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Documentazione

Nelle Regioni

 

La nascita in Emilia-Romagna: 8° Rapporto Cedap – Anno 2010 (pdf 3,9 Mb)

Con 41.838 nuovi nati nel 2010, l’Emilia-Romagna registra un decremento rispetto al 2009 (42.426) e interrompe i 15 anni di progressivo aumento nel numero di nuovi nati in Regione. Come l’anno precedente, la frequenza di madri con cittadinanza straniera è aumento ed è passata dal 17,1% del 2003 al 29,3% del 2010. Nel 32,6% dei parti si tratta di donne non coniugate (nubili, separate, divorziate o vedove) e nel 30,1% di donne nubili. La scolarità è medio-bassa (licenza elementare o di scuola media inferiore) per il 29,3% delle madri mentre il 26,8% risulta laureata o in possesso di diploma universitario.

 

Gravidanze e nuove nascite nelle Marche: analisi dei dati Cedap 2008 (pdf 3 Mb)

Nel 2008, con 14.279 parti da cui sono nati 14.508 bambini, il tasso di natalità della popolazione delle Marche (9,4 nati vivi per 1000 abitanti) e quello di fecondità totale (1,42 figli per donna) sono aumentati rispetto al passato: un risultato dovuto soprattutto alle donne immigrate, più giovani e prolifiche delle marchigiane (2,3 figli contro gli 1,2). È quanto emerge dal rapporto “Gravidanze e nuove nascite nella regione Marche”, relativo ai dati più recenti disponibili, quelli dell’anno 2008 e prima analisi regionale dei dati raccolti con il Certificato di assistenza al parto (Cedap), pubblicato dall’Osservatorio epidemiologico sulle diseguaglianze dell’Agenzia sanitaria regionale delle Marche. Tra le donne immigrate, le lavoratrici e quelle con un basso livello di istruzione, è stata tuttavia riscontrata una assistenza sanitaria non adeguata che si riflette sulla salute dei neonati, maggiormente esposti al rischio di basso peso alla nascita e sofferenza neonatale.

 

Le nascite in Emilia-Romagna: i dati del 7° rapporto Cedap (2009) (pdf 922 kb)

I nuovi nati in Emilia-Romagna nel corso del 2009 sono stati oltre 42 mila (9,7 ogni 1000 abitanti): questo dato conferma l’incremento dei parti in Regione. A determinare il costante aumento delle nascite è il contributo della popolazione immigrata: la percentuale di nuove madri con cittadinanza straniera è, infatti, passata dal 17,1% del 2003 al 27,9% del 2009. È quanto emerge dal 7° rapporto della Regione Emilia-Romagna sui dati del certificato di assistenza al parto (Cedap) riferito all’anno 2009. In forte incremento anche la percentuale della madri non sposate (nubili, separate, divorziate o vedove), passata negli ultimi 7 anni dal 19,7% al 28,6%. In aumento anche le donne che hanno fatto ricorso alle tecniche di procreazione assistita (603). Per quanto riguarda il numero di visite in gravidanza, solo il 4% delle donne ne ha effettuate meno di 4, numero soglia assunto come indicatore di assistenza insufficiente. Il tasso di parti cesarei è 29,9%, in sostanziale stabilità negli anni considerati; marcata è la variabilità fra punti nascita. Scarica la sintesi (pdf 28 kb) e visita la pagina dedicata alla giornata di presentazione del rapporto (8 novembre 2010), con gli interventi dei relatori.

 

Parti cesarei nel Lazio: anni 2008, 2009 e primi 5 mesi del 2010

Pubblicati sul sito dell’Agenzia di sanità pubblica della Regione Lazio i dati sulla frequenza del taglio cesareo negli istituti di ricovero del Lazio. Nel 2009, il ricorso al taglio cesareo è stato pari a 45 ogni 100 nati vivi, un valore in crescita rispetto al 2008 (44%) e molto al di sopra rispetto a quello previsto e raccomandato da agenzie internazionali come l’Oms, che consigliano un ricorso a questa pratica non superiore al 20%. Le ragioni che spiegano questo fenomeno comprendono non solo fattori clinici, ma anche fattori non clinici legati all’ambiente assistenziale, alla preparazione e alle attitudini dei singoli operatori e al contesto sociale, culturale e sanitario in cui la donna vive la propria gravidanza e il proprio parto. ha pubblicato sul proprio sito una pagina da cui è possibile accedere ai dati sul taglio cesareo nei vari istituti sanitari.

 

Nascere in Toscana, anni 2005-2007 (pdf 3,7 Mb)

L’Osservatorio di epidemiologia dell’Agenzia regionale di Sanità della Toscana pubblica il rapporto “Nascere in Toscana” relativo al triennio 2005-2007, un documento che, già pubblicato per il periodo 2002-2004 (pdf 1,6 Mb), fornisce informazioni sui parti avvenuti nella Regione. Dal rapporto è emerso che il numero medio di figli per donna è in crescita ed è pari a 1,32, contro l’1,38 della media nazionale. Contribuisce a questa tendenza la popolazione straniera: il 22,5% del totale dei nati in Toscana nel 2007 è figlio di almeno un genitore non italiano. Le madri straniere più numerose sono le cinesi (18,6%), seguite dalle albanesi (18,3%) e dalle rumene (14,5%). In progressiva crescita è l’età media delle madri: il 68,1% delle donne toscane che hanno partorito nel 2007 ha più di 30 anni e il 6% supera i 40. In aumento anche l’età dei padri, passata dai 34,7 anni del 2005 ai 34,9 anni del 2007, così come la percentuale di bambini nati al di fuori del matrimonio, passata dal 14,8% del 2001 al 25,3% del 2007. In diminuzione è invece il numero dei nati morti che nel 2007 è sceso a 2,7 ogni mille nati vivi rispetto ai 3,3 del 2005.

 

La nascita in Emilia-Romagna: il rapporto 2008 (pdf 1,8 Mb)

I tassi di natalità e di fecondità sono in aumento e hanno ormai superato i valori medi nazionali: il tasso di natalità è pari al 9,7‰ e il numero medio di figli per donna è 1,45 (dati Italia: 9.6‰ e 1,41). Questi dati costituiscono comunque, se confrontati ad altri Paesi europei, un indicatore del problema della denatalità che caratterizza in generale la realtà italiana. Il costante aumento della popolazione immigrata, in particolare femminile, contribuisce in modo significativo a questo incremento. L’età media delle mamme al momento del parto è di 31,5 anni, con una discreta differenza tra italiane (media 32,6 anni) e straniere (media 28,5). La frequenza di donne di età uguale o superiore a 35 anni è passata dal 25,5% nel 2003 al 31% nel 2008. Le donne che hanno fatto ricorso a tecniche di procreazione assistita sono l’1,4% del totale. Il tasso di parti cesarei è 30,1%, leggermente in crescita dal 2006. Infine, il tasso di neonati di peso inferiore ai 2500 grammi è 7%, in aumento rispetto agli anni precedenti. Questo e molto altro nel 6° rapporto nascita, pubblicato a novembre 2009 dalla Regione Emilia-Romagna. Guarda le diapositive relative alla presentazione del rapporto.

 

Rapporto sulla natalità in Campania 2007 (pdf 429 kb)

Malgrado il calo delle nascite, la Campania rimane la Regione italiana con il maggiore tasso di natalità (10,6‰ contro il 9,5‰ dell’Italia). È quanto emerge dal “Rapporto sulla natalità in Campania 2007” basato sull’elaborazione dei Certificati di assistenza al parto (Cedap). Nel periodo 1995-2007, il tasso di fecondità totale (Tft, numero medio di figli per donna) della Campania, pur rimanendo tra i più alti del Paese, ha subito un calo ed è passato da 1,52 a 1,41. L’età media delle madri al primo figlio è pari a 28,1 anni e quella dei padri è 33,5 anni, ma i dati relativi al periodo 1998-2007 registrano un piccolo incremento della percentuale di nati da madri in età più avanzata. Riguardo all’abortività, la Campania figura tra le dieci Regioni in cui il tasso è inferiore a quello medio nazionale in tutte le classi di età. Il tasso di interruzione volontaria di gravidanza del 2006 è stato 8,2‰ donne di 15-49 anni. In coerenza col dato nazionale, anche in Campania continua a diminuire il numero di nati da procreazione assistita. La proporzione di nati con taglio cesareo è pari a 60,3% e persiste una variabilità tra le Asl, dal 68,6% della Asl Napoli 3 al 43,4% della Asl di Benevento.

 

L’assistenza ostetrico-neonatale nella Provincia di Trento (2000-2005) (pdf 968 kb)

Nella Provincia di Trento i tassi di natalità e fecondità sono più alti di quelli nazionali: nel 2005 il tasso di natalità è 9,7‰ e il numero medio di figli per donna è di 1,4. Un contributo importante si deve soprattutto al costante incremento dei parti della donne immigrate (nel 2005 sono il 18% del totale). Il 69,5% dei nati ha avuto un parto per via vaginale, il 27,6% un cesareo. Nel 2005 il tasso di mortalità neonatale è pari al 2,1‰, mentre quello di mortalità perinatale risulta essere il 4,2‰. Il tasso di natimortalità nel periodo 2000-2005 è del 3,1‰, in linea con il dato nazionale. I neonati di peso inferiore ai 1500 grammi sono pari al 52‰ (18 casi in 8 anni). 

 

Gravidanze e nascite nelle adolescenti in Provincia di Trento: rapporto 2000-2005 (pdf 304 kb)

È in aumento il tasso di concepimento delle adolescenti residenti in provincia di Trento. È invece nel complesso stabile la proporzione rispetto ai parti totali, che resta inferiore al dato nazionale Cedap 2005. Dal profilo assistenziale emerge un minor accesso alle visite e ai controlli ecografici rispetto alle madri di 20 anni e oltre, confermando i dati di letteratura in merito. Il dato più problematico è quello sull’accesso ai corsi di preparazione alla nascita, dove i valori sono molto bassi, sia per le italiane che per le straniere. Sono alcuni dei dati presentati nel rapporto pubblicato dall’Osservatorio epidemiologico dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento.

 

Le nascite nel Lazio: il rapporto 2007

I dati sulla natalità della Regione Lazio registrano nel 2007 la nascita di 53.165 bambini e tassi di natalità e fecondità pari, rispettivamente, al 9,7‰ e al 39,6‰. Nel periodo 1987-2006 la mortalità infantile si è dimezzata, passando dall’8,4‰ nel 1987 al 4,7‰ nel 2006. Le principali cause di mortalità sono state “prematurità e condizioni correlate” e “malformazioni congenite”. Rispetto agli anni precedenti, è in aumento il numero di: nati vivi singoli con un basso peso alla nascita (<2500 gr), nati pretermine (7%) e parti plurimi (3%). Il 33% delle partorienti ha oltre 34 anni, mentre solo l’1,5% ha meno di 20 anni. Dal 1994, la percentuale di nascite da donne nate all’estero è salita dal 6% al 21% del 2007. Confermata la crescita del ricorso al taglio cesareo in tutte le tipologie di maternità, con un picco per le strutture private non accreditate (dal 32,1% nel 1985 al 78,4% nel 2007). Fra i nati vivi singoli, la percentuale di parti cesarei è salita dal 22,3% del 1985 al 42% del 2007 (43% se si considerano anche i parti plurimi).

 

La nascita in Emilia Romagna: il rapporto 2007

I tassi di natalità e di fecondità sono in costante aumento e hanno ormai superato i valori medi nazionali: il tasso di natalità è pari al 9,6‰ e il numero medio di figli per donna è di 1,4. Il costante aumento della popolazione immigrata, in particolare, femminile, contribuisce in maniera significativa a questo incremento. È quanto emerge dal 5° rapporto nascita, pubblicato a novembre 2008 dalla Regione Emilia Romagna, che comprende i dati del 98,2% dei nati registrati con le schede di dimissione ospedaliera (Sdo).

 

Natalità nella Asl Napoli 4: il rapporto 2007

Nel 2007, nella Asl Napoli 4 sono nati 6463 bambini: di questi, il 37,3% è nato per via naturale e il restante 62,7% con parto chirurgico. Il ricorso al taglio cesareo è in aumento, e supera notevolmente sia i livelli del 15-20% del totale, consigliati dall’Oms, sia la media regionale del 2006. Sono i risultati più evidenti dello studio condotto nel 2007 dal dipartimento di Prevenzione della Asl Napoli 4 per descrivere il fenomeno della natalità sul territorio. Il confronto con il 2006 evidenzia un netto incremento delle nascite da madri: nubili (9,9%), di età inferiore a 20 anni e di origine straniera (6,9%). I dati confermano anche un ricorso eccessivo all’ecografia in gravidanza: nei distretti di Acerra e Somma Vesuviana più della metà delle mamme ha effettuato 6 o più ecografie.

 

Le nascite in Emilia Romagna: il rapporto 2005 (pdf 975 kb)

È disponibile il terzo rapporto “La nascita in Emilia Romagna”, elaborato sulla base dei dati raccolti nel 2005 attraverso il Certificato d’assistenza al parto (Cedap). Oltre alle informazioni sull’assistenza al parto, il documento contiene anche dati su visite, esami e ricoveri ospedalieri in gravidanza, nonché sulla condizione sociale dei genitori. Leggi la presentazione del rapporto (a cura di Eleonora Verdini e Camilla Lupi, Servizio sistema informativo sanità e politiche sociali, Regione Emilia Romagna) e scarica la sintesi (pdf 40 kb).

 

Nascere nel Lazio: il rapporto 2004-2005

Oltre 100 mila le nascite nel Lazio negli ultimi due anni, aumentano in particolare i nati da donne straniere: il 19% di tutte le nascite nel 2005. Si alza l’età delle partorienti: le donne che alla nascita dei loro figli hanno più di 34 anni ora rappresentano circa il 27% del totale, mentre negli anni Ottanta erano solo il 10%. Significativi i miglioramenti dell’assistenza in gravidanza, al parto e nel periodo neonatale, che hanno portato a una marcata diminuzione della morbosità e mortalità materna e infantile. È però ancora eccessivo il ricorso al cesareo e permangono ancora una serie di diseguaglianze, associate a condizioni socioeconomiche più disagiate.

 

Nascere in Toscana 2002-2004 (pdf 1,6 Mb)

L’Osservatorio di epidemiologia della Toscana presenta i dati relativi al certificato di assistenza al parto per gli anni 2002-2004. Appare in ripresa la natalità, grazie soprattutto all’incremento della quota di nati da coppie con almeno un genitore straniero, che nel 2004 sono il 17% del totale. Rispetto alla media nazionale, i numeri offrono un quadro buono sia dell’assistenza in gravidanza che degli esiti neonatali. Tuttavia ci sono ampi margini di intervento per ridurre una serie di disparità, sia in termini di accessibilità alle tecniche di diagnosi prenatale che di esiti neonatali. Si tratta soprattutto di diseguaglianze socioeconomiche: rispetto alle italiane, infatti, le donne con titolo di studio più basso effettuano un numero inferiore di esami in gravidanza e hanno maggiori probabilità di avere bambini prematuri. Oltre il 20% delle donne straniere provenienti da Paesi a forte pressione migratoria dichiara di aver effettuato un numero di ecografie inferiore alle tre previste dal protocollo regionale, a fronte del 2% che si osserva tra le italiane. Per contro, le donne con titolo di studio più elevato tendono a sottoporsi a un numero eccessivo di controlli.

 

Le nascite nel Lazio: rapporto 2003

Dalla metà degli anni Novanta la natalità nel Lazio è in leggera ripresa, anche grazie a un aumento dell’immigrazione. Nascono ogni anno 50 mila bambini e i miglioramenti dell’assistenza hanno portato a una forte diminuzione della morbosità e mortalità materna e infantile. Permangono ancora, però, disuguaglianze associate a condizioni socioeconomiche più disagiate, e continua ad aumentare il ricorso al taglio cesareo, nonostante l’impegno da parte della Regione di attuare iniziative per un suo uso appropriato.

 

 

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Ultimo aggiornamento giovedi 15 dicembre 2011
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