Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

febbre West Nile

West Nile virus: stagione estiva 2012

Caterina Rizzo - reparto Epidemiologia delle malattie infettive (Cnesps, Iss)

 

6 settembre 2012 - Al 30 agosto, sono 115 i casi di febbre West Nile nell’uomo riportati all’interno dell’Unione europea nel 2012 e 224 i casi registrati nei Paesi limitrofi. Lo riferisce l’European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc) nell’aggiornamento settimanale (pubblicato il 31 agosto) delle mappe sulla diffusione della malattia da West Nile virus (Wnv) in Europa. L’Ecdc, sulla base dei dati forniti dai Cdc americani, parla anche di un grosso focolaio negli Stati Uniti con, al 28 agosto, 1590 casi di malattia da West Nile virus nell’uomo. Di questi il 56% è stato classificato come malattia neuro-invasiva. Si tratta del focolaio più esteso dal 1999, anno in cui la malattia è stata individuata per la prima volta negli Usa.

 

La situazione in Italia

In Italia, come riportato dall’Ecdc nel Communicable disease threats report 26 August - 1 September (pdf 321 kb), il 3 agosto è stato segnalato un caso asintomatico di infezione da West Nile virus in un uomo residente nella Provincia di Venezia. Il caso è stato identificato attraverso lo screening sistematico sui donatori di sangue, attivato già da diversi anni, all’interno delle province venete dove si erano già verificati casi di Wnv in passato. In proposito leggi anche l’articolo pubblicato su Eurosurveillance il 2 agosto “New endemic West Nile virus lineage 1a in Northern Italy, July 2012”. Per avere dettagli sulla situazione epidemiologica in Italia negli anni scorsi consulta l’approfondimento pubblicato su EpiCentro l’8 settembre 2011 “La sorveglianza dei casi di malattia da West Nile in Italia, dal 2008 al 2011”.

 

Nel nostro Paese esiste un sistema di sorveglianza epidemiologica integrato per l’identificazione e la conferma della presenza di casi umani di malattia neuro invasiva da West Nile virus. La sorveglianza umana consente, insieme alla sorveglianza animale ed entomologica, di evidenziare la circolazione del virus in un determinato ambito territoriale e di avere una stima del suo impatto attraverso l’individuazione sistematica dei casi clinici umani emergenti. La sorveglianza si svolge su tutto l’anno per i casi importati mentre per i casi autoctoni, registrati in aree a dimostrata circolazione di Wnv negli animali e aree limitrofe, si attiva dal 15 giugno al 30 novembre di ogni anno. Leggi in proposito la circolare del ministero della Salute “Sorveglianza dei casi umani delle malattie trasmesse da vettori con particolare riferimento alla Chikungunya, Dengue e West Nile Disease - Aggiornamento 2012” (pdf 1,2 Mb).

 

Come proteggersi da questa malattia?

Non esiste un vaccino per proteggere gli esseri umani da questa malattia. È per questo che la prevenzione, attraverso la protezione dalle punture di zanzara e la corretta informazione, è di cruciale importanza. Bisogna ricordare infatti che la trasmissione sia agli animali che all’uomo avviene tramite la puntura di zanzare infette appartenenti soprattutto al genere Culex. Il virus si mantiene nell’ambiente attraverso il continuo passaggio tra le zanzare e gli uccelli che rappresentano il serbatoio d'infezione. È importante ricordare che il virus non si trasmette da persona a persona. La trasmissione può avvenire invece per trasfusione, espianto di organi e tessuti, errori di laboratorio, gravidanza e, in casi rari, allattamento.

 

In proposito, sul sito del Centro nazionale sangue sono disponibili le indicazioni relative alle misure di prevenzione della trasmissione trasfusionale dell’infezione da Wnv che prevedono la sospensione temporanea (28 giorni) dei donatori di sangue ed emocomponenti che hanno soggiornato anche per una sola notte in luoghi a dimostrata circolazione virale sia in Italia che all’estero. Sul sito del Centro nazionale trapianti (Cnt) sono invece pubblicate le indicazioni sulla trasmissione del Wnv mediante trapianto d’organo, tessuti e cellule. Il documento indica una linea di interventi per la prevenzione della trasmissione del virus mediante trapianto e per la tempestiva identificazione di trapianti da donatore positivo a Wnv. Scarica il documento completo “Indicazioni in merito alla trasmissione del Virus West Nile (Wnv) mediante trapianto d’organo, tessuti e cellule nella stagione estivo-autunnale 2012” (pdf 64 kb) e leggi il Primo piano sul sito del Cnt.

 

In generale esistono  due approcci per evitare il diffondersi di casi: uno individuale e uno di collettività. Il primo, espressamente legato all’individuo, (specialmente gli ultra 50enni e chi presenta condizioni mediche croniche) prevede l’adozione di comportamenti “protettivi” volti a evitare il contatto con le zanzare vettore. Per esempio: eliminare l’acqua stagnante vicino casa (ad esempio sottovasi e raccolte di acqua di altro genere), stare in luoghi chiusi o proteggersi dalle punture di zanzara all’alba e al tramonto (momento di maggiore attività del vettore), indossare abiti con maniche e gambe lunghe, utilizzare repellenti per insetti sia all’aria aperta che in casa, ecc.

 

Il secondo approccio preventivo è volto alla collettività e coinvolge le autorità sanitarie nazionali, regionali e locali che devono attivare la sorveglianza epidemiologica per monitorare e rilevare i casi di malattia all’interno della comunità. Inoltre, come specificato nella circolare del ministero della Salute “Sorveglianza dei casi umani delle malattie trasmesse da vettori con particolare riferimento alla Chikungunya, Dengue e West Nile Disease - Aggiornamento 2012” (pdf 1,2 Mb), laddove si sospetti una circolazione di Wnv, la sorveglianza nelle aree urbane deve includere trappole per zanzare in posizioni strategiche e test periodici su quelle catturate. Un aumento del tasso di infezione nelle zanzare può essere infatti predittivo di un aumento dei tassi di infezione nell’uomo. Se la sorveglianza dovesse individuare un aumento inusuale di casi di infezione da Wnv nelle zanzare catturate, devono essere immediatamente attivate le misure di controllo sui vettori a seconda della presenza di casi animali o umani nella zona interessata, in modo da poter prevenire possibili focolai epidemici. Le Aziende Unità sanitarie locali devono operare, nei limiti possibili, a supporto della valutazione dell’attività di disinfestazione in carico ai Comuni.

 

In particolare, sulla sorveglianza delle zanzare in Europa, l’Ecdc ad agosto 2012 ha pubblicato le “Guidelines for the surveillance of invasive mosquitoes in Europe” (pdf 5,8 Mb). Leggi in proposito il commento di Roberto Romi (Mipi-Iss).