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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

febbre West Nile

La sorveglianza dei casi di malattia da West Nile in Italia, dal 2008 al 2011

Caterina Rizzo, reparto Epidemiologia delle malattie infettive, Cnesps – Iss

 

8 settembre 2011 - Il recente articolo pubblicato su Eurosurveillance del 18 agosto 2011 (1) descrive la sorveglianza epidemiologica regionale dei casi di malattia da West Nile (Wnd) in Veneto, nel 2010 (15 giugno-15 novembre 2010).

 

A partire dalla fine degli anni ’90 la Wnd è diventata un importante problema sanitario in Europa, interessando diversi Paesi dove, negli ultimi 15 anni, sono stati riportati focolai sia in animali sia nell’uomo, soprattutto nell’Europa centrale e in quella mediterranea (Romania, Ungheria, Portogallo, Spagna, Francia, Italia e Grecia).(2).

 

Il virus di West Nile è trasmesso sia agli animali, sia all’uomo, attraverso la puntura di zanzare infette (soprattutto specie culex pipiens). Il ciclo biologico coinvolge gli uccelli selvatici come ospiti amplificatori, mentre i mammiferi infettati (cavalli e uomini) si comportano come ospiti accidentali in quanto non raggiungono una viremia sufficiente per infettare nuovamente un vettore competente (zanzara) (3).

 

Nella maggior parte dei casi la malattia decorre in maniera del tutto asintomatica nell’uomo, tuttavia nel 20% dei casi si presenta come una forma febbrile lieve e solo nell’1% dei casi (di solito in soggetti con malattie concomitanti, anziani o mmunocompromessi), si verifica la forma neuroinvasiva più grave (ad es: meningite, encefalite, poliradiculoneurite e in alcuni casi paralisi flaccida acuta) (4).

 

In Italia dal 2002, in seguito all’epidemia di Wnd verificatasi nel 1998 in alcuni allevamenti di cavalli in Toscana (5), esiste un Piano veterinario di sorveglianza per West Nile e altri flavivirus. Il Piano prevede il monitoraggio della possibile introduzione e circolazione del virus di West Nile (Wnv) sul territorio nazionale attraverso controlli sugli animali (uccelli stanziali di specie “sinantropiche”, equidi, avifauna selvatica di specie migratorie). La sorveglianza veterinaria ed entomologica non ha identificato aree a circolazione virale sul territorio nazionale, fino al 2008, anno in cui su un vasto territorio del Nord-Est (province di Bologna, Ferrara, Mantova, Modena, Ravenna, Rovigo, Padova e Venezia) sono stati identificati casi di malattia neuro-invasiva da WNV (Wnnd) in animali.

 

La successiva attivazione di un sistema di sorveglianza epidemiologica integrato, nelle regioni in cui insistevano le aree interessate dalla circolazione virale, ha permesso di identificare e confermare la presenza di casi umani di Wnnd (6-8). Infatti, nell’estate del 2008, sono stati segnalati in Emilia-Romagna e Veneto 8 casi umani di Nel 2009, in seguito all’intensificarsi della circolazione virale negli animali (9) è stato osservato un aumento del numero dei casi umani rispetto all’anno precedente con 18 casi di Wnnd (di cui 4 decessi) segnalati dalle regioni Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia (nella provincia di Ferrara, Bologna, Modena, Reggio Emilia, Rovigo, Venezia, e Mantova) (10;11). Nel 2010, attraverso la sorveglianza veterinaria ed entomologica, dopo due anni di circolazione del virus nel territorio del Nord-Est, sono state identificate in Molise (Campobasso), Sicilia (Trapani) e Puglia (Foggia) nuove aree a circolazione virale, confermando la capacità del virus di diffondersi sul territorio nazionale (12;13). Tuttavia, nonostante la presenza di queste nuove aree interessate dalla circolazione virale, nel 2010 solo Emilia-Romagna (1 caso importato) e Veneto (4 casi nelle province di Vicenza e Venezia ed uno importato), hanno segnalato 5 casi confermati di WNND, di cui 2 importati (Tabella 1) (1).

 

Il 72,4% dei 29 casi segnalati dal 2008 al 2010 erano di sesso maschile con un’età media pari a 70,4 anni (mediana 72,0; range 41-86). Nel 2010, rispetto ai due anni precedenti, si è osservata una riduzione dell’età media dei casi che da 71,6 anni (mediana 72,5; range:50-86) nel 2008 e da 72,2 anni (mediana 73,5; range:49-89) nel 2009, si è ridotta a 56,3 anni (mediana 61; range 41-67).

 

Tabella 1. Distribuzione dei casi di malattia neuro-invasiva da West Nile in Italia, 2008-2010

 

Regione

2008

2009

2010

Totale§

Emilia Romagna

3

9

1*

12

Veneto

7

3 [1*]

15

Lombardia

0

2

0

2

Totale§

8

18

3

29

*Importato dalla Romania

°Questi casi non includono il caso di febbre da Wnv segnalato al sistema di sorveglianza epidemiologica della regione Veneto che sorveglia anche le febbri di ndd.

§Non includendo i casi importati

 

In Figura 1 è riportata la curva epidemica dei casi di Wnnd per mese di insorgenza sintomi dal 2008 al 2010.

 

Figura 1. Distribuzione dei casi di malattia neuro-invasiva da West Nile in Italia, per mese di insorgenza sintomi, 2008-2010

 

Nello stesso anno viene pubblicata da parte del ministero della Salute la circolare per la “Sorveglianza della malattia da West Nile in Italia” nell’uomo (che prevede di attivare il sistema di sorveglianza dei casi di Wnnd nelle aree a dimostrata circolazione virale dal 15 giugno al 15 novembre del 2010)(14).

 

La Regione Veneto oltre a sorvegliare i casi di WNND, ha attivato, nel 2009, un sistema di sorveglianza delle sindromi-simil-influenzali (Influenza-Like-Sindrome, Ili) durante il periodo estivo. I casi di Ili, nelle province a dimostrata circolazione virale, che si rivolgono ai medici di medicina generale vengono inviati al laboratorio di riferimento regionale per le indagini diagnostiche. Attraverso la sorveglianza delle febbri è stato possibile identificare 3 casi di febbre da Wnv.

 

Nel 2011, anno di pubblicazione della nuova circolare del ministero della Salute sulla “Sorveglianza dei casi umani delle malattie trasmesse da vettori con particolare riferimento alla Chikungunya, Dengue e West Nile Disease” (15), (fino al momento in cui viene prodotto questo rapporto) non sono stati segnalati casi confermati di Wnnd nell’uomo. Inoltre, la sorveglianza veterinaria ed entomologica non ha evidenziato, fino ad ora, aree a circolazione virale di WNV sul territorio nazionale, nonostante, lo scorso anno fossero emerse ipotesi relative alla persistenza del Wnv nel serbatoio animale anche durante l’inverno (2;9;12).

 

Le principali misure di controllo da attuare nei territori a dimostrata circolazione virale sono rappresentate dalla prevenzione delle punture di zanzare (usare prodotti repellenti e zanzariere alle finestre e non esporsi negli orari a rischio), e dal contenimento della densità del vettore attraverso interventi di disinfestazione adeguati. È inoltre cruciale adottare misure nei confronti delle donazioni di sangue e di organi e tessuti in quanto il virus può essere trasmesso anche attraverso la via parenterale.

 

La sorveglianza epidemiologica dei casi umani, nelle aree interessate da circolazione del Wnv negli animali, rappresenta un passo cruciale per la prevenzione della trasmissione della malattia, in quanto la tempestiva identificazione dei casi umani è cruciale per permettere di intervenire con misure di controllo adeguate sopra descritte.

 

La riduzione del numero dei casi osservati dal 2008 ad oggi è probabilmente legata sia agli interventi di Sanità pubblica messi in atto nelle aree interessate che a condizioni più propriamente ecologiche ed ambientali (in fase di valutazione da parte degli entomologi e dei veterinari). Inoltre non è da sottovalutare la possibilità che altri virus si comportino da antagonisti con il Wnv sostituendolo e modificando l’ecologia microbica tra gli animali, come nel caso del Virus Usutu (16-19).

 

Anche se, non bisogna dimenticare che non si può escludere la presenza di casi asintomatici o febbrili sul territorio nazionale che possono sfuggire ai sistemi di sorveglianza regionali. Infatti, indagini di siero prevalenza tra i donatori di sangue hanno messo in evidenza che nelle aree a dimostrata circolazione virale la prevalenza della malattia nei donatori oscillava tra il 3 ed il 33% (1;20).

 

Attualmente sono stati confermati casi di malattia da West Nile in Europa (Grecia e Romania) ed in paesi limitrofi (Albania, Israele e Russia), sul sito dell’Ecdc è possibile scaricare la mappa del rischio del Wnv nei Paesi della Regione europea dell’Oms. Inoltre è possibile scaricare una mappa dettagliata, dal Bollettino settimanale di Episouth del 18 agosto, che include sia i casi confermati nell’uomo che nei cavalli.

 

È quindi cruciale che nelle aree e nelle Regioni, dove il sistema di sorveglianza veterinario identifica la presenza di aree a circolazione virale, vengano avviate tutte le misure di prevenzione necessarie così come la sorveglianza epidemiologica dei casi di Wnnd.

 

Riferimenti

 

(1) Barzon L, Pacenti M, Cusinato R, Cattai M, Franchin E, Pagni S, et al. Human cases of West Nile Virus Infection in north-eastern Italy, 15 June to 15 November 2010. Euro Surveill 2011;16(33):pii=19949.

(2) Calistri P, Giovannini A, Hubalek Z, Ionescu A, Monaco F, Savini G, et al. Epidemiology of west nile in europe and in the mediterranean basin. Open Virol J 2010;4:29-37.

(3) Romi R, Pontuale G, Ciufolini MG, Fiorentini G, Marchi A, Nicoletti L, et al. Potential vectors of West Nile virus following an equine disease outbreak in Italy. Med Vet Entomol 2004 Mar;18(1):14-9.

(4) Salcuni P, Rizzo C. [West Nile disease: review of clinical features and risk factors associated with severe disease]. Infez Med 2011 Mar 1;19(1):5-15.

(5) Autorino GL, Battisti A, Deubel V, Ferrari G, Forletta R, Giovannini A, et al. West Nile virus epidemic in horses, Tuscany region, Italy. Emerg Infect Dis 2002 Dec;8(12):1372-8.

(6) Macini P, Squintani G, Finarelli AC, Angelini P, Martini E, Tamba M, et al. Detection of West Nile virus infection in horses, Italy, September 2008. Euro Surveill 2008 Sep 25;13(39).

(7) Rossini G, Cavrini F, Pierro A, Macini P, Finarelli A, Po C, et al. First human case of West Nile virus neuroinvasive infection in Italy, September 2. Euro Surveill 2008 Oct 9;13(41).

(8) Barzon L, Squarzon L, Cattai M, Franchin E, Pagni S, Cusinato R, et al. West Nile virus infection in Veneto region, Italy, 2008-2009. Euro Surveill 2009 Aug 6;14(31).

(9) Monaco F, Savini G, Calistri P, Polci A, Pinoni C, Bruno R, et al. 2009 West Nile disease epidemic in Italy: First evidence of overwintering in Western Europe? Res Vet Sci 2011 Feb 18.

(10) Rizzo C, Vescio F, Declich S, Finarelli AC, Macini P, Mattivi A, et al. West Nile virus transmission with human cases in Italy, August - September 2009. Euro Surveill 2009;14(40).

(11) Angelini P, Tamba M, Finarelli AC, Bellini R, Albieri A, Bonilauri P, et al. West Nile virus circulation in Emilia-Romagna, Italy: the integrated surveillance system 2009. Euro Surveill 2010 Apr 22;15(16).

(12) Calistri P, Monaco F, Savini G, Guercio A, Purpari G, Vicari D, et al. Further spread of West Nile virus in Italy. Vet Ital 2010 Oct;46(4):467-74.

(13) Istituto G Caporale T. West Nile Disease in Italy. http://sorveglianza.izs.it/... 2010

(14) Ministero della Salute. Sorveglianza della Malattia di West Nile in Italia, 2010. http://www.normativasanitaria.it/... 2010

(15) Ministero della Salute. Sorveglianza dei casi umani delle malattie trasmesse da vettori con particolare riferimento alla Chikungunya, Dengue e West Nile Disease, 2011. http://www.normativasanitaria.it/... 2011

(16) Tamba M, Bonilauri P, Bellini R, Calzolari M, Albieri A, Sambri V, et al. Detection of Usutu virus within a West Nile virus surveillance program in Northern Italy. Vector Borne Zoonotic Dis 2011 May;11(5):551-7.

(17) Calzolari M, Bonilauri P, Bellini R, Albieri A, Defilippo F, Maioli G, et al. Evidence of simultaneous circulation of West Nile and Usutu viruses in mosquitoes sampled in Emilia-Romagna region (Italy) in 2009. PLoS One 2010;5(12):e14324.

(18) Gaibani P, Pierro AM, Cavrini F, Rossini G, Landini MP, Sambri V. False-positive transcription-mediated amplification assay detection of West Nile virus in blood from a patient with viremia caused by an Usutu virus infection. J Clin Microbiol 2010 Sep;48(9):3338-9.

(19) Lelli R, Savini G, Teodori L, Filipponi G, Di GA, Leone A, et al. Serological evidence of USUTU virus occurrence in north-eastern Italy. Zoonoses Public Health 2008 Sep;55(7):361-7.

(20) Pezzotti P, Piovesan C, Barzon L, Cusinato R, Cattai M, Pacenti M, et al. Prevalence of IgM and IgG antibodies to West Nile virus among blood donors in an affected area of north-eastern Italy, summer 2009. Euro Surveill 2011 Mar 10;16(10).