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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

poliomielite

Poliomielite: nuove vittorie ma necessari sforzi ulteriori

Donato Greco - Componente della commissione di certificazione di eradicazione della poliomielite. Organizzazione mondiale della sanità, Ufficio regionale europeo

 

19 maggio 2011 - La battaglia contro la poliomielite segna continue vittorie: anche quest’anno il numero dei casi riportati è inferiore a quello dell’anno precedente, il virus Wpv3 sta scomparendo e l’India è vicina all’eradicazione. La sconfitta definitiva della polio, però, si allontana e difficilmente si potrà raggiungere l’obiettivo fissato di fermare la trasmissione del virus entro il 2012 in tutto il mondo.

 

Il Pakistan resta un Paese endemico con aree di difficile management, l’Africa centrale vede numerosi Paesi con nuovi focolai di polio partiti dalla Nigeria e l’Asia centrale, dopo la nefasta epidemia del Tagikistan del 2010, resta una zona ad alto rischio.

 

Si accumula evidenza per alcuni problemi non sufficientemente considerati dal nuovo programma di eradicazione:

  1. la sia pur piccola proporzione di bimbi che non sono vaccinati (dal 5% al 20% ogni anno) non è stata compensata dall’effetto “Herd” del vaccino Opv; d’altra parte proprio l’assenza di circolazione del virus selvaggio priva questi gruppi di popolazione di un contagio asintomatico, ma protettivo. In molti Paesi, quindi, si è accumulata e si continua ad accumulare una sacca di suscettibili disponibile alla trasmissione ove il virus selvaggio venga introdotto
  2. la sorveglianza dell’Afp (paralisi flaccida acuta) resta un caposaldo del programma di eradicazione, ma non ci dice nulla sulla reale suscettibilità di popolazione
  3. la presenza nei nuovi focolai epidemici di polio di numerosi casi di giovani e giovani adulti conferma l’esistenza di sacche di suscettibili in numerosi Paesi che pure mostrano costanti alti livelli di copertura vaccinale
  4. l’attendibilità dei report annuali di alcuni Paesi “a rischio” dell’Africa e dell’Asia necessita una verifica: non si può escludere, al di là dell’ipotesi di volontario “aggiustamento” dei dati, che alcune autorità sanitarie centrali non siano completamente a conoscenza della reale situazione della propria periferia.

Ne consegue che la strada dell’eradicazione resta praticabile, ma sono necessari ulteriori sforzi e correzioni:

  • aumentare le attività di verifica della copertura vaccinale con metodi appropriati
  • adottare sistematicamente indagini siero epidemiologiche campionarie per gli anticorpi anti polio virus
  • diffondere l’uso del nuovo Opv bivalente (Virus polio 1 e 3) di dimostrata miglior potenza immunitaria
  • colmare l’esistente gap finanziario del programma di eradicazione aumentando le donazioni, ma anche aumentando le risorse nazionali dedicate.

I Paesi a rischio (ormai oltre 50) sono impegnati su questa strada e l’Oms continuamente incrementa la propria azione antipolio.

 

Fondamentale per tutti la consapevolezza che la polio non è solo un problema residuo dei confini del mondo, ma resta un nostro diretto problema, poiché la singola presenza di un solo virus selvaggio è un rischio per la salute di noi tutti.

 

Risorse utili

Leggi l’articolo pubblicato il 13 maggio 2011 sul Morbidity and Mortality Weekly Report (Mmwr) dei Cdc “I progressi mondiali verso l’eliminazione della trasmissione del polio virus selvaggio (gennaio 2010-marzo 2011)”.