Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

screening oncologici

Archivio 2009

(10 dicembre 2009) Lo stato dell’arte dei programmi di screening in Umbria

Dall’Umbria, un documento che descrive il contesto epidemiologico di riferimento relativo ai programmi di screening attivati nella Regione, i principali indicatori di risultato e alcuni fattori condizionanti la partecipazione. Le fonti informative utilizzate comprendono: il registro tumori (per l’incidenza e la mortalità dei tumori analizzati), il sistema di sorveglianza Passi (in grado di fornire indicazioni sulle caratteristiche dell’adesione alle offerte di prevenzione), il sistema informativo aziendale della Usl 2 per un confronto e un’integrazione con questi importanti dati di servizio. Particolare attenzione è data alla partecipazione ai programmi di screening come fondamentale indicatore di risultato. È dunque stato ricostruito l’andamento di incidenza e mortalità per i tumori oggetto dei programmi di screening (collo dell’utero, mammella e colon retto) organizzati nel periodo 1994-2005. Vengono, inoltre, riportati anche i medesimi dati riferiti all’ultimo anno di elaborazione pubblicato, il 2006. Per informazioni più approfondite, leggi il documento originale (pdf 1 Mb).

 

(22 ottobre 2009) Tumore del collo dell’utero: Europa e Italia divise in due sulla prevenzione

Nell’Europa dell’Est la prevenzione dei tumori alla cervice uterina attraverso gli screening oncologici rivolti alle donne è ancora lontana dalle performance dell’Europa occidentale. Mentre a Ovest la mortalità per questi tumori diminuisce, a Est è stabile o addirittura aumenta. In Italia, esistono ancora importanti differenze tra Nord e Sud e tra le varie Regioni: i risultati sono migliori là dove esistono programmi di screening organizzati. I dati in un numero speciale dello European Journal of Cancer. Leggi l’approfondimento, a cura della redazione di EpiCentro.

 

(1 ottobre 2009) Tumori colorettali: il programma di screening dei Cdc

Nel 2005 nei soli Stati Uniti 27.259 donne e 26.782 uomini sono morti per tumori di origine colorettale. Questo tipo di tumore è il secondo più diffuso tra i cittadini americani e per sostenerne la prevenzione i Cdc di Atlanta hanno lanciato il Colorectal Cancer Control Program (Crccp). Il progetto prevede la distribuzione di fondi per la diagnosi precoce del cancro colorettale in soggetti compresi tra i 50 e i 64 anni d’età privi di un’assicurazione sanitaria adeguata. Leggi l’approfondimento.

 

(6 maggio 2009) I programmi di screening in Toscana: il rapporto 2007

Nel 2007, in Toscana, il numero complessivo di donne invitate a effettuare una mammografia di screening è pari a 216.868. Il valore medio regionale di adesione relativa a tutte le donne invitate è pari al 68,7%. Il programma di screening per il carcinoma della cervice uterina ha previsto l’invito di 319.444 donne di età compresa fra 25 e 64 anni: di queste 153.373 (pari al 51,3%) hanno risposto all’invito. Per quanto riguarda il programma di screening olorettale, hanno aderito all’invito 156.721 persone su 311.952, con una partecipazione aggiustata media regionale del 51,4% (superiore di circa il 3% rispetto al 2006). Per tutti e tre i programmi di screening, i punti di maggiore criticità sono i tempi di attesa tra l’esecuzione del test e l’invio dell’esito ai soggetti risultati negativi e dall’esecuzione del test risultato sospetto all’erogazione delle procedure diagnostiche di approfondimento. Leggi il rapporto “I programmi di screening della Regione Toscana” (pdf 2,7 Mb).

 

(2 aprile 2009) I programmi di screening in Italia 2008: la survey dell’Ons

Una nuova pubblicazione dall’Osservatorio nazionale screening (Ons): è il rapporto sullo stato di attuazione dei programmi di screening in Italia nel 2008. Il documento si discosta dai tradizionali rapporti annuali dell’Osservatorio abbracciando un periodo di attività più ampio e cercando di proporre una riflessione più estesa sull’impatto dei programmi di screening oncologici nel nostro Paese. Se ben organizzati, questi programmi possono portare a un’effettiva riduzione della mortalità o dell’incidenza dei tumori. Le criticità si possono trovare non solo in quelle zone d’Italia in cui le prestazioni sanitarie sono in difficoltà in generale, ma anche nelle situazioni di efficienza che però non investono abbastanza nei programmi di screening.

 

(19 febbraio 2009) Commissione europea: lo stato dell’arte sugli screening in Ue

Il cancro è la seconda causa di morte più diffusa in Europa: ogni anno sono 3,2 milioni i cittadini europei a cui viene diagnosticato un tumore. Gli screening oncologici consentono di diagnosticare precocemente la malattia, aumentando notevolmente la speranza di vita dei pazienti ma, nonostante i progressi ottenuti, la prevenzione non è ancora sufficientemente diffusa tra le azioni di intervento dei Paesi membri. La Commissione europea ha pubblicato un rapporto sull’attuazione della raccomandazione del 2003 (pdf 92 kb), del Consiglio europeo, sugli screening oncologici. Leggi l’approfondimento.

 

(12 febbraio 2009) Pubblicato il settimo rapporto Ons

I programmi di screening oncologici in Italia sono in crescita, ma permangono profonde differenze geografiche, in particolare fra il Centro-Nord e il Sud. È una delle conclusioni del

settimo rapporto Ons sui programmi di screening oncologici in Italia, pubblicato sul sito dell’Osservatorio nazionale screening (Ons) e relativo al periodo 2003-2007. Il rapporto, che prende in considerazione gli screening oncologici previsti nei Lea (mammografico, cervicale e colorettale), sottolinea l’importanza dei programmi di screening organizzati e richiama l’attenzione sulle criticità ancora presenti in Italia, a partire dalle disuguaglianze geografiche.

 


 

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