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Epidemiologia e monitoraggio alcolcorrelato in Italia: il rapporto 2010 dell'Osservatorio nazionale alcol

Emanuele Scafato, Silvia Ghirini, Lucia Galluzzo, Gino Farchi e Claudia Gandin - per il gruppo di lavoro Csda (Centro servizi documentazione alcol)

 

 

11 marzo 2010 - Il monitoraggio e la sorveglianza delle tendenze sull'impatto alcolcorrelato sono oggi in Italia alla base di ogni strategia di elaborazione e implementazione dell'intervento politico, e soprattutto dell'identificazione delle priorità. I sistemi di monitoraggio e sorveglianza sono necessari per individuare e rendere pubbliche le informazioni sui trend attuali e futuri, per relazionare sull’efficacia delle misure politiche, sulla valutazione dei fattori di rischio del danno alcolcorrelato, sull’identificazione dei gruppi di popolazione più vulnerabili, per monitorare le sfide istituzionali e organizzative legate all'implementazione degli interventi.

 

I sistemi informativi sono elementi critici nella disseminazione della conoscenza sull'alcol sempre accessibili a una vasta gamma di soggetti, tra cui i ricercatori, gli operatori professionali, i decisori e i politici. Sistemi formalizzati, periodicamente adattati e rifiniti che necessitano, tuttavia, di un adeguamento dinamico e costante centrale e regionale, incluso quello relativo alle risorse da dedicare al monitoraggio del Piano nazionale alcol e salute. Rispetto al piano, il report epidemiologico dell'Osservatorio nazionale alcol del Cnesps è un esempio di good practice istituzionale - su finanziamento del Ccm - che contribuisce in maniera esperta e competente a ottemperare a quanto previsto dalla legge 125/2001. Si favoriscono così il reale utilizzo dei dati e degli indicatori di salute in una chiave non meramente statistica, ma arricchita dal valore aggiunto della visione di salute pubblica.

 

Le conclusioni e le implicazioni di salute che derivano dall'analisi epidemiologica completano l'esercizio valutativo con le proposte di intervento proponibili per rispondere alle criticità identificate per i differenti target di popolazione tra cui, obiettivi sensibili, i giovanissimi, gli anziani e le donne.

 

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Ultimo aggiornamento venerdi 16 settembre 2011
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