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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

incidenti stradali

Sicurezza stradale nelle Province della costa emiliano-romagnola: dati e riflessioni

Luigi Salizzato - Dipartimento sanità pubblica Ausl di Cesena

 

5 settembre 2013 - Nel 2011, nella Regione europea dell’Oms, gli incidenti stradali hanno causato 127 mila decessi e il ferimento di oltre 2 milioni di persone con un costo socio-economico stimato intorno al 2% del prodotto interno lordo. Nello stesso anno, nei 27 stati dell’Unione europea si sono contate oltre 30 mila vittime della strada, con una maggiore incidenza tra i Paesi dell’Europa centro-orientale. In Italia il tasso di mortalità è pari a 65 morti ogni milione di abitanti e supera di poco la media europea. Tuttavia, nel periodo 2001-2010, decennio di riferimento dell’obiettivo europeo, in Italia i numeri dell’incidentalità sono in diminuzione: -19% gli incidenti stradali, -19% i feriti e -43% i morti, con un miglioramento del rapporti di mortalità (-30%) e di gravità (-32%). Il maggior numero di incidenti si registra nelle Regioni del Centro e del Nord (76%) mentre gli eventi più gravi si verificano con maggiore frequenza al Sud, con 1 evento mortale ogni 28 incidenti. In particolare, l’Emilia-Romagna è una della Regioni in cui si verificano frequenze elevate di incidenti stradali, con un numero di feriti e morti più elevato della media nazionale.

 

Il trend favorevole degli ultimi anni

Dall’analisi dei dati relativi agli ultimi anni emerge che in Regione, la mortalità da incidente stradale mostra un trend in diminuzione. Nel confronto i quinquenni 1998-2002 e 2003-2007, la riduzione risulta pari o superiore al 25% in quasi tutta la Regione. Inoltre, nel 2011 continua la riduzione della mortalità registrata nel decennio precedente 2001-10 (periodo di riferimento per la valutazione dell’obiettivo europeo di dimezzamento della mortalità). Complessivamente nel periodo 2001-11 la riduzione è più accentuata rispetto all’Italia sia in Emilia-Romagna (-26% Incidenti stradali, - 27% feriti, -51% morti) sia sul territorio delle Province della costa (- 29%, -30% e -55%). Nel periodo 2001-2011 il rapporto di gravità è diminuito in Emilia-Romagna (da 2,1 a 1,4), in Area Vasta Romagna (da 2 a 1,4) e a Ferrara (da 2,9 a 1,6). Il trend è in diminuzione anche nelle singole Province dell’Area Vasta Romagna: Ravenna da 2,8 a 1,5; Forlì-Cesena da 2,1 a 1,8 e Rimini da 1,6 a 0,8. Circa un terzo dei decessi per incidente stradale nei residenti in Area Vasta Romagna coinvolge gli utenti deboli della strada: pedoni (18%) e ciclisti (18%). Emerge inoltre che il numero dei pedoni e ciclisti deceduti cresce all’aumentare dell’età, in particolare nelle classi d’età sopra ai 65 anni. In entrambi i casi comunque i dati di decessi a livello nazionale sono in diminuzione, seppure in misura minore rispetto alle altre categorie di utenti della strada.

 

Sono alcuni dei dati contenuti nella quarta edizione del rapporto “Sicurezza stradale nelle Province della costa emiliano-romagnola: risultati raggiunti e nuove sfide” (pdf 1,1 Mb), che descrive le conseguenze sanitarie degli incidenti stradali nelle Province della costa emiliano-romagnola e analizza alcuni aspetti di contesto ambientale, le tipologie di persone coinvolte e i loro comportamenti. Il messaggio che si può ricavare è complessivamente incoraggiante: gli interventi legislativi e di controllo, le azioni per la tutela degli utenti deboli, e le attività informative ed educative condotte sul territorio hanno portato alla progressiva diminuzione del numero di morti da incidente stradale.

 

Le sfide per il futuro

La strada intrapresa ha davanti numerosi ambiti di intervento che riguardano tutti gli aspetti connessi alla guida: i comportamenti individuali (velocità eccessiva, abuso di alcol, uso del telefono cellulare mentre si guida, l’utilizzo della cintura posteriore); l’organizzazione delle città (creazione di percorsi pedonali e ciclabili protetti, sviluppo del trasporto pubblico) e del lavoro (oltre la metà degli infortuni mortali sul lavoro avviene su strada).

 

Nella pubblicazione è inoltre presente un capitolo dedicato agli interventi di provata efficacia nella prevenzione degli incidenti stradali e delle loro conseguenze. L’auspicio è che le raccomandazioni fornite dalla comunità scientifica possano supportare e indirizzare l’impegno continuo degli operatori e della società civile.

 

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