizi sanitari o al personale specializzato. Il report stima che per arrivare ad avere una copertura del 95%, ogni Paese dovrebbe avere un minimo di sei addetti qualificati per assistere al parto ogni 1000 nascite. Per maggiori informazioni: leggi il comunicato stampa sul sito dell’Oms e le pagine dedicate al report sul sito dell’Unfpa.

 

 

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Ultimo aggiornamento giovedi 12 gennaio 2012
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