Nel 2007, nella Asl Napoli 4 sono nati 6463 bambini, 3281 maschi e 3157 femmine. Le nascite dei residenti sono avvenute per il 49,5% nell’Asl Napoli 4 e per il 50,5% fuori dalla Asl. Il tasso di natimortalità della Asl per l’anno 2007 è uguale al 2‰. Il dato è superiore a quello registrato nel 2006 (1,7‰), ma è comunque inferiore al tasso registrato nel 2006 dalla Regione Campania (2,5‰) e nel 2003 dall’Italia (3,1‰). I distretti con il tasso di natimortalità superiore a quello regionale sono: Volla (4,3‰), Somma Vesuviana (4,2‰) e Palma Campania (3,8‰). Il tasso di natalità (11,3‰) è stabile rispetto a quello registrato nel 2006. L’indice di natalità più elevato è stato registrato nel distretto di Acerra (15,6‰). Il tasso di fecondità della Asl è pari a 47,6‰ e conferma la tendenza alla diminuzione, già evidenziata nel 2006. Con il 63,7‰, il distretto di Acerra mostra il tasso di fecondità più elevato dell’intera Asl.
È la fotografia che scatta il “Rapporto sulla natalità dell’anno 2007 nell’Asl Napoli 4” (pdf 1,6 Mb), lo studio realizzato dalla Asl Napoli 4 per descrivere il fenomeno della natalità sul territorio. Nel 2007, nella Asl Napoli 4, i nuovi nati sono venuti alla luce per via naturale nel 37,3% dei casi e con parto chirurgico nel restante 62,7%. I nati prematuri sono stati il 5,7% dei casi. Per l’87,4% dei neonati il peso alla nascita era compreso tra 2500 e 3999 grammi. Le madri al primo figlio hanno dichiarato una precedente gravidanza abortiva nel 9% dei casi (di questi, 92,3% per aborto spontaneo e 7,7% per Ivg). Le 3358 madri con più di un parto, invece, hanno dichiarato una precedente gravidanza abortiva nel 21% dei casi (di questi, 91,3% per aborto spontaneo e 9,7% per Ivg).
Aspetti socio-demografici
Il confronto con l’anno 2006 evidenzia un netto incremento delle nascite da madri di età inferiore a 20 anni: sono 167 e rappresentano il 2,6% del totale. Nella fascia di età 20-29 anni si concentra il 40,9% delle partorienti, in quella 30-34 anni il 36,3% e nella fascia 35-39 anni il 16,6%. Le madri ultraquarantenni, invece, sono il 3,6% del totale. Rispetto al 2006, inoltre, si contraggono i tassi di fecondità e natalità per le donne sopra i 35 anni.
Scende l’età media delle madri residenti (30 anni) e dei padri (33 anni). L’età media al primo figlio è di 28,5 anni per le madri e di 32 per i padri. Alla nascita del primo figlio, le 3026 madri residenti hanno un’età compresa tra 20 e 34 anni nell’83,6% dei casi e più di 34 anni nell’11,7%.
Si mantiene il trend in ascesa delle donne nubili (9,9%) e il dato secondo cui queste madri, rispetto alle donne coniugate, hanno un rischio relativo di partorire un nato morto superiore di oltre quattro volte. Confermano, per il terzo anno consecutivo, la percentuale più alta di nati da madri nubili i distretti di Poggiomarino (18,6%) e San Giuseppe Vesuviano (17,5%). Le percentuali più elevate di nati da madri coniugate si registrano, invece, nei distretti di Acerra (96,4%) e di Pomigliano D’Arco (90,6%).
I distretti di Poggiomarino e Casalnuovo di Napoli, anche per il 2007, sono le aree da cui provengono la maggior parte dei genitori con un livello d’istruzione più basso, mentre Cicciano e Nola quelle dei genitori in possesso di un livello di istruzione più elevato.
Visite di controllo
Il 28,1% delle madri residenti ha effettuato la prima visita entro l’ottava settimana di gestazione, il 57,3% tra l’ottava e l’undicesima, il 14,6% oltre l’undicesima settimana, mentre non ha effettuato alcuna visita di controllo il 3,7% delle donne. Nel distretto 77 di San Giuseppe Vesuviano ben un quarto delle madri residenti si è sottoposto a visita oltre l’undicesima settimana di gravidanza.
I dati confermano un ricorso eccessivo all’ecografia in gravidanza: nei distretti di Acerra e Somma Vesuviana più della metà delle madri ha effettuato 6 o più ecografie. L’inizio tardivo delle cure riguarda quasi il 35% delle madri immigrate e circa il 15% delle italiane. Solo il 16,9% delle donne di età superiore a 34 anni, per le quali il rischio di trisomia è maggiore, ha fatto ricorso all’amniocentesi.
Nati da madri straniere
I nati da madri straniera sono il 6,9% del totale, con un incremento rispetto al 2006 di 1,5 punti percentuali. La maggior parte delle madri immigrate sono cinesi (27,1%), ucraine (19,3%), rumene (16,4%) e polacche (14,1%). Nel 2007, le madri straniere più spesso delle italiane, hanno partorito a meno di venti anni e in strutture pubbliche. Inoltre, rispetto alle italiane, le immigrate più frequentemente si sono sottoposte a controlli dopo l’undicesima settimana di gestazione e hanno ricorso al parto vaginale.
I principali fattori di rischio
Nel 2007, i principali fattori di rischio di natimortalità sono stati: prematurità, basso peso alla nascita, presentazione podalica e ritardo di crescita intrauterina. Per il taglio cesareo: gemellarità e presentazione podalica. Per il basso peso: l’essere nubile, l’età materna inferiore ai 20 anni e l’assenza di occupazione paterna.
I dati delle strutture pubbliche sono in linea con quelli della Regione Campania del 2006 e confermano il maggiore ricorso al pubblico da parte delle partorienti in gravidanze a
rischio. Anche per il 2007, si conferma l’orientamento della nascita nelle strutture pubbliche dei nati residenti di classe di peso inferiore a 2 chilogrammi.
Le nascite in presentazione podalica sono il 3% (erano il 3,3% nel 2006) e nel 23% dei casi è associata alla gemellarità (nel 2006 lo era nel 14,7% dei casi). Come nel 2006, inoltre, sia la gemellarità che la presentazione di podice non hanno costituito fattori di rischio.
Rispetto al 2006, si osserva un aumento dei nati prematuri (6% dei nati). I gemelli sono il 18,7% di tutti i nati pretermine. I nati da procreazione medica assistita (Pma) sono lo 0,4% di tutti i nati e per questi ultimi si osserva anche un aumento delle nascite di nati prematuri e di basso peso.
La frequenza del cesareo nei nati singoli è del 62,5%, mentre sale al 90,4% per le gravidanze gemellari. Il parto vaginale, invece, è più frequente nelle età gestazionali inferiori alle 28 settimane (73%).
Modalità di parto
La modalità del parto chirurgico dei nati residenti è in aumento: nell’intera Asl le madri residenti hanno ricorso alla modalità del taglio cesareo nel 64,2% dei casi. Questo valore supera notevolmente sia i livelli del 15-20% del totale, consigliati dall’Oms, sia la media regionale del 2006. Nel 2007, le madri dell’Asl Napoli 4 hanno scelto di ricorrere al parto spontaneo per il 46,7% dei casi nelle strutture pubbliche e nel 27,9% in quelle private, con una media territoriale del 30,5%.
Nel 2007 il ricorso al taglio cesareo elettivo avviene solitamente alla trentottesima settimana di gestazione, mentre quello al parto per via vaginale tra la trentanovesima e la quarantesima. Hanno ricorso al parto con taglio cesareo in misura maggiore le madri residenti nei distretti di Casalnuovo di Napoli (71,6%) e Pomigliano D’Arco (69,4%).
Il parto spontaneo, invece, è stato privilegiato soprattutto dalle madri residenti nei distretti di Palma Campania (42,1%) e Poggiomarino (40,1%) ed è stato registrato perlopiù nei presidi ospedalieri di Cav. Apicella (47,7%), S. M. della Pietà (43,9%) e nella Clinica Santa Lucia (38%).
Per maggiori approfondimenti, consulta il rapporto completo (pdf 1,6 Mb).