Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

rosolia

Focolaio epidemico di rosolia in Provincia di Pordenone

Michele Minuzzo - dipartimento di Prevenzione, Ass 6 di Pordenone

 

aggiornamento al 13 marzo 2008

 

 

Il 25 gennaio 2008 si è registrata la segnalazione di un caso di sospetta rosolia in un uomo di 29 anni, ospite di una struttura per diversamente abili della Provincia di Pordenone e non precedentemente vaccinato per questa malattia infettiva. Il 27 gennaio è pervenuta la segnalazione relativa a un secondo caso: un contatto diretto col caso indice presso la stessa struttura per diversamente abili, ma afferente anche a un altro istituto simile. A partire dal 28 gennaio sono giunte altre 18 notifiche di persone con sospetta rosolia, correlata direttamente col caso indice e non comprese nei soggetti indagati in prima istanza come contatti diretti dei primi due casi, e 22 notifiche relative a soggetti apparentemente non a contatto col caso indice e col secondo caso.

 

Dopo i previsti accertamenti laboratoristici per la ricerca del virus su campioni ematici, nasali, faringei e urinari, sono stati confermati complessivamente 21 casi. 4 casi (di cui 2 con diagnosi di VI malattia) sono risultati negativi, mentre i restanti 17 sono in attesa di risposta da parte del laboratorio.

 

Tra i casi confermati sono compresi:

  • 1 caso confermato in una donna in gravidanza alla 14° settimana di gestazione
  • 1 caso in attesa di conferma in una donna in gravidanza alla 7°-8° settimana di gestazione
  • 1 caso confermato in un insegnante di una scuola di primo grado di un Comune della Provincia
  • 1 caso confermato in uno studente di una scuola superiore di Pordenone
  • 4 casi in attesa di conferma in studenti: 2 in scuole superiori di Pordenone, uno presso una scuola superiore di Udine e uno all’Università di Padova.

Attualmente siamo ancora in situazione di allerta per il rischio infettivo, in quanto l’ultimo dei 42 casi finora segnalati risale al 13 marzo 2008.

 

L’indagine epidemiologica

In seguito alla notifica del primo caso, sono state attivate le procedure del protocollo nazionale per la rosolia e la rosolia congenita. Innanzitutto, il soggetto è stato sottoposto ad accertamenti di laboratorio per la ricerca del virus su campioni ematici, nasali, faringei e urinari, che hanno confermato l’infezione. La stessa procedura è stata seguita anche per il secondo caso e per i successivi.

 

Contemporaneamente, sono state avviate le indagini epidemiologiche sui contatti riferiti sia dal soggetto indice sia dal secondo caso, puntando in particolare l’attenzione su eventuali donne in gravidanza, potenzialmente a rischio di sindrome da rosolia congenita. Sono state individuate complessivamente 143 persone con contatto diretto col primo e il secondo caso, principalmente tra gli assistenti, gli educatori e il personale amministrativo-gestionale delle due strutture educative per diversamente abili. Per tutti questi è stata avviata l’indagine epidemiologica. Per ogni soggetto contattato è stato anche verificato lo stato anticorpale (se noto) e vaccinale nei confronti della rosolia e, nei casi risultati  non coperti, è stata proposta la vaccinazione. Per tutti gli ospiti dei due istituti è stata verificata la situazione vaccinale nei confronti della rosolia ed è stata attivamente proposta la vaccinazione a quelli non già immunizzati.

 

Successivamente alla notifica di altri casi, si è dovuto via via allargare il campo di indagine, essendo coinvolti come casi secondari soggetti con molti contatti con persone suscettibili di infezione. Fino ad oggi sono stati contattati circa 650 soggetti, che sono stati sottoposti a indagine epidemiologica e verifica anticorpale e vaccinale nei confronti della rosolia, con offerta del vaccino ai sieronegativi e ai non vaccinati. Oltre agli intervistati sono state verificate le situazioni vaccinali anche a tutti i soggetti afferenti alle quattro scuole della Provincia di Pordenone ed è stata attivamente proposta la vaccinazione a quelli non già immunizzati. Inoltre, sono stati informati il dipartimento di Prevenzione di Padova e di Udine per verifica e controllo dei contatti.

 

Alcune criticità

Dalle verifiche sullo stato vaccinale dei contatti, è emerso che la maggioranza dei soggetti risulta coperta nei confronti della rosolia o per immunizzazione naturale o per effettuazione in passato di un ciclo vaccinale completo contro la rosolia (2 dosi di MPR oppure una dose rosolia + una dose MPR). Nonostante questo dato positivo (la copertura è superiore all’80% tra i ragazzi delle scuole indagate), si è registrata un’elevata resistenza alla vaccinazione proposta nelle persone non già immunizzate.

 

L’altro problema è costituito dal fatto che in questo periodo dell’anno molte classi delle scuole superiori si accingono ad andare in gita. Pertanto, è altamente probabile che diversi contatti tra gli studenti in partenza per il viaggio o già partiti (e non già immunizzati) possano manifestare i sintomi della malattia durante il periodo di gita e contribuire alla diffusione dell’infezione. Sono stati infatti registrati già due casi critici:

  • uno studente che ha sviluppato la malattia durante il soggiorno all’estero (non vaccinato)
  • una studentessa (non vaccinata in passato per contrarietà alla vaccinazione) che, dopo avere sviluppato la malattia, nonostante le raccomandazioni di isolamento da parte del medico curante e del dipartimento di Prevenzione, è comunque partita per la gita scolastica nel periodo di contagiosità.

Leggi l’aggiornamento della situazione al 3 aprile 2008.