Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

incidenti stradali

Archivio 2004-2005

(3 novembre 2005) Incidenti: la promozione di interventi formativi nelle autoscuole
A un anno di distanza dalla pubblicazione delle linee guida nazionali per la prevenzione degli incidenti stradali, è on line la revisione del rapporto Istisan relativo. È stato revisionato il prodotto delle attività di promozione degli interventi formativi nelle autoscuole sui comportamenti alla guida, con particolare riguardo all’uso di sostanze psicoattive. Il 1 dicembre, in occasione del workshop che si terrà all’Iss, sarà presentato il progetto “Corso per insegnanti e istruttori di autoscuola: alcol, droga, guida”, a cura del fondo nazionale di lotta alla droga, Regione Lazio.
L’assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione chiave sulla sicurezza automobilistica, con l’obiettivo di ridurre morti e incidenti sulle strade. La risoluzione invita tutti gli Stati membri ad accogliere e attuare le raccomandazioni contenute nel rapporto Oms World report on road traffic injury prevention. La risoluzione sottolinea l’importanza di continuare ad usare il documento come cornice di riferimento per gli sforzi indirizzati a migliorare la sicurezza sulle strade. Particolare attenzione su cinque fattori di rischio: cinture di sicurezza e seggiolino per i bambini, alcol, casco, velocità e infrastrutture.
Secondo il rapporto Oms World report on road traffic injury prevention, gli incidenti stradali sono la seconda causa di morte in tutto il mondo nei giovani fino a 29 anni e la terza nella fascia di età 30-44 anni. Ogni anno muoiono sulle strade 1,2 milioni di persone, mentre 50 milioni restano ferite o disabili. Senza interventi immediati, le stime indicano che entro il 2020 i decessi legati a incidenti stradali aumenteranno dell’80% nei Paesi a basso e medio reddito. Molto alti anche i costi economici, che si aggirano intorno ai 65 miliardi di dollari.

 

(31 maggio 2005) Incidenti stradali in Toscana: una sintesi dei risultati
L’Osservatorio epidemiologico della regione Toscana ha presentato uno studio condotto sull’infortunistica stradale nella propria regione. Dal quadro dei risultati emerge che in media ogni anno in Toscana, dal 1991 al 2003, si sono verificati 17.503 sinistri con almeno un ferito, 23.487 feriti e 448 decessi. Gli incidenti sono aumentati del 14%, ma è diminuita la loro gravità. Il rapporto di mortalità (RM=numero di morti ogni 1000 incidenti) è diminuito passando da 30,2 a 25,6. Gli incidenti più gravi avvengono nelle ore notturne del fine settimana (RM=55,0) nei periodi estivi, in ambito extraurbano con coinvolgimento soprattutto di maschi giovani. I giovani rappresentano il 42,8% dei conducenti deceduti, mentre gli anziani rappresentano il 63,8% di tutti i pedoni deceduti. Gli incidenti avvenuti per alterazioni dello stato psicofisico sono particolarmente gravi (RM=98,1). Dal 1987 al 2002 la mortalità per traumatismi è la prima causa di morte negli uomini tra i 10 e i 40 anni e per le donne tra i 10 e i 30 anni. Nel biennio 2001-2002 i ricoveri causati da trauma sono stati circa 70.000 e, con 18 ricoveri ogni 1000 residenti, rappresentano il 9,4% del totale dei ricoveri. La distribuzione degli infortuni stradali sul territorio toscano ha evidenziato alcune aree in cui le conseguenze sono particolarmente gravi: la Asl di Arezzo presenta 46,3 decessi ogni mille incidenti, mentre a Firenze sono 13,7. L’effetto dell’introduzione della patente a punti, nonostante abbia contribuito alla diminuzione degli incidenti nel periodo immediatamente successivo alla sua introduzione (luglio 2003), sembra aver perso parte della sua efficacia a partire dagli ultimi mesi del 2004.
Per tutte le informazioni scarica il Quaderno di Agenzia, a cura dell’Osservatorio epidemiologico della Regione Toscana.


(3 marzo 2005) Incidenti, studio Iss sugli studenti
Gli incidenti stradali rappresentano uno dei maggiori problemi di sanità pubblica del nostro Paese e sono la prima causa di morte per la popolazione maschile sotto i quarant’anni. In Italia ogni anno provocano circa 7.500 morti e 20.000 invalidi gravi; ben 150.000 soggetti vengono ricoverati e le prestazioni di pronto soccorso non seguite da ricovero sono più di 1.500.000. Il gruppo più vulnerabile è costituito dai giovani tra i 15 e i 29 anni, che rappresentano circa un terzo dei 300.000 soggetti morti dal 1970 ad oggi. I costi sociali ed economici che il Paese sostiene sono elevatissimi, intorno ai 13 miliardi di euro l’anno. Questi dati sono stati recentemente ridimensionati dall’introduzione della patente a punti (luglio 2003), che ha portato a una generale diminuzione del fenomeno (circail 20%): un grosso successo, ma non sufficiente per raggiungere quel 50% di riduzione auspicato dall’Unione europea e dall’Organizzazione mondiale della sanità per il prossimo decennio. Il rapporto, a cura del Dipartimento ambiente e connessa prevenzione primaria dell’Iss, contiene i risultati di un’indagine nazionale svolta nelle scuole superiori italiane sui comportamenti a rischio per la sicurezza stradale. L’indagine si è svolta durante il primo semestre del 2003 e i risultati riguardano studenti tra i 14 e i 19 anni, che costituiscono il 90% dei 25.153 rispondenti.

(29 novembre 2004) Convegno “La promozione di interventi formativi nelle autoscuole per la prevenzione degli incidenti stradali”, Iss, Roma.

La presentazione di un documento di indirizzo sulla promozione degli interventi formativi nelle autoscuole italiane per promuovere comportamenti corretti e sicuri alla guida. Questo è l’obiettivo del convegno promosso dall’Iss, presso il quale si è costituito il gruppo di lavoro multidisciplinare composto da numerose e diverse realtà interessate al problema degli incidenti stradali. Il documento di indirizzo, pubblicato come rapporto Istisan 04/22, è rivolto alle amministrazioni pubbliche impegnate nelle iniziative di prevenzione degli incidenti, così come agli insegnanti e istruttori delle autoscuole.

Anna De Santi, ricercatrice dell’Iss e una delle coordinatrici del gruppo di lavoro multidisciplinare, commenta per Epicentro il documento di indirizzo.

(12 novembre 2004) L’Istat fornisce i dati sugli incidenti stradali nel 2003
Il 2003 è stato l’anno dell’introduzione della patente a punti, un evento che ha segnato l’andamento degli incidenti stradali nel nostro paese. Si è infatti registrata una diminuzione degli incidenti del 5,9%, con 10,7% morti e 6,6% feriti in meno rispetto all’anno precedente. Certamente questi dati non sono ancora soddisfacenti, considerato che gli incidenti continuano a essere molti (617 al giorno, con 16 morti e 874 feriti), e l’impatto sociale ed economico rimane altissimo: sono oltre 6000 le persone morte in tutto l’anno. L’Istat fornisce un documento in .pdf contenente le statistiche e i dati sugli incidenti avvenuti nel 2003 e la loro analisi, ma anche una nota metodologica che spiega il campionamento e il trattamento dei dati.

(7 aprile 2004) Giornata mondiale della salute 2004: la sicurezza stradale
Un milione e duecentomila morti all’anno in tutto il mondo, soprattutto nei paesi del Sud. Questa è la stima dei morti sulle strade fornita dalla Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha deciso di dedicare al tema della sicurezza stradale la Giornata mondiale della salute 2004, il prossimo 7 aprile.

Nel 2002, l’OMS ha lanciato una strategia quinquennale di prevenzione per affrontare il grave problema degli incidenti stradali e dei loro effetti sulla salute pubblica. Convinta che la prevenzione in questo campo giochi un ruolo fondamentale ancor più che in altri, l’Oms promuove quest’anno numerose iniziative di informazione al pubblico sui rischi della strada e raccomanda ai governi e ai dipartimenti di prevenzione di applicare le strategie e le misure che sono state individuate per ridurre il tragico bilancio degli incidenti stradali.

I CDC americani lanciano per il 7 aprile una serie di iniziative e forniscono numerose informazioni e strumenti per avviare campagne di sensibilizzazione e prevenzione sui rischi stradali. I CDC forniscono anche una serie di materiali e suggerimenti su come avviare una campagna locale sul tema.

Anche l’Ufficio Regionale dell’OMS in Europa punta alla prevenzione in materia di sicurezza stradale, con il lancio di una campagna dal titolo “Road safety is no accident”. Dopo il lancio del “Transport, health and environment pan-European programme (THE PEP)” nel 2002, l’Europa punta su una strategia sanitaria integrata con l’organizzazione e la gestione dei trasporti. All’ordine del giorno misure di controllo della velocità su strada, sviluppo di infrastrutture più sicure che rendano l’uso dei veicoli meno pericoloso e che favoriscano l’uso di mezzi pubblici, l’uso di tutte le attrezzature di sicurezza, come le cinture, il casco, i seggiolini per bambini, l’organizzazione di servizi di soccorso e di intervento pronti ed efficaci.