Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

febbre West Nile

Virus West Nile: la situazione in Italia a settembre 2009

Da: Eurosurveillance 2009;14(40)

 

(traduzione e adattamento a cura della redazione di EpiCentro

 revisione a cura di Caterina Rizzo, epidemiologia delle malattie infettive, Cnesps - Iss)

 

15 ottobre 2009 - In Italia nel 2009 i casi di malattia neuroinvasiva cusata dal virus West Nile (West Nile neuroinvasive disease, Wnnd) sono in aumento. È quanto emerge da uno studio, pubblicato su Eurosurveillance l’8 ottobre 2009, secondo cui il numero degli individui che hanno contratto questa infezione è passato da 9 nel 2008 (8 casi di Wnnd e un caso di febbre West Nile) a 16 nel 2009 (dati disponibili fino al settembre 2009). Anche la distribuzione geografica dei casi, diagnosticati in Veneto, Emilia Romagna e Lombardia, indica un’espansione della diffusione delle infezioni da est verso ovest.

 

In seguito all’identificazione del primo caso umano di infezione da virus West Nile (accertato in Italia nel 2008) le Regioni Emilia Romagna e Veneto, in quanto zone colpite e a rischio, hanno avviato specifici sistemi di sorveglianza per i casi di Wnnd. In entrambe le Regioni, sono state anche attivate sorveglianze su animali e vettori, per il virus West Nile.

 

In Lombardia, un sistema di sorveglianza per malattie neuroinvasive è attivo dal 2008. I casi appartenenti a tutte le classi di età sono testati su un ampio spettro di virus e batteri che comprende anche il virus West Nile. Nel 2008, in questa Regione, non sono stati rilevati casi di Wnnd.

 

Veneto

Fino alla fine di agosto 2009 il Sistema di sorveglianza regionale del Veneto ha riportato 6 casi di Wnnd trasmessi all’uomo. Di questi 5 sono stati registrati nella Provincia di Rovigo e uno tra le Province di Rovigo e Venezia. Le infezioni hanno colpito soggetti di età compresa tra i 62 e gli 82 anni, di cui 4 di sesso maschile e 2 di sesso femminile. Le IgM (immunoglobuline di tipo M) e le IgG (immunoglobuline di tipo G) virus-specifiche sono state riscontrate per mezzo di analisi Mac-Elisa in campioni di fluido cerebrospinale (Csf) e di siero che sono stati prelevati dai pazienti al momento del ricovero in ospedale. Le diagnosi sono state poi confermate attraverso il test di virus-neutralizzazione (Prnt). Tutti i pazienti sono stati ricoverati e, all’ottobre 2009, si trovavano ancora in condizioni critiche. Uno dei pazienti provenienti dalla Provincia di Rovigo è deceduto.

 

Emilia Romagna

Fino alla fine di agosto 2009 il sistema di sorveglianza regionale dell’Emilia Romagna ha riportato complessivamente 8 casi di Wnnd nell’uomo, di cui uno nella Provincia di Modena, 5 nella Provincia di Ferrara, uno nella Provincia di Imola e uno nella Provincia di Bologna. Di questi, sette sono in condizioni critiche e uno è deceduto. Al momento del contagio i pazienti avevano tutti età compresa tra i 62 e i 78 anni. Le IgM e IgG sono state individuate nel fluido cerebrospinale e nei campioni di siero attraverso analisi Mac-Elisa e con immunofluorescenza (Ifa). La diagnosi è stata confermata attraverso Pcr e, a oggi, sono stati segnalati al laboratorio del Centro regionale di riferimento per le emergenze microbiologiche (Crrem) a Bologna altri 57 casi possibili di Wnnd, successivamente risultati negativi ai test di laboratorio.

 

Lombardia

Da settembre 2009 dono stati segnalati due casi confermati di Wnnd relativi a persone residenti a Mantova ma che si sono ricoverate presso l’Ospedale di Modena, in Emilia Romagna, dove si trovano in condizioni critiche. Le IgM e le IgG virus-specifiche sono state diagnosticate nel Csf e nei campioni di siero attraverso analisi Mac-Elisa e Ifa nel laboratorio di Bologna. In entrambi i casi la diagnosi è stata confermata con Pcr.

 

Conclusioni

La diffusione di casi di Wnnd nell’uomo in Italia è indice dell’attività del virus West Nile. In Italia le Province di Ferrara, Rovigo e Mantova sono considerate aree ad alto rischio per la trasmissione di questo virus ed è in queste zone che sono stati confermati anche alcuni casi di infezione tra specie equine.

 

Rispetto all’estate del 2008, nel 2009 l’area di infezione del virus West Nile si è estesa e, più precisamente, il virus ha espanso la sua attività da est verso ovest. Questa tendenza è stata immediatamente segnalata al Centro nazionale sangue ed alle autorità sanitarie competenti, che hanno immediatamente avviato lo screening Nat (Nucleic Acid Amplification Testing) di tutti i campioni provenienti da donatori di sangue nelle nuove Province colpite, così da non rinunciare alle donazioni provenienti da queste aree.

 

L’esperienza della Regione Emilia Romagna dimostra quanto lo scambio di dati tra i diversi settori sia cruciale: nel caso specifico, fin dall’inizio del 2009 e con scadenza settimanale, sono state prodotte relazioni dettagliate inerenti le infezioni da virus West Nile non solo nell’uomo, ma anche negli animali e negli altri organismi vettori, facilitando così la messa in luce del fenomeno.

 

Leggi l’articolo originale su Eurosurveillance: “West Nile virus transmission with human cases in Italy, August - September 2009”.