L’Ufficio regionale europeo dell’Organizzazione mondiale della sanità lancia la prima Settimana europea delle vaccinazioni, un’iniziativa che punta a migliorare la copertura vaccinale e a diffondere la cultura dell’immunizzazione nei Paesi europei.
La pratica della vaccinazione ha permesso di controllare, e in qualche caso di eradicare, malattie infettive che hanno un impatto deleterio sulla popolazione, come dimostrano i dati e le pubblicazioni disponibili sul sito dell’Organizzazione mondiale della Sanità. L’ultimo grande traguardo è stata l’eliminazione della poliomielite in Europa nel 2002. Ma c’è ancora moltissimo da fare, sia in Europa che nel resto del mondo.
Tuttavia, proprio gli ottimi risultati raggiunti negli ultimi anni hanno portato molte persone e famiglie europee ad allentare l’attenzione e l’interesse nei confronti delle vaccinazioni, o addirittura a considerare il vaccino più pericoloso della malattia. La Settimana è intesa dunque come una iniziativa di comunicazione e di informazione per rendere patrimonio comune i risultati conseguiti attraverso le vaccinazioni, così come la necessità di proseguire e aumentare la copertura.
Se si riducesse l’interesse, sia pubblico che istituzionale, nei confronti dell’immunizzazione, diverse malattie altamente infettive, come la difterite, la pertosse, il morbillo, la rosolia e perfino la polio, potrebbero riemergere e diffondersi causando un carico sanitario molto elevato e pesanti disabilità e rischi per la popolazione infantile. È quindi necessario informare la popolazione sull’importanza delle vaccinazioni e promuovere politiche sanitarie che assicurino un elevato grado di immunizzazione, garantendo anche l’inclusione dei gruppi sociali più deboli.
Gli operatori sanitari e il pubblico devono ricevere strumenti, dati, evidenze e informazioni corrette per riuscire a valutare in modo equilibrato i rischi e i benefici associati alla vaccinazione. Molti Paesi della regione europea, e non solo quelli in transizione, sono però sprovvisti di una strategia di comunicazione associata ai piani vaccinali. La Settimana europea si propone quindi come strumento e occasione per la diffusione di informazioni e per la creazione di reti di scambio di idee, esperienze e strategie.
Nel 2005, la Settimana vedrà protagonisti solo alcuni Paesi della regione: Bielorussia, Irlanda, Serbia e Montenegro, Tagikistan e Macedonia. In altri Stati le iniziative saranno sperimentate su singole regioni e province. In Italia, toccherà alla Provincia autonoma di Bolzano. Nel 2006, l’iniziativa coinvolgerà invece tutti gli Stati membri dell’Oms Europa.
Per quanto riguarda il senso dell’iniziativa e le priorità per l’Italia in questo campo, leggi il commento di Marta Ciofi degli Atti, del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (Cnesps), Istituto superiore di sanità.
Messaggio centrale della settimana sarà quello che l’immunizzazione di ogni bambino è necessaria e vitale per prevenire le malattie e proteggere la vita. Per questo, lo slogan scelto è molto semplice e diretto: “prevenire, proteggere, vaccinare” (Prevent Protect Immunize). Le attività ruoteranno attorno a quattro assi principali:
rendere consapevoli i gruppi target sui benefici dell’immunizzazione e sulle conseguenze della non immunizzazione, per promuovere un cambiamento dei comportamenti
fornire informazioni fattuali sulla sicurezza vaccinale e sull’efficacia per aumentare le conoscenze, promuovere una maggiore confidenza e incrementare la fiducia
raggiungere i gruppi sociali più vulnerabili e difficili da contattare attraverso attività specifiche e supporti al rafforzamento delle comunità
aumentare la consapevolezza dei benefici dell’immunizzazione tra i regolatori e i politici nazionali per assicurare un impegno rinnovato e una maggiore attenzione
In ogni Paese e regione, l’equipe di operatori coinvolti nell’organizzazione della Settimana identificherà strategie adeguate e un piano nazionale. Tra le attività previste, sono incluse campagne informative, produzione di materiali che incoraggino e favoriscano il dialogo tra i genitori e gli operatori sanitari, organizzazione di strumenti di supporto e di contatto per il pubblico per l’ottenimento rapido e puntuale di informazioni e di risposte a dubbi e domande.
Consulta il documento “Getting
started, a brief guide for member States”, in inglese.
L’immunizzazione, una priorità in Europa
Nonostante la provata efficacia dei programmi di vaccinazione contro la polio, il tetano, la difterite e la pertosse (che ogni anno salvano la vita di 3 milioni di persone nel mondo), rimangono molto marcate le disuguaglianze e le disparità nell’accesso ai vaccini. Per esempio, nel 2002, nei Paesi dell’Asia centrale, morivano in media 2056 bambini ogni 100 mila sotto i 5 anni, quando nell’Unione europea erano solo 486. Un bambino che vive in un Paese industrializzato ha 10 probabilità in meno di morire rispetto a uno di un Paese del sud del mondo. Tuttavia, anche all’interno della regione europea dell’Oms esistono enormi differenze: se la copertura vaccinale media contro le principali malattie è del 90%, esistono tuttora moltissimi gruppi sociali non raggiunti dai programmi vaccinali e quindi molto vulnerabili. In Europa, muoiono ogni anno di malattie prevenibili più di 32 mila bambini. Il morbillo da solo ha ucciso più di 5000 bambini nel 2003.
Il gap di salute tra le regioni orientali e quelle
occidentali della regione si sta allargando e i vaccini normalmente
distribuiti in alcune aree non sono alla portata delle popolazioni in altre.
Azioni e strategie per superare le disuguaglianze diventano quindi
prioritarie. Dati e informazioni dettagliate sulla copertura vaccinale,
sull’incidenza di alcune malattie infettive nei Paesi della regione europea
e sulla efficacia dei programmi vaccinali sono disponibili nel documento in
inglese “Why
immunization must remain a priority in the WHO European Region”.
Diversi Paesi, diverse strategie: il caso
dell’Irlanda
Uno dei Paesi coinvolti nella Settimana delle
vaccinazioni 2005 è l’Irlanda, forse la situazione, tra quelle prese in
considerazione, più vicina a quella italiana. Le attività messe a punto
dalle istituzioni irlandesi prevedono meeting di coordinamento, produzione
di materiali diretti ai policy maker e agli operatori sanitari. In
particolare, verranno coinvolti specifici coordinatori dell’immunizzazione,
operatori del settore sanitario, associazioni professionali. Verrà lanciata
una campagna mediatica e un nuovo
sito web dedicato.
Strategie e materiali
Sul sito europeo dell’Oms sono disponibili anche numerosi materiali come il
logo e lo slogan della campagna,
poster e altri strumenti, prodotti anche da
associazioni e agenzie, che facilitano la diffusione dei contenuti, sia
verso il pubblico generico che verso gruppi di interesse specifici.