L’Atlante regionale
degli infortuni sul lavoro in Valle d’Aosta prende in esame la banca
dati dell’INAIL relativa agli eventi dal 1991 al 2000 e definiti
dall’Istituto entro il 2001, in occasione di lavoro in Valle d’Aosta, a
prescindere dalla regione di residenza dell’infortunato. I settori
economici in esame sono quello agricolo, l’industria e l’area delle
imprese artigiane.
L’Atlante si struttura
in due parti:
La parte descrittiva è
rivolta a tutti ed è trattata con un linguaggio comprensibile anche ai
non addetti ai lavori, mentre gli allegati contengono un numero elevato
di tavole e cartine e si rivolgono ad un pubblico esperto nella lettura
di dati statistici e ad operatori del settore.
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singoli capitoli.
La parte descrittiva
comprende :
Negli allegati:
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Introduzione
Dall’entrata in vigore del Decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri del 9 gennaio 1986 “Atti di indirizzo e coordinamento sui
flussi informativi dall’INAIL al servizio sanitario nazionale in materia
di infortunistica sul lavoro e malattie professionali", gli archivi
dell’INAIL hanno rappresentato l’unica fonte informativa disponibile per
descrivere le dinamiche e le modalità del fenomeno infortunistico
regionale e per operare dei confronti su scala nazionale e temporale.
Confronti con la situazione nazionale
I dati INAIL calcolati
sul triennio 1998-2000 pongono la Valle d’Aosta in una posizione
migliore rispetto la media nazionale. Fatto pari a 100 il rischio medio
di infortuni in Italia, la Valle d’Aosta, con una probabilità di
accadimento di eventi lesivi inferiore alla media nazionale del 10% -
19%, è seconda solo al Trentino Alto Adige e alla Lombardia
Fonte dei dati e caratteristiche degli archivi
La
fonte dei dati utilizzata è la banca dati INAIL relativa agli eventi
infortunistici avvenuti in occasione di lavoro in Valle d’Aosta a
prescindere dalla regione di residenza dell’infortunato.
Consente una conoscenza del fenomeno infortunistico nei settori
agricolo, industriale e artigianale ed include anche infortuni riferiti
ad attività di trasformazione di prodotti agricoli, ai trasporti e ai
servizi.Le caratteristiche dello studio corrispondono anche alle
principali limitazioni e ai punti di forza dei dati INAIL stessi per le
cui peculiarità si rimanda al testo originale.Conoscerne i limiti e il
valore informativo aggiunge consapevolezza all’interpretazione dei
risultati.
L’analisi è stata
compiuta suddividendo l’intero periodo di osservazione in due
quinquenni, 1991-1995 e 1996-2000, ripartiti idealmente nel periodo
antecedente ed in quello successivo all’applicazione dei principi
introdotti dal decreto legislativo 626/1994 che ha ridefinito i ruoli
dei diversi soggetti competenti in materia di prevenzione e sicurezza
nei luoghi di lavoro
Gli indicatori e i modelli statistici
L’archivio dei dati INAIL non consente di stimare misure di incidenza,
ma solo di frequenza di accadimento,sia perché si tratta di eventi
definiti e non di eventi accaduti in uno specifico anno, sia perché non
è disponibile un denominatore che rappresenti correttamente la
popolazione esposta a rischio (numero di addetti, numero di ore
lavorate) al livello necessario di disaggregazione geografica e attività economica.
Al fine di favorire
una lettura comparata e sintetica dell’andamento del fenomeno
infortunistico in Valle d’Aosta, le tavole dell’atlante presentano tutte
lo stesso insieme di indicatori. Per la comprensione del valore
informativo di ciascun indicatore si rimanda al testo originale.
Struttura dell’atlante e guida alla lettura
Si illustra la
ripartizione in due parti (descrittiva e allegati) e, attraverso una
tabella ed una cartina tipo, pubblicate nell’atlante, si simula la
corretta lettura dei dati da parte del lettore.
Si
offre poi uno sguardo d’insieme sui dati e si illustra il significato
dell’approfondimento voluto in sede di analisi sui soli infortuni gravi
che permette di fornire indicazioni su aree di particolare criticità e,
quindi, suggerire priorità di intervento.
Conclusioni
Il fenomeno
infortunistico in Valle d’Aosta dal 1991 al 2000 risulta in diminuzione
sia sul totale degli eventi, sia sui livelli di gravità. I buoni
risultati del quinquennio 1991-1995 si collegano in larga parte alle
trasformazioni subite dalla forza lavoro. Nel secondo quinquennio la
riduzione di comportamenti a rischio, verosimilmente effetto del decreto
626, ha contribuito al mantenimento dei risultati degli anni precedenti.
Gli eventi
infortunistici hanno interessato di più gli uomini per il loro maggiore
coinvolgimento nei settori con rischio di infortunio relativamente più
frequente. Metà degli infortuni sono avvenuti nell’ Industria.
Costruzioni e
installazioni sono i comparti che contano il numero maggiore di
infortuni. Ovunque sono più a rischio i lavoratori delle classi di età
più elevate.
Criticità vengono
segnalate tra i titolari di impresa artigiana con dipendenti.
Sui lavoratori più
giovani il numero di infortuni gravi si è ridotto in misura elevata e la
gravità residua media appare stabile.
Le potenzialità dei “Nuovi flussi Inail dal 2002”
Prima dell’entrata in
vigore dei “Nuovi flussi INAIL dal 2002”, le caratteristiche dei
dati contenuti negli archivi informatici dell’INAIL hanno fortemente
limitato, per forma e contenuti delle informazioni, la possibilità di
conoscere dettagliatamente il fenomeno e quindi di programmare azioni
mirate di prevenzione e tutela dai rischi in ambienti di lavoro. In
questa sezione si discutono le nuove informazioni disponibili e le loro
potenzialità di analisi.
Tavole delle frequenze
Tavole delle interazioni
Cartine
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