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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

zanzara tigre

Rapporto Ecdc 2009: le mappe di rischio e distribuzione

Nel 2005-2006 nelle isole dell’Oceano Indiano e nell’estate del 2007 in Italia, si sono verificate delle epidemie legate al virus chikungunya. Per questo motivo l’Ecdc ha collaborato con esperti del settore entomologico, in modo da analizzare a fondo il rischio di introduzione del virus in Europa. Dalle iniziative europee sono nati due prodotti principali per la valutazione della situazione:

  • le mappe sull’attuale distribuzione della zanzara Aedes albopictus in Europa
  • le mappe del rischio d’insediamento di Aedes albopictus in Europa in seguito a una sua introduzione.

Per produrre questi documenti sono stati raccolti dati entomologici e ambientali e poi, a partire da questi, attraverso il sistema Gis (geographic information system) sono state costruite le mappe. Guarda le mappe originali sul sito dell’Ecdc e leggi la traduzione in italiano.

 

I risultati

Popolazioni omogenee di Aedes albopictus sono state individuate in Albania, Croazia, Francia, Grecia, Monaco, Italia, San Marino, Slovenia, Spagna e Città del Vaticano, ma la zanzara tigre è stata osservata anche in Germania, Belgio, Olanda, Svizzera, Bosnia e Erzegovina.

 

Per quanto riguarda le aree a rischio d’insediamento della zanzara, si confermano come Paesi più suscettibili l’Italia, la Grecia e la Turchia. Ma anche la Francia mediterranea e gran parte della penisola Iberica. Secondo un altro metodo utilizzato (il Multi-Criteria Decision Analysis, Mcda, che prende in considerazione anche l’opinione di esperti insieme alle variabili standardizzate) oltre ai Paesi già elencati, sarebbero a rischio di insediamento parte di Belgio e Olanda, così come gran parte di Gran Bretagna e Irlanda.

 

La reazione dell’Ecdc

Negli ultimi 20 anni la zanzara tigre si è progressivamente diffusa in Europa, divenendo così un problema serio per diversi Paesi, soprattutto d’estate. Da qui l’esigenza di approfondire le limitate conoscenze sulla sua distribuzione e la necessità di un maggiore coordinamento dei processi di sorveglianza, anche in relazione ai cambiamenti climatici.

 

Gli effetti dei cambiamenti climatici

Secondo un modello d’impatto minimo a breve termine, i maggiori cambiamenti di diffusione della zanzara tigre sono attesi in Europa Centrale, in parte della Svezia e nei Balcani. Per il modello d’impatto minimo a lungo termine (proiettato fino al 2030), invece, si osserva un’inversione di espansione, con parti di Bulgaria e Romania non suscettibili all’Aedes albopictus, ma con un’espansione in Svezia.

 

I ceppi di Aedes albopictus diffusi negli ambienti temperati sopravvivono all’inverno sotto forma di uova: la riduzione del fotoperiodo in tarda estate/autunno stimola infatti la produzione di uova nelle femmine. La rapida evoluzione della zanzara in Europa e in Nord America fa pensare che il suo potenziale di adattamento ad altre zone e climi sia molto elevato. A Roma, per esempio, è stata testimoniata l’attività di zanzare femmine nel corso dell’inverno.

 

Un altro tipo di approccio per l’individuazione delle aree a rischio consiste nella definizione delle soglie climatiche per la presenza-assenza di Aedes albopictus. Uno dei criteri che meglio sembra essere in accordo con l’attuale distribuzione della zanzara tigre in Usa, Europa e Giappone è la soglia degli 11°C medi annui. Mantenendo questo parametro, si può assumere che la diffusione di Aedes albopictus potrebbe espandersi negli Usa lungo la costa pacifica, in Europa sopra i 45° di latitudine in Francia, parte della Gran Bretagna e in Belgio. Sotto i 45° di latitudine coprirebbe invece il bacino del Mediterraneo.

 

Conclusioni

Tre sono le principali considerazioni che derivano dagli studi dell’Ecdc:

  • un ceppo di Aedes albopictus diffuso negli ambienti temperati, in grado di deporre uova che sopravvivano all’inverno, può stabilirsi e diffondersi da una stagione all’altra e non è necessario che il clima europeo cambi per consentire l’insediamento di un ceppo di questo tipo in Europa
  • Aedes albopictus si è già insediata nell’area mediterranea ed è probabile che si diffonda più a nord, sviluppando ulteriormente la propria capacità di adattamento
  • in teoria la maggior parte dell’Europa offre condizioni adatte, perlomeno in alcune stagioni, all’insediamento di Aedes albopictus.

Raccomandazioni

Sulla base dei risultati ottenuti si suggeriscono una serie di raccomandazioni, tra cui:

  • l’istituzione di un database sulla distribuzione di Aedes albopictus
  • la costruzione e il mantenimento di una rete di esperti
  • il potenziamento del database entomologico
  • il sondaggio della possibile introduzione e del possibile insediamento di Aedes aegypti e altri vettori esotici
  • promuovere la ricerca e lo sviluppo di misure di controllo.

Risorse utili