Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

febbre West Nile

Aspetti epidemiologici

In Italia

8 settembre 2011 - In Italia la sorveglianza per malattie neuro invasive da West Nile è attiva nella stagione in cui si attende la massima probabilità di circolazione (15 giugno – 15 novembre).

 

Secondo i dati (pdf 278 kb) forniti Istituto zooprofilattico sperimentale dell’Abruzzo e del Molise “G. Caporale” (laboratorio di referenza Oie per la febbre West Nile), il primo focolaio italiano risale al 1998, quando in Toscana si sono verificati 14 casi in equini (di cui 6 letali).

 

A distanza di dieci anni, nel 2008, la febbre West Nile è ricomparsa nella zona del delta del Po, coinvolgendo Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia. Il ceppo responsabile dei casi verificatisi nel 2008 non ha causato letalità significativa tra i volatili e, a differenza del focolaio del 1998, sono stati segnalati casi sia tra i cavalli (32 casi e 5 morti) che nell’uomo (9 casi).

 

Per maggiori informazioni sul focolaio del 2008 leggi il bollettino epidemiologico 2008 (pdf 860 kb) dell’Istituto zooprofilattico sperimentale dell’Abruzzo e del Molise e i notiziari di EpiCentro:

Nel 2009, si è sviluppata una terza epidemia di virus West Nile che ha interessato aree più estese delle stesse Regioni. Le attività di sorveglianza hanno permesso di individuare 18 casi umani confermati di cui 10 in Emilia-Romagna, 6 in Veneto, 2 in Lombardia. Per maggiori informazioni sul focolaio del 2009 leggi:

Tra metà ottobre e metà novembre 2010 in Veneto soni stati registrati 3 casi di malattia da West Nile (Wnd) in Veneto. Il 14 ottobre 2010, è pervenuta infatti dal Laboratorio di riferimento regionale del Veneto conferma di un caso di malattia neuroinvasiva da West Nile (Wnnd) in un paziente, già segnalato alla Regione dal reparto malattie infettive dell’Ospedale S. Bortolo (VI), dove era ricoverato con febbre alta, astenia agli arti inferiori, vertigini e ritenzione urinaria. Fino a quel momento in tutta la Provincia di Vicenza non era stata rilevata, dalla sorveglianza entomologica, circolazione del virus nel vettore. La Regione ha immediatamente allertato il ministero della Salute, l’Iss, il Centro nazionale sangue e il Coordinamento regionale per le attività trasfusionali ed è stata decisa l’estensione del test NAT in tutti i donatori della provincia di Vicenza, oltre che nelle Province di Rovigo e Venezia dove era stato riattivato già dal 15 luglio. Un altro caso, segnalato in un paziente residente a S. Stino di Livenza (VE) è stato confermato da parte del Laboratorio di riferimento nazionale dell’Iss. Non è stato necessario attivare per questo caso ulteriori misure di prevenzione in quanto, il caso risiede nella provincia di Venezia. Entrambi i pazienti sono stati dimessi con esito di guarigione. Il 25 ottobre 2010 è pervenuta la segnalazione di un altro caso di malattia neuroinvasiva da West Nile. Tutti e tre i casi rispondono alla definizione di caso prevista dalla circolare del ministero della Salute “Sorveglianza della Malattia di West Nile in Italia” (pdf 2,4 Mb) del 21 luglio 2010.

Per i dati aggiornati relativi al 2010 consulta gli ultimi notiziari di EpiCentro e il bollettino dell’Izs di Teramo (pdf 1,3 Mb).

 

Il 15 giugno del 2011 il Ministero della Salute ha pubblicato la Circolare per la “Sorveglianza dei casi umani delle malattie trasmesse da vettori con particolare riferimento alla Chikungunya, Dengue e West Nile Disease” (pdf 905 kb). Nei primi mesi di attivazione della sorveglianza non sono stati segnalati casi confermati di Wnd nell’uomo. Inoltre, la sorveglianza veterinaria non ha evidenziato aree a circolazione virale di Wnv sul territorio nazionale, nonostante, lo scorso anno fossero emerse ipotesi relative alla persistenza del Wnv nel serbatoio animale anche durante l’inverno.

 

In Europa

Il primo grande focolaio umano è stato segnalato in Romania. Altri focolai umani sono stati segnalati nella Repubblica Ceca, in Russia, in Francia, in Ungheria, in Grecia, e in Italia.

 

Nel mondo

Dopo il primo isolamento del virus in Uganda nel 1937, non ci sono state più segnalazioni fino al 1950 quando in Egitto in tre bambini apparentemente sani fu diagnosticata l’infezione. Tra gli anni Sessanta e Ottanta sono stati segnalati casi di virus West Nile in Europa, Africa, Medio Oriente e India in zanzare, uccelli e mammiferi.

 

In Sudafrica, nel 1974, un’epidemia di febbre West Nile ha causato circa 3000 casi clinici nell’uomo. Sempre in Africa, in Congo, nel 1998 sono stati riportati casi di infezione nell’uomo.

 

Dagli anni Novanta sono stati segnalati diversi focolai nel bacino del Mediterraneo e, dal 1999, le infezioni hanno riguardato soprattutto gli Stati Uniti.

 

Bacino del Mediterraneo

Focolai umani sono stati segnalati in Algeria nel 1994, in Tunisia nel 1997 e nel 2003, in Israele nel 1999 e nel 2000, e in Francia nel 2003. Focolai equini sono stati segnalati in Marocco in Israele, e in Francia.

 

America

Il primo caso negli Stati Uniti è stato segnalato a New York nell’estate del 1999. Da quel momento la diffusione è drammaticamente aumentata, con numerosi casi di encefalite e meningite, con elevata letalità. Tuttavia l’elevato numero di decessi potrebbe essere attribuibile al fatto che la maggior parte dei casi segnalati presentano una sintomatologia grave. Infatti la maggior parte delle infezioni attribuibili a West Nile virus sono asintomatiche, mentre circa il 20% presenta una sintomatologia febbrile lieve autolimitante.

 

In seguito il virus si è esteso al Canada, all’America Centrale, Meridionale e alla zona Caraibica.

 

Per informazioni dettagliate sui casi negli Stati Uniti, visita le pagine dedicate al West Nile sul sito dei Cdc e in particolare quella con mappe e dati.