Eurosurveillance: due studi di siero epidemiologia effettuati su
donatori dell’Italia nordorientale e dell’Europa centrale
Sul numero di
Eurosurveillance del 10 marzo 2011, sono stati pubblicati due articoli
sul West Nile virus relativi a due studi di siero epidemiologia effettuati
su donatori dell’Italia nordorientale e dell’Europa centrale. In
particolare:
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Prevalence of IgM and IgG antibodies to West Nile virus
among blood donors in an affected area of north-eastern
Italy, summer 2009: in seguito alle segnalazioni di casi
di malattia neuroinvasiva da virus West Nile in Veneto nel
corso del 2009, tutte le donazioni di sangue effettuate tra
il 1 agosto e il 31 ottobre dello stesso anno, nella
Provincia di Rovigo, sono state sottoposte a controlli di
routine per escludere la positività virus West Nile
attraverso il test NAAT di laboratorio. Solo una delle 5726
donazioni (17,5 per 100.000 donazioni; 95% IC: 0.4–97.3) è
risultata positiva. Inoltre, una selezione di 2507 donazioni
di sangue raccolte tra il 20 luglio e il 15 novembre 2009 è
stata testata anche con test Elisa per la ricerca degli
anticorpi IgM e IgG contro il West Nile virus: 94 di questi
campioni sono risultati positivi. I campioni positivi sono
stati ulteriormente testati tramite test di
immunofluorescenza e test di sieroneutralizzazione (Prnt), con conferma di 17
sieri positivi. Ciò corrisponde a una prevalenza di 6,8 per
1000 sieri. Sono state inoltre valutate sensibilità,
specificità, valore predittivo positivo e negativo dei test
sierologici utilizzati per la diagnostica sierologica nei
confronti del test Prnt. Nonostante il piccolo campione, lo
studio ha permesso di evidenziare che il test Prnt dovrebbe
sempre essere usato nelle aree a basso rischio di malattia
per confermare i campioni positivi.
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Increasing West Nile virus antibody titres in central
European plasma donors from 2006 to 2010: l’indagine ha
preso in esame, tramite saggi di neutralizzazione, 55
preparazioni di immunoglobuline per via endovenosa prodotte
a partire da plasma umano e raccolte dal 2006 al 2010 in 3
Paesi dell’Europa centrale (Austria, Germania e Repubblica
ceca). È emerso che le preparazioni riferibili agli anni
2009 e 2010 contenevano percentuali crescenti di anticorpi
neutralizzanti contro il West Nile virus, anche in assenza
di casi di malattia nell’uomo in questi Paesi.