Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Alimentazione e salute

Documentazione

In Italia

 

Relazione sul sistema di allerta europeo 2016 (pdf 4,2 Mb)

Documento pubblicato a febbraio 2016 dal ministero della Salute in cui si traccia la panoramica italiana della segnalazioni, relative al 2015, inviate al Sistema di allerta rapido per alimenti e mangimi (Rapid Alert System in Feed and Food, Rasff) dai Paesi europei.

 

Zoonosi in Italia nel periodo 2009-2013 (pdf 7 Mb)

Il nuovo rapporto Istisan 16/1, pubblicato a febbraio 2016, fa il punto, per la prima volta in modo descrittivo, sulla situazione nazionale relativa a 30 zoonosi.

 

XXXIX congresso dell’Associazione italiana di epidemiologia alimentazione e salute nell’era della globalizzazione: il libro degli abstract (pdf 4,8 Mb)

Alimentazione, salute e ambiente sono le tre parole chiave del trentanovesimo congresso dell'Associazione italiana di epidemiologia (Milano, 28-30 ottobre) di cui sono disponibili il libro con gli abstract e le presentazioni degli interventi. Il congresso si è posto l’obiettivo di esaminare il contributo dell’epidemiologia allo studio della relazione fra alimentazione e salute e di discutere come le strategie di prevenzione possano tenere conto delle evidenze che arrivano dalla ricerca. Per maggiori informazioni visita il sito Aie.

 

Obiettivi condivisi per il miglioramento delle caratteristiche nutrizionale dei prodotti alimentari con particolare attenzione alla popolazione infantile (3-12anni) (pdf 491 kb)

Protocollo d’intesa firmato il 28 ottobre 2015 da ministero della Salute, associazioni del settore alimentare, della pubblicità e del commercio insieme nel sostenere una corretta alimentazione tra i bambini. Il documento indica precisi impegni del settore produttivo per la limitazione di zuccheri, grassi saturi e sale e definisce l’impegno a rimodulare le porzioni e a offrire informazioni aggiuntive nelle etichette dei prodotti dell’area cerealicolo-dolciaria, in quella delle bevande analcoliche e nell’area lattiero-casearia e dei gelati.

 

Linee di indirizzo per la comunicazione commerciale relativa ai prodotti alimentari e alle bevande, a tutela dei bambini e della loro corretta alimentazione (pdf 216 kb)

Protocollo d’intesa firmato il 28 ottobre 2015 da ministero della Salute, associazioni del settore alimentare, della pubblicità e del commercio insieme nel sostenere una corretta alimentazione tra i bambini. Le linee guida sono pensate per agire sulla comunicazione e arrivare a modalità pubblicitarie condivise e opportune, necessarie per fornire una corretta informazione non solo ai bambini ma anche alle famiglie. Per maggiori informazioni consulta anche il comunicato stampa sul sito del Ministero.

 

Sistema di Sorveglianza HBSC (Health Behaviour in School-aged Children - Comportamenti collegati alla salute dei ragazzi in età scolare): indagine 2014

Nel 2014 è stata condotta la seconda raccolta dati dello studio internazionale Health Behaviour in School-aged Children - Comportamenti collegati alla salute dei ragazzi in età scolare (Hbsc), cui l’Italia partecipa dal 2001. Questo studio è promosso dall’Ufficio regionale per l’Europa dell’Organizzazione mondiale della sanità e coinvolge ogni 4 anni, nei 44 Paesi aderenti, un campione di studenti di 11, 13 e 15 anni (in Italia la prima rilevazione è stata condotta nel 2010).

 

Linee guida per la corretta preparazione delle conserve alimentari in ambito domestico (pdf 1,6 Mb)

Documento, presentato il 23 giugno 2014, e realizzato dal Centro nazionale di riferimento per il botulismo dell’Iss in collaborazione con la Facoltà di Bioscienze e tecnologie agro-alimentari e ambientali dell’Università di Teramo e con il Centro antiveleni di Pavia. Leggi anche il Primo Piano sul sito dell’Iss.

 

Relazione annuale al Piano nazionale integrato relativa all’anno 2011 sulla sicurezza degli alimenti

Pubblicata a luglio 2012, la relazione descrive il “Sistema Italia” dei controlli ufficiali in materia di alimenti, mangimi, sanità e benessere di animali e piante, ed è finalizzato alla razionalizzazione delle attività e al coordinamento di tutti i soggetti istituzionali coinvolti.

 

Il consumo di sale nella popolazione adulta italiana

Tra la popolazione adulta italiana, il consumo medio di sale al giorno è pari negli uomini a 10,9 g/24h (intervallo di confidenza al 95%, IC: 10,7-11,1) e nelle donne a 8,6 g/24h (IC: 8,4-8,8). È quanto emerge dai risultati preliminari del progetto Minisal-Gircsi, raccolti in 15 Regioni italiane su 1519 uomini e 1450 donne di età compresa tra i 35 e i 79 anni. ll progetto Minisal-Gircsi, parte del programma nazionale Guadagnare salute, è coordinato dal dipartimento di Medicina clinica e sperimentale della facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Federico II di Napoli, in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità (Iss), l’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Inran), l’Università Cattolica di Campobasso, la Fondazione per l’ipertensione arteriosa, la Clinica pediatrica dell’Università di Foggia e il Gircsi (Gruppo di lavoro intersocietario per la riduzione del consumo di sale in Italia). Leggi l’approfondimento a cura di Chiara Donfrancesco, Luigi Palmieri, Simona Giampaoli (reparto Epidemiologia delle malattie cerebro e cardiovascolari, Cnesps-Iss) Diego Vanuzzo (Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri, Centro di prevenzione cardiovascolare, Ass 4 “Medio Friuli”), Pasquale Strazzullo (dipartimento di Medicina clinica e sperimentale, Università Federico II di Napoli).

 

Residui chimici nei prodotti di origine animale: la relazione 2009 (pdf 1,2 Mb)

La relazione finale del Piano nazionale residui 2009 a cura del ministero della Salute offre un quadro incoraggiante relativamente alla presenza, negli animali e negli alimenti di origine animale, di residui di sostanze chimiche che potrebbero avere un effetto negativo sulla salute umana. Dei 33.552 campioni analizzati, solo lo 0,22% è risultato non conforme (nel 2008 questa percentuale era dello 0,24%). La frazione maggiore di non conformità è dovuta alla presenza di sostanze antibatteriche (39,2%), seguite dagli ormoni steroidei (29,7%) e dai contaminanti ambientali (13,5%).

 

Vigilanza e controllo degli alimenti e delle bevande in Italia (pdf 3,9 Mb)

Nel corso del 2009 i Servizi igiene degli alimenti e nutrizione e i Servizi veterinari dei dipartimenti di Prevenzione delle Asl hanno controllato oltre 470 mila unità operative (il 33,1% del totale) legate alla produzione di alimenti e bevande, tra cui impianti e attrezzature di locali, strutture e mezzi di trasporto. Complessivamente, le infrazioni rilevate durante le ispezioni hanno riguardato circa 55 mila unità (11,7% del totale, un valore in calo rispetto al 12,2% del 2008) e le percentuali più elevate di irregolarità sono state riscontrate soprattutto nei produttori e nei confezionatori che non vendono al dettaglio.

 

Relazione 2009 sul sistema di allerta comunitario sugli alimenti (pdf 1,2 Mb)

Nel corso del 2009 le notifiche di rischi diretti o indiretti per la salute pubblica connessi al consumo di alimenti o mangimi sono state 3204, con una diminuzione delle segnalazioni per frutta e snack e un aumento per prodotti della pesca, integratori e dietetici. È quanto riporta la relazione 2009 sul sistema di allerta comunitario sugli alimenti, pubblicata dal ministero della Salute, che contiene le irregolarità raccolte dal sistema rapido di allerta comunitario (Rasff), un network al quale partecipano Commissione europea, Efsa e Stati membri dell'Unione. I più frequenti contaminanti microbiologici sono risultati la Salmonella, la Listeria e le larve di Anisakis. Micotossine, residui di fitofarmaci e metalli pesanti rappresentano i più diffusi contaminanti.

 

La relazione 2008 sul Piano nazionale integrato (pdf 9,8 Mb)

È disponibile sul sito del ministero della Salute la “Relazione annuale al Piano nazionale integrato relativa all’anno 2008 sulla sicurezza degli alimenti”. In conformità con quanto previsto dal Regolamento (CE) n. 882/2004 (pdf, 388 Kb) la relazione riunisce i dati delle attività di controllo ufficiale svolte in Italia nel corso del 2008 relativamente ad alimenti, mangimi, sanità animale, benessere degli animali e sanità delle piante. Nell’ambito della produzione alimentare sono state riscontrate irregolarità nel 12,2% dei controlli sugli alimenti e nel 2,09% dei controlli sulle bevande.

 

Protocolli d’intesa per ridurre il quantitativo di sale nel pane

Un consumo eccessivo di sale determina un aumento della pressione arteriosa, che a sua volta aumenta il rischio di insorgenza di gravi patologie dell’apparato cardiovascolare correlate all’ipertensione arteriosa, come l’infarto del miocardio e l’ictus cerebrale. Una minore assunzione di sale con la dieta è uno degli obiettivi del programma “Guadagnare salute”. Nel corso del mese di luglio 2009 sono stati siglati i protocolli d’intesa per la riduzione del quantitativo di sale nel pane tra il ministero della Salute e le principali associazioni di categoria della panificazione artigianale e industriale. Con il progetto "Buone pratiche sull'alimentazione: valutazione del contenuto di sodio, potassio e iodio nella dieta degli italiani", che rientra nella programmazione 2008 del Ccm, sarà valutata l’attuazione del processo di riduzione del sale nel pane.

 

Alimentazione sicura in estate: i consigli del ministero della Salute

Il ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali ha predisposto un vademecum di 10 semplici regole per fornire consigli utili ai cittadini sul consumo, la conservazione e la cottura degli alimenti in estate, periodo in cui il rischio di deterioramento dei prodotti diventa maggiore. Sono, inoltre, disponibili alcuni suggerimenti per scegliere gli alimenti giusti, apportare calorie e nutrienti in quantità adeguate all’effettivo fabbisogno individuale e bilanciare adeguatamente l’equilibrio idrosalino dell’organismo. Sul sito del ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, leggi la guida per un’alimentazione sicura e consulta i suggerimenti per una corretta alimentazione.

 

Zoonosi e tossinfezioni alimentari: il punto della situazione (pdf 40 kb)

Una nota del Cnesps fa il punto sull’impatto di zoonosi (in particolare le tossinfezioni alimentari) in Italia nel 2005. Sono state circa 230 le segnalazioni di focolai di tossinfezioni di classe IV. Per ogni focolaio, la media di casi segnalati è 5,6 (range 2-120), per un totale pari a circa 1.300 casi. L’Emilia Romagna è la Regione che segnala il maggior numero di episodi (20% del totale nazionale), seguita da Piemonte (15%), Provincia autonoma di Bolzano (14%) e Lazio (10%). I microrganismi implicati nell’eziologia degli episodi sono soprattutto le Salmonelle spp. (52%), seguite dal virus dell’epatite A (10%).

 

Fitosanitari negli alimenti di origine vegetale: il rapporto 2005 (pdf 1 Mb)

Il ministero della Salute presenta i risultati dei controlli effettuati nel 2005 sui residui di prodotti fitosanitari negli alimenti di origine vegetale. I dati, a cura del Dipartimento per la sanità pubblica veterinaria, la nutrizione e la sicurezza degli alimenti, indicano che su un totale di 6.330 controlli, 92 (60 di frutta e 32 di ortaggi) sono i campioni risultati irregolari (1,5%). Il numero di campioni privi di residui è pari a 4.165 (65,8%), quello con residuo entro il limite legale è pari a 2.073 (32,7%). Rispetto agli anni passati, la percentuale di irregolarità negli ortofrutticoli è in calo: dal 5,6% del 1993 al 1,5% del 2005. Un risultato positivo attribuibile sia alle attività delle strutture centrali e territoriali impegnate nel controllo sugli antiparassitari, sia alla revisione in senso restrittivo operata dal ministero della Salute su alcuni impieghi ammessi, nonché a una maggiore consapevolezza degli operatori agricoli nell’uso dei prodotti fitosanitari. I residui dei pesticidi ingeriti ogni giorno dal consumatore rappresentano una percentuale molto modesta rispetto ai valori delle dosi giornaliere tollerabili, e molto al di sotto del livello di guardia preso come riferimento per assicurare la qualità igienico-sanitaria degli alimenti. Per quanto riguarda i risultati su cereali, oli e vino, su 802 campioni analizzati 2 sono risultati non regolamentari (0,2%). I campioni privi di residuo sono il 73%, quelli monoresiduo il 19,4%, i multiresiduo il 7,6%. Complessivamente, come per gli scorsi anni, i risultati dei controlli continuano a essere in linea con quelli rilevati negli altri Paesi dell’Unione europea e indicano un elevato livello di protezione del consumatore.

 

Dossier Apicius: per un’alimentazione Ebp (pdf 465 kb)

Le malattie legate al consumo di alimenti sono ancora un grosso problema di sanità pubblica: solo nel 2000, in Italia sono stati registrati 14.460 casi di tossinfezioni alimentari. L’Agenzia regionale di sanità della Toscana ha costruito il dossier Apicius, per valutare l’efficacia degli interventi sulla sicurezza degli alimenti e la prevenzione delle tossinfezioni alimentari. I 13 studi analizzati sono risultati tutti di scarsa qualità metodologica. Inoltre, sono pochi i lavori dedicati alla prevenzione in ambito domestico, dove pure ha origine la maggior parte delle tossinfezioni.

 

Protocollo Haccp: esperienze di sorveglianza dei veterinari

Sul fronte della prevenzione, la legge 155/97 prevede l'attuazione lungo tutta la filiera produttiva agroalimentare del protocollo accp per la valutazione e l'autocontrollo dei punti critici di rischio alimentare. A livello dei prodotti di origine animale, sono i veterinari ad avere la responsabilità del sistema di autocontrollo lungo tutta la filiera produttiva. Con la collaborazione e la supervisione del Cnesps, un gruppo di veterinari degli Istituti zooprofilattici del Lazio e Toscana e dell'Umbria e Marche, congiuntamente con la regione Toscana, hanno realizzato un'indagine sull'applicazione di sistemi di autocontrollo basati sull'Haccp, pubblicata a fine dicembre 2004 sulla webzine di sanità pubblica veterinaria. Lo studio si propone di valutare a sei anni dall'introduzione in Italia, gli effetti dell'Haccp, raccogliendo ed elaborando dati relativi all'autocontrollo effettuato dai veterinari degli Istituti zooprofilattici nel 2002, in Umbria, Marche, Lazio e Toscana. I dati raccolti si riferiscono sia alla preparazione dei veterinari stessi, al loro grado di informazione e aggiornamento, che alla loro valutazione in merito all'applicazione dei protocolli da parte delle aziende produttrici. In generale, i risultati dell'indagine danno una valutazione positiva dell'applicazione dell'Haccp, richiamando però la necessità di una formazione più approfondita sia dei veterinari che dei proprietari delle aziende.