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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

febbre West Nile

Casi di infezione di virus West Nile nei cavalli in Italia

da: Eurosurveillance, vol. 13, numero 39 - 25 settembre 2008

 

 (traduzione, sintesi e adattamento a cura della redazione di EpiCentro)

 

 

Sono stati segnalati 6 casi confermati e 5 sospetti di infezione di virus West Nile nei cavalli vicino a Ferrara. Per verificare la diffusione della circolazione virale e per prevenire l’estendersi del contagio, le autorità regionali dell’Emilia Romagna hanno adottato un piano straordinario di sorveglianza (pdf 380 kb) della febbre West Nile.

 

Identificazione dei casi

Al 22 settembre 2008 sono stati segnalati 12 cavalli con sintomi neurologici che indicavano la possibilità di un’infezione da virus West Nile. Le notifiche sono state effettuate in accordo con la sorveglianza nazionale della febbre West Nile, già esistente. In 6 dei 12 casi le analisi di laboratorio eseguite dal Centro di referenza nazionale per le malattie esotiche (Cesme) hanno confermato la diagnosi; per 5 casi il test Elisa è risultato positivo ma l’esito è in attesa di conferma; un caso è risultato negativo.

 

I cavalli in esame appartengono a 8 diverse scuderie, 7 in Provincia di Ferrara e una in Provincia di Bologna, al confine con quella di Ferrara. In tutto, queste scuderie ospitano circa 220 cavalli, che saranno tutti sottoposti al test per il virus West Nile: sono in corso le operazioni di prelievo dei campioni di sangue e gli esami di laboratorio.

 

Nella stessa zona, il virus West Nile è stato segnalato recentemente in uccelli selvatici. Anche se non è stata registrata una mortalità anomala, la sorveglianza sugli uccelli selvatici condotta fra il 19 agosto e il 14 settembre, nell’ambito di un progetto di monitoraggio generale della fauna selvatica regionale, aveva portato all’identificazione del virus West Nile in 6 cornacchie e 7 gazze, tutte in Provincia di Ferrara.

 

Finora in Italia non sono mai stati segnalati casi di febbre West Nile nell’uomo. La sorveglianza attiva della meningoencefalite con fluido cerebrospinale chiaro è iniziata il 16 settembre ed è ancora in corso. Finora un caso sospetto è stato segnalato in Provincia di Bologna, vicino al confine con quella di Ferrara, ma i risultati delle analisi di laboratorio non sono ancora disponibili.

 

Misure di controllo

Le autorità sanitarie pubbliche dell’Emilia Romagna monitorano da vicino la situazione e adattano il piano d’azione all’evoluzione della situazione epidemiologica. Attualmente, sono in atto o programmate le seguenti misure:

 

Sorveglianza veterinaria

La sorveglianza veterinaria, iniziata il 15 settembre 2008, comprende la sorveglianza passiva (fino al 31 ottobre 2008) e attiva (fino al 31 dicembre 2008) dei casi di febbre West Nile nei cavalli. È previsto inoltre che siano sottoposti al test per il West Nile virus anche i campioni raccolti nel bestiame della zona nell’ambito della sorveglianza sentinella per la lingua blu. Infine, è in preparazione un piano nazionale per la sorveglianza degli uccelli selvatici.

 

Sorveglianza umana

La sorveglianza dei casi umani, attiva dal 15 settembre 2008, comprende fino al 15 ottobre 2008 l’identificazione rapida e la segnalazione dei casi di sintomi neurologici compatibili con la febbre West Nile e la sorveglianza attiva fra i dipendenti delle scuderie in cui si sono verificati casi di infezione nei cavalli.

 

La definizione di caso comprende i pazienti di almeno 15 anni con febbre maggiore o uguale a 38,5 ºC e sintomi neurologici come encefalite, meningite, sindrome di Guillain-Barré o paralisi flaccida acuta.

 

I casi sono classificati come:

  • possibili, sintomi clinici e fluido cerebrospinale chiaro
  • probabili, sintomi clinici e almeno uno fra i seguenti criteri di laboratorio: presenza di anticorpi IgM contro il West Nile rilevati con Elisa; sieroconversione rilevata con Elisa; aumento del quadruplo degli anticorpi IgG contro il West Nile rilevato con Elisa in due campionamenti consecutivi (a distanza di più di 5 giorni, meglio se 15-20)
  • confermati, sintomi clinici e almeno uno fra i seguenti criteri di laboratorio: isolamento di virus West Nile nel sangue o nel fluido cerebrospinale; presenza di anticorpi IgM rilevata nel fluido cerebrospinale con Elisa; acido nucleico specifico per il West Nile rilevato nel sangue o nel fluido cerebrospinale con Rt Pcr; aumento nei livelli di anticorpi IgM e IgG contro il West Nile virus identificato con Elisa e confermato con test di neutralizzazione.

Al momento, considerando le misure di sorveglianza adottate e l’esempio di altri Paesi (soprattutto la Francia [1]), le autorità italiane hanno deciso di non introdurre restrizioni sulle donazioni di sangue. La situazione comunque è monitorata da vicino e questa decisione verrà riconsiderata se si dovesse registrare un caso umano confermato.

 

Sorveglianza e controllo dei vettori

Oltre alla sorveglianza, nell’area colpita (cioè la Provincia di Ferrara e quelle confinanti di Ravenna, Bologna e Modena) sono state attivate misure di controllo dei vettori: sono in corso operazioni di raccolta di campioni di zanzare (Culex e Aedes) e 10 mila saranno analizzati con Pcr. Oltre alle disinfestazioni larvicide sono in programma anche interventi contro gli insetti adulti in tutte le aree urbane e in occasione di ritrovi pubblici all’aperto, come fiere e festival, soprattutto fuori dai centri urbani e nelle vicinanze di vasche o specchi d’acqua.

 

Una strategia coordinata

In conclusione, questo evento dimostra la necessità di una strategia coordinata che combini la sorveglianza degli animali domestici, di quelli selvatici e dell’uomo per valutare le dimensioni del focolaio e gestirlo efficacemente.

 

Leggi l’articolo originale su Eurosurveillance.

 

 

Riferimenti

[1] Zeller H, Zientara S, Hars J. West Nile outbreak in horses in Southern France: September 2004. Euro Surveill. 2004;8(41):pii=2564.