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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

screening oncologici

Stato di attuazione degli screening: il rapporto 2008 della Commissione europea

Il cancro è la seconda causa di morte più diffusa nell’Ue e ogni anno sono 3,2 milioni i cittadini europei a cui viene diagnosticato un tumore. Grazie agli screening oncologici, però, il cancro può essere diagnosticato sempre più precocemente consentendo così di intervenire sul tumore fin dai primi stadi e aumentando le possibilità di guarigione dei pazienti. Per questo motivo, nel 2003, il Consiglio europeo ha adottato una raccomandazione (pdf 92 kb) sugli screening oncologici che definisce le linee guida per la prevenzione del cancro al seno, al collo dell’utero e al colon-retto.

 

Tuttavia, dal rapporto 2008 (pdf 2,6 Mb) della Commissione europea sull’applicazione della raccomandazione emerge che gli screening effettivamente realizzati sono meno della metà di quelli suggeriti dal Consiglio. I Paesi dell’Unione che hanno programmi di screening per la prevenzione del cancro al seno sono solo 22 su 27 e il numero scende a 15 se si parla di tumori al collo dell’utero e a 12 per i tumori al colon-retto. Per questo motivo è necessario potenziare i programmi di prevenzione, sia da parte dei singoli Stati, sia da parte della Commissione, stimolando anche la collaborazione tra gli istituti di ricerca dei vari Paesi.

 

«In questo momento di insicurezza economica», dichiara Androulla Vassilliou, della Commissione europea per la Salute, «abbiamo più che mai bisogno di riconoscere l’importanza di fare piani per garantire la salute nel futuro. Investire nei programmi di screening», continua la commissaria, «rende possibile un risparmio sul lungo termine, perché la prevenzione è il modo più efficace da un punto di vista sanitario e più efficiente da un punto di vista economico per ridurre l’impatto del cancro sulla popolazione europea».

 

I tumori in Europa

Ogni anno in Europa muoiono di cancro 554 mila donne (il 23% delle morti totali) e 698 mila uomini (il 29%). Secondo l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) nel 2006 tra le donne dell’Ue i nuovi casi di tumore al seno sono stati 331 mila e i decessi 90 mila. I nuovi casi di cancro colorettale sono stimati attorno ai 170 mila all’anno per gli uomini e ai 140 mila per le donne.

 

I tassi di mortalità e l’incidenza dei tumori variano molto all’interno dell’Ue. Il Paese con il maggiore tasso di incidenza del cancro al seno è il Belgio (137,8 casi per 100 mila donne all’anno), mentre il più alto tasso di mortalità per questo tumore si registra in Danimarca (34,5 casi per 100 mila donne all’anno). La Romania risulta il Paese più colpito dal cancro al collo dell’utero, con il maggiore tasso di incidenza (24,5 casi per 100 mila donne all’anno) e il maggiore tasso di mortalità (17 casi per 100 mila donne all’anno).

 

Per quanto riguarda il cancro al colon-retto, il Paese con il maggiore tasso di incidenza e il maggiore tasso di mortalità è l’Ungheria (sia per gli uomini che per le donne), mentre è la Grecia lo Stato con il minore tasso di incidenza e mortalità (sia per la popolazione maschile che per quella femminile).

 

Programmi di screening e applicazione della raccomandazione del 2003

Per quanto riguarda i programmi di prevenzione in Europa sono stati fatti molti progressi. Tuttavia, molto resta ancora da fare. La prima parte della raccomandazione prevede una serie di norme tecniche, etiche e legali che devono accompagnare l’attuazione dei programmi di screening negli Stati membri e secondo la relazione sull’applicazione della raccomandazione almeno il 67% dei Paesi segue queste indicazioni. Per quanto riguarda la seconda parte della raccomandazione (registrazione e gestione dei dati di screening), l’82% degli Stati membri utilizza sistemi di dati centralizzati e il 91% informa che i dati vengono raccolti, gestiti e valutati non solo in base ai risultati dello screening ma anche in base alla valutazione delle persone positive al test e sottoposte a diagnostiche complementari. La conformità della raccolta dei dati è pertanto molto elevata.

 

Per quanto riguarda il controllo dei programmi di screening, terza parte della raccomandazione, sebbene la maggioranza dei Paesi indichi di seguire i punti previsti, la relazione mostra che la conformità alla raccomandazione è molto scarsa. La relazione evidenzia invece una buona adesione dei Paesi membri alla raccomandazione per quanto riguarda la formazione del personale sanitario che interviene nei programmi di screening (quarta parte della raccomandazione) e rispetto al conseguimento di un elevato livello di partecipazione da parte della popolazione, in particolare per quanto riguarda l’attuazione di misure per garantire la parità di accesso allo screening per tutti i gruppi socioeconomici della popolazione (quinta parte della raccomandazione). L’ultima parte riguarda l’introduzione e l’attuazione di nuovi metodi di screening che secondo la relazione della Commissione sono effettivamente portati avanti dal 50% dei Paesi membri.

 

Conclusioni

Quattro anni dopo che il Consiglio dei ministri dell’Unione europea ha approvato la raccomandazione sullo screening dei tumori, nonostante gli importanti traguardi raggiunti, l’Ue si trova solo a metà strada verso l’attuazione della raccomandazione. È quindi necessario un maggiore sforzo da parte degli Stati membri che si basi sulla collaborazione e sul sostegno scientifico, organizzativo e professionale tra i Paesi stessi.

 

L’investimento delle risorse umane e finanziarie per la realizzazione degli obiettivi prefissati è già considerevole, ma le attività per l’attuazione e la qualità degli screening sono ancora lontane dai livelli auspicati. Il cancro continua a rappresentare uno degli oneri più importanti a livello sanitario per l’Ue e tutte le azioni nell’ambito dello screening rappresentano un impegno condiviso a livello comunitario per il beneficio dei cittadini e dell’intera società.

 

Risorse utili

  • Raccomandazione del Consiglio (del 2 dicembre 2003) sugli screening oncologici (pdf 93,2 kb)
  • comunicato sull’attuazione della raccomandazione del 2003 sugli screening oncologici
  • rapporto 2008 della Commissione europea sull’implementazione della raccomandazione (pdf 2,6 Mb)
  • relazione della Commissione europea sull’attuazione della raccomandazione (pdf 1,9 Mb)
  • overview sullo stato attuale dello screening oncologico di popolazione in Europa.