Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

toxoplasmosi

Aspetti epidemiologici

Nel mondo l’incidenza della toxoplasmosi è estremamente variabile: dal 3 al 70% degli adulti risultano sieropositivi per la malattia. La percentuale però è nettamente più elevata nel caso di pazienti già affetti da immunodeficienza, come ad esempio i soggetti che hanno subito un trapianto o i malati di AIDS, che raggiungono percentuali del 50. Questa variabilità è in funzione del clima (più diffusa nei Paesi caldo-umidi, meno in quelli freddi), delle condizioni igieniche (più frequente dove l’acqua da bere scorre all’aperto e dove la contaminazione fecale dell’ambiente è elevata), delle abitudini alimentari (più frequente nelle popolazioni che mangiano maiale rispetto a quelle la cui dieta è ricca di pesce). In tal senso, spostarsi da un Paese a bassa circolazione di toxoplasmosi verso uno ad alta circolazione (come il Brasile) rappresenta un possibile rischio per la gestante non protetta.

In Italia, è stato calcolato che circa il 60% delle gestanti affronti una gravidanza senza essere protetta contro la toxoplasmosi. Verosimilmente questa quota è andata aumentando nell’ultimo decennio, perché grazie alla catena del freddo e alle mutate condizioni di allevamento, si è ridotta anche la toxoplasmosi negli animali per la produzione di carne da alimentazione umana.

 

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