Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

trichinella

Aspetti epidemiologici

Secondo una stima fatta nel 2000 (Dupouy-Camet, 2000), sono almeno 11 milioni al mondo le persone colpite da trichinellosi, la cui incidenza varia a seconda delle abitudini alimentari e delle modalità di preparazione della carne, ma anche del livello di conoscenza della malattia. Generalmente la trichinellosi si manifesta sotto forma di casi sporadici o di epidemie molto ben localizzate, attribuibili spesso al consumo di salsicce o di altri derivati della carne di maiale o equina.

 

Tra l'inizio del 1995 e il giugno del 1997 la Commissione internazionale sulla trichinellosi ha riportato più di 10.000 casi di infezione nell'uomo, mentre nel 1998 l'Ufficio internazionale epizootico ha riferito di altrettanti casi fra i funghi (che a loro volta possono diventare veicolo del parassita).

 

La malattia è particolarmente diffusa nei Balcani, in Russia, nelle repubbliche baltiche e in alcune regioni della Cina e dell'Argentina.

 

Negli ultimi 25 anni sono stati riportati in Francia e in Italia circa 3000 casi di infezione umana dovuti all'ingestione di carne di cavallo contaminata.

 

Fino a oggi, il centro internazionale di riferimento (che ha sede presso l'Istituto superiore di sanità), ha analizzato e identificato circa 1600 campioni isolati sia da animali che da uomini. Più di 120 di questi sono mantenuti vivi in coltura per consentire la realizzazione di un nuovo sistema di classificazione di questi parassiti.