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Alcohol prevention day 2007: le dimensioni del problema in Italia

Documenti per approfondire

Alcol: i consumi a rischio e le tendenze del bere in Italia (pdf 920 kb)

Il documento definisce le categorie di rischio, esamina i dati italiani e prende in considerazione alcuni possibili interventi di prevenzione e di assistenza primaria.

 

L’alcol e i giovani. Un’analisi dei fattori determinanti l’abuso (pdf 282 kb)

Il documento analizza la situazione italiana per quanto riguarda il consumo di alcol da parte dei giovani, in particolare in relazione a stili di vita e determinanti sociali e demografici.

 

Il consumo medio di alcol pro capite negli ultimi anni è diminuito in Italia (come in generale in Europa), ma le variazioni dipendono in modo significativo dal tipo di bevande alcoliche: il consumo di vino in Italia è diminuito del 47,5% fra il 1981 e il 2005, mentre quello della birra è aumentato nello stesso periodo del 65,9%. Il calo più sensibile è quello dei liquori: il consumo è diminuito del 74,3%.

 

Il consumo di alcol in Italia rientra tradizionalmente nello stile “mediterraneo”, cioè un consumo quotidiano e moderato in occasione dei pasti, dove per moderato si intende 40 grammi di alcol (2-3 bicchieri di vino) al giorno per gli uomini e 20 (1-2 bicchieri) per le donne.

 

In base ai dati Istat del 2005, consuma vino il 69,5% degli uomini sopra gli 11 anni, mentre per le donne il dato scende al 43,1%. In assoluto, i consumatori sono il 55,8% degli italiani sopra gli 11 anni. Di questi, il 56,2% sono consumatori mediterranei (46,9% degli uomini e 70,1% delle donne): questo vuol dire che più della metà della popolazione maschile si sta distaccando dall’abitudine al consumo regolare e moderato, mentre le donne, pur aumentando il consumo medio, rientrano prevalentemente nello stile tradizionale.

 

L’Oms considera a rischio i consumatori che eccedono le dosi di 40 grammi di alcol al giorno per gli uomini, 20 per le donne, 10 per gli anziani oltre i 65 anni e i giovani fra i 16 e i 18, mentre per i ragazzi sotto i 15 anni qualsiasi consumo è considerato a rischio (l’Oms pone infatti come obiettivo di salute per il 2010 la riduzione a zero del consumo di alcol in Europa tra i giovani al di sotto dei 15 anni). In base a questi parametri, in Italia risultano a rischio il 16,7% degli uomini e il 4,5% delle donne.

 

Alcol e giovani

Nel 2003, il 33,4% dei giovani di età compresa tra 11 e 18 anni ha dichiarato di aver bevuto almeno una bevanda alcolica negli ultimi 12 mesi (37,5% dei ragazzi e 29% delle ragazze).

Le Regioni con i tassi più alti sono l’Emilia Romagna (44,2%), Veneto (43,7%), Molise (42,7%)

Trentino Alto Adige (40,6%), Friuli Venezia Giulia (40,1%). Le Regioni con meno giovani consumatori di alcol sono invece Lazio (24,4%), Abruzzo (26,9%), Sardegna (27,2%), Campania (27,4%) e Liguria (28,2%).

 

La bevanda alcolica più diffusa, sia tra i ragazzi che tra le ragazze, è la birra (28,5% maschi, 17,1% femmine) seguita dagli aperitivi alcolici (19,7% maschi, 14,2% femmine). In particolare, per quanto riguarda gli aperitivi alcolici, dal 1998 al 2003 la prevalenza dei consumatori fra 14 e 16 anni è aumentata del 46,1% per entrambi i sessi, mentre per i superalcolici l’aumento è stato del 24,4%.

 

Giovani e binge drinking

Una delle tendenze in crescita fra i giovani è il fenomeno del binge drinking, cioè del bere per ubriacarsi. Il fenomeno è tradizionalmente più tipico dei Paesi nordici, ma è in aumento anche in Italia: quantificabile in 5-6 bicchieri in un’unica occasione, riguarda il 5,2% dei ragazzi fra gli 11 e i 18 anni, con punte del 21% fra i ragazzi di 18 anni e del 9% fra le ragazze di 17 anni. La probabilità di binge drinking aumenta nei giovani maschi fumatori e fra chi frequenta discoteche.

 

In particolare, nella serata del sabato consumano alcol il 74,1% dei giovani, in percentuali diverse a seconda della fascia d’età: 67,1% fra 13 e 15 anni, 83,4% fra i 16 e i 18 anni, 66,7% fra i 19 e i 24 anni e 64,2% dei giovani sopra i 25 anni. Il 19% dei giovani dichiara di aver consumato 6 o più bicchieri.

 

Le Regioni italiane nelle quali è più diffuso il fenomeno del binge drinking sono Trentino Alto Adige (12,8% dei ragazzi fra gli 11 e i 18 anni), Veneto (10,1%), Emilia Romagna (8,2%), Molise (8,4%), Marche (7,2%), Lombardia (7,1%), Lazio (6,3%), Calabria (5,5%) e Sardegna (5,4%). La Liguria è l’unica Regione in cui non risulta il fenomeno.

 

Un dato è particolarmente indicativo della gravità di quest’abitudine: la probabilità di rivolgersi al pronto soccorso è infatti più alta del 70% per i giovani che hanno attuato il binge drinking almeno una volta negli ultimi 12 mesi rispetto agli altri.

 

Il progetto Pilota

Il problema dell’alcol è un’emergenza per la popolazione giovane italiana: gli incidenti stradali causati dall’alcol sono la prima causa di morte per i giovani maschi di età compresa tra i 15 ed i 29 anni. Per questo, il ministero della Salute e l’Istituto superiore di sanità hanno lanciato il progetto Pilota, una campagna con lo scopo di sensibilizzare i giovani italiani ad accettare l’abitudine, diffusa da tempo nell’Europa centrosettentrionale, di scegliere all’inizio della serata il “Pilota”, cioè quello che guiderà l’automobile e si asterrà dall’alcol per tutta la sera.

La presentazione del progetto ha incontrato il favore dei giovani: il 76,8% dei ragazzi e l’82,6% delle ragazze ha dato al progetto un giudizio almeno sufficiente. Solo il 24,7% dei ragazzi e il 17,5% delle ragazze, però, si dichiarano totalmente favorevoli a essere prescelti come “piloti”.

 

Documenti per approfondire

Alcol: i consumi a rischio e le tendenze del bere in Italia (pdf 920 kb)

Il documento definisce le categorie di rischio, esamina i dati italiani e prende in considerazione alcuni possibili interventi di prevenzione e di assistenza primaria.

 

L’alcol e i giovani. Un’analisi dei fattori determinanti l’abuso (pdf 282 kb)

Il documento analizza la situazione italiana per quanto riguarda il consumo di alcol da parte dei giovani, in particolare in relazione a stili di vita e determinanti sociali e demografici.

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Ultimo aggiornamento venerdi 16 settembre 2011
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