Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Alimentazione e salute

Archivio 2010

(14 ottobre 2010) Relazione Fao-Oms sulla sicurezza degli additivi alimentari

Con il documento “Evaluation of certain food additives”, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione (Fao) e l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) hanno presentato le conclusioni sulla sicurezza di vari additivi alimentari raggiunte da un comitato di esperti riunitosi con l'obiettivo di raccomandare dosi giornaliere accettabili e preparare indicazioni sul profilo di sicurezza di queste sostanze. Consulta il documento (pdf 1,1 Mb).

 

(7 ottobre 2010) Malattie trasmesse da alimenti: il rapporto 2009 del Piemonte

Nel 2009 in Piemonte si sono verificati 74 casi di malattie trasmesse da alimenti, di cui 56 tossinfezioni, 14 avvelenamenti da funghi e 4 intossicazioni da istamina. Questi sono solo alcuni dei dati del rapporto 2009 a cura del Centro di riferimento regionale per la sorveglianza, prevenzione e controllo delle malattie trasmesse da alimenti (Crr), collocato presso il Sian dell’Asl TO1. Tra le tossinfezioni le più comuni risultano la salmonella (29 casi) e l’epatite A (6 casi). Consulta il rapporto “Il sistema di sorveglianza dei focolai epidemici di malattie trasmesse da alimenti della Regione Piemonte” (pdf 336 kb).

 

(7 ottobre 2010) Malattie trasmesse dagli alimenti: il rapporto 1988-2008 dell’Emilia-Romagna

Dal 1988 al 2008 in Emilia Romagna si sono verificati quasi 2 mila episodi epidemici di malattie trasmesse da alimenti (Mta) e nell’ultimo decennio, dal 1999 al 2008, sono in media 450 le persone che annualmente hanno accusato i sintomi di questo gruppo di patologie, anche se indubbiamente si assiste a un calo importante degli episodi e dei malati (da 173 del 1999 con 996 persone malate, a 26 episodi nel 2008 con 187 persone coinvolte). Lo riferisce il rapporto Epidemiologia delle malattie trasmesse da alimenti in Emilia-Romagna. Periodo 1988-2008 (pdf 1,8 Mb) pubblicato a giugno 2010 dal Servizio sanità pubblica della Regione. Sul territorio regionale, nei vent’anni presi in esame dalla pubblicazione, i soggetti affetti dalle malattie trasmesse dal cibo sono stati complessivamente 16.532, a fronte di 46 mila persone esposte. Dei 1711 episodi epidemici per cui è stato possibile individuare l’eziologia della malattia, il 68,3% è risultato essere determinato da Salmonella. Il 16,9% delle persone che hanno accusato i sintomi è stato ricoverato e i decessi registrati nell’intero periodo d’indagine sono stati 19 (l’ultimo occorso nel 1997), di cui 16 per salmonellosi (84%). Il luogo di preparazione dell’alimento veicolo di Mta più spesso coinvolto é la casa privata (nel 68% degli episodi).

 

(30 settembre 2010) Cdc: i comitati per garantire cibo sicuro e di qualità

Per incrementare in ogni comunità degli Stati Uniti la qualità e la disponibilità di cibo salutare, i Cdc hanno istituito dei comitati per le politiche alimentari composti da gruppi eterogenei di persone con esperienza in vari campi del sistema alimentare americano (come produttori, distributori, consumatori, università, dipartimenti governativi e settore della ristorazione), che hanno l’obiettivo di fornire sostegno e consulenza a residenti e governi su come sviluppare politiche e programmi volti a migliorare i sistemi alimentari locali e di aumentare l'accesso e la disponibilità a prezzi accessibili di cibi sani, come frutta e verdura.

 

(16 settembre 2010) Efsa: la relazione annuale 2009

Secondo quanto riferisce l’Efsa nel rapporto annuale, nel 2009 sono stati prodotti 636 atti di natura scientifica, di cui il 68% costituito da valutazioni di prodotti, sostanze e indicazioni. Nello stesso anno è stata pubblicata la prima serie di pareri sulle indicazioni “funzionali generiche” sulla salute e sono stati irrobustiti i processi interni e, con la Commissione europea, è stata definita una “tabella di marcia” per migliorare la pianificazione dei carichi di lavoro e delle scadenze.

 

(29 luglio 2010) Cdc: mangiare sano anche nei “deserti alimentari” degli Usa

Secondo il rapporto 2009 del dipartimento dell’Agricoltura americana, una piccola percentuale di consumatori americani ha difficoltà a trovare cibi nutrienti e convenienti (come frutta, verdura, latte e altri alimenti indispensabili per una dieta ricca e sana), poiché vive lontano dai grandi supermercati e non accede facilmente ai mezzi di trasporto pubblico. Queste aree sono dette “deserti alimentari”. Per aiutare i cittadini statunitensi ad alimentarsi in modo sano e a superare queste difficoltà, i Cdc mettono a disposizione delle mappe interattive per individuare i siti dove è possibile acquistare cibo nutriente e una serie di consigli utili alla popolazione. Leggi l’approfondimento sui “deserti alimentari”sul sito dei Cdc.

 

(29 luglio 2010) Codex Alimentarius: le nuove regole

Dal 5 al 9 luglio 2010 a Ginevra la Commissione sul Codex Alimentarius  ha riunito 500 delegati provenienti da circa 130 Paesi per stabilire nuove norme sulla sicurezza alimentare. Al centro del programma la contaminazione da melamina, alimenti come le verdure fresche e i frutti di mare, le aflatossine e i cibi derivati dalle moderne biotecnologie. Leggi l’approfondimento.

 

(29 luglio 2010) Piattaforma europea su dieta, attività fisica e salute: i primi 5 anni

Nel corso dei suoi primi cinque anni di vita, la Piattaforma europea su dieta, attività fisica e salute ha portato alla realizzazione di oltre 290 azioni per la lotta all’obesità e per lo sviluppo di un maggiore dialogo tra gli attori del settore e a un significativo impatto sulle politiche nazionali ed europee, ma si può fare molto di più. È quanto emerge dal rapporto di valutazione della Piattaforma realizzato dall’Evaluation Partnership on behalf of the Public Health Evaluation and Impact Assessment Consortium (Pheiac). Leggi l’approfondimento a cura della redazione di EpiCentro.

 

(22 luglio 2010) I residui di pesticidi negli alimenti: relazione dell’Efsa 2008

Secondo la relazione annuale dell’Efsa sulla presenza di residui dei pesticidi negli alimenti, rispetto all’anno precedente, nel 2008 la situazione è migliorata. La percentuale di alimenti controllati senza pesticidi è passata dal 58% del 2007 al 62,1%, mentre sul totale degli alimenti contenenti residui quelli con valori oltre i limiti massimi consentiti sono diminuiti, passando dal 4,2% del 2007 al 3,5% nel 2008. La maggior parte di alimenti con residui fuori dai limiti sono prodotti importati da Paesi fuori dall'Unione europea (7,6%). In 76 dei 2.062 prodotti per bambini analizzati sono risultate tracce di pesticidi, mentre il limite legale è stato superato solo in 4 casi (0,2%). Leggi il comunicato stampa e scarica la relazione dell’Efsa.

 

(22 luglio 2010) Residui chimici nei prodotti di origine animale: la relazione 2009

La relazione finale del Piano nazionale residui 2009 a cura del ministero della Salute offre un quadro incoraggiante relativamente alla presenza, negli animali e negli alimenti di origine animale, di residui di sostanze chimiche che potrebbero avere un effetto negativo sulla salute umana. Dei 33.552 campioni analizzati, solo lo 0,22% è risultato non conforme (nel 2008 questa percentuale era dello 0,24%). La frazione maggiore di non conformità è dovuta alla presenza di sostanze antibatteriche (39,2%), seguite dagli ormoni steroidei (29,7%) e dai contaminanti ambientali (13,5%). Leggi la relazione del Piano nazionale residui 2009 (pdf 1,2 Mb).

 

(22 luglio 2010) Controllo ufficiale alimenti e bevande: il report 2009

Nel corso del 2009 i Servizi igiene degli alimenti e nutrizione e i Servizi veterinari dei dipartimenti di Prevenzione delle Asl hanno controllato oltre 470 mila unità operative (il 33,1% del totale) legate alla produzione di alimenti e bevande, tra cui impianti e attrezzature di locali, strutture e mezzi di trasporto. Complessivamente, le infrazioni rilevate durante le ispezioni hanno riguardato circa 55 mila unità (11,7% del totale, un valore in calo rispetto al 12,2% del 2008) e le percentuali più elevate di irregolarità sono state riscontrate soprattutto nei produttori e nei confezionatori che non vendono al dettaglio. Leggi il comunicato stampa sul sito del ministero della Salute e scarica la relazione 2009 “Vigilanza e controllo degli alimenti e delle bevande in Italia” (pdf 3,9 Mb).

 

(1 luglio 2010) Mappa dei centri per i disturbi dell’alimentazione in Italia

Presentata dal sottosegretario alla salute, Francesca Martini, e dal ministro della gioventù, Giorgia Meloni, la prima mappa completa dei Centri per il trattamento dei disturbi del comportamento alimentare in Italia. Tutte le iniziative presentate rientrano nel progetto del Ccm “Le buone pratiche di cura nei disturbi del comportamento alimentare” promosso dai due ministeri e affidato alla Regione Umbria, nel quadro del Protocollo di Intesa “Guadagnare Salute” finalizzato a promuovere campagne informative e azioni che mirano a modificare i comportamenti dannosi per la salute. Sul sito del Governo italiano leggi il dossier “Disturbi alimentari: on line la mappa dei servizi” e la pagina sul progetto.

 

(1 luglio 2010) Residui di prodotti fitosanitari: il report 2009 dell’Emilia-Romagna

La Regione Emilia-Romagna ha pubblicato i risultati del piano triennale per il controllo relativo alla presenza di fitosanitari negli alimenti di origine vegetale, freschi o trasformati. Sono stati analizzati 1743 campioni, di cui 1307 ortofrutticoli e 436 extra-ortofrutticoli. Il 2,6% dei campioni di verdura e l’1,8% di quelli di frutta sono risultati irregolari. Tra i 20 prodotti per l’infanzia analizzati non sono state registrate irregolarità di alcun tipo, mentre, dei 168 prodotti biologici, 3 sono risultati irregolari. I dati evidenziano un calo delle irregolarità rispetto al 2008, e contemporaneamente un aumento del numero di campioni positivi ma regolamentari.

 

(24 giugno 2010) Linee guida della Commissione europea per il controllo sulle aflatossine

La Commissione europea ha prodotto delle linee guida per il controllo del rispetto della normativa europea riguardante le aflatossine, tossine prodotte da funghi nella frutta secca, e l’importazione di alcuni prodotti alimentari da Paesi con un più alto rischio di contaminazione. Leggi il documento (pdf 821 kb).

 

(13 maggio 2010) Il parere Efsa su Salmonella e piombo negli alimenti

L'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha pubblicato un dossier sui rischi per la salute causati dalla contaminazione di Salmonelle nella carne suina e sui sistemi di controllo. Secondo le valutazione degli esperti i suini e la carne di maiale possono essere responsabili del 10-20% dei casi di salmonellosi che si registrano nell'Unione europea. Secondo l’Efsa, le informazioni sulla temperatura di conservazione della carne durante il trasporto e sulle condizioni di conservazione in casa sono importanti per meglio comprendere i fattori che portano al rischio di Salmonella per l'uomo. L’Efsa sottolinea che riducendo di cento volte il numero di batteri di Salmonella sulle carcasse contaminate si ridurrebbero del 60-80% i casi di salmonellosi umana derivanti dal consumo di carne suina. Il gruppo di esperti scientifici sui contaminanti dell'Efsa ha, inoltre, pubblicato un parere scientifico sui possibili rischi per la salute connessi alla presenza di piombo negli alimenti: gli attuali livelli di esposizione alimentare al piombo costituiscono un rischio basso o trascurabile per la salute della maggior parte degli adulti, ma potrebbero destare qualche preoccupazione per lo sviluppo neurologico dei bambini. L’attuale livello riferimento per la tutela della salute pubblica dall’esposizione alimentare al piombo è risultato non più adeguato, ma al momento non è ancora stato individuato un nuovo valore soglia. Cereali, ortaggi e acqua potabile gli alimenti più a rischio nel contribuire all’esposizione al piombo. Leggi i comunicati stampa dell’Efsa relativi alle implicazioni del piombo per la salute e alla valutazione del rischio da Salmonella nella carne di maiale.

 

(6 maggio 2010) Eruzione in Islanda e sicurezza alimentare: il parere dell’Efsa

Sulla base delle informazioni disponibili, il rischio potenziale che il fluoruro contenuto nella cenere vulcanica arrivi a contaminare l’acqua potabile, la frutta, gli ortaggi, i pesci, il latte, la carne e i mangimi nell’Unione europea è trascurabile. È quanto contenuto nel parere emanato dall’Efsa sugli eventuali rischi determinati dalla presenza di fluoruro nelle ceneri vulcaniche emesse durante l’eruzione dall’Eyjafjallajökull, a partire dal 14 aprile 2010. Nel corso delle prossime settimane l’Autorità europea per la sicurezza alimentare potrebbe emanare altri pareri circa i rischi indiretti e a lungo termine. Leggi il comunicato stampa dell’Efsa.

 

(22 aprile 2010) L’Efsa stabilisce i valori dietetici di riferimento

Un gruppo di esperti dell’Efsa ha pubblicato il parere che definisce valori dietetici di riferimento per l’assunzione alimentare di carboidrati, fibre, grassi e acqua, un fondamentale strumento a sostegno delle politiche nutrizionali per la salute pubblica. I valori dietetici di riferimento indicano le quantità di nutrienti che è necessario assumere per godere di buona salute a seconda dell’età e del sesso. Ai pareri su carboidrati, fibre, grassi e acqua, seguiranno nel prossimo futuro anche quelli su vitamine e minerali. Leggi il comunicato stampa e visita le pagine da cui è possibile scaricare i pareri su acqua, grassi, carboidrati e fibre, i principi sulla derivazione e applicazione dei valori dietetici di riferimento e il parere sull’eventuale definizione di linee guida sulla dieta.

 

(8 aprile 2010) Analisi dell’Efsa sulle diossine in alimenti e mangimi

Su 7 mila campioni di mangime e alimenti, provenienti da 21 Paesi europei, tra il 1999 e il 2008, l’8% dei campioni, per i parametri Oms del 1998, e il 14% per quelli 2005, hanno livelli medi di diossina troppo elevati. Questo dato emerge da un’indagine compiuta dall’Efsa sui livelli di diossina negli alimenti e nei mangimi. Questo risultato, dovuto in parte ai prelievi compiuti durante i periodi di contaminazione, è rilevante sia a causa della natura cancerogena delle diossine e dei composti policlorurati diossina-simili, sia del loro accumulo nella catena alimentare, soprattutto nel grasso animale. I livelli più elevati, in rapporto al contenuto di grasso, sono stati rilevati nel fegato e nei prodotti derivati, in relazione al peso totale del prodotto, i livelli medi più alti sono stati osservati nel fegato di pesce e nei relativi derivati, infine, per quanto riguarda i mangimi, i livelli medi più elevati sono stati riscontrati nell’olio di pesce. L’analisi dell’Efsa raccomanda di continuare i controlli casuali sui campioni per assicurare il monitoraggio continuo sulla presenza di questi contaminanti. Leggi il comunicato stampa dell’Efsa.

 

(8 aprile 2010) L’Efsa avvia una consultazione pubblica sugli Ogm

L'Efsa ha avviato una consultazione pubblica per la revisione del documento orientativo del gruppo di esperti sugli Ogm per la valutazione del rischio ambientale delle piante geneticamente modificate. Alcune piante geneticamente modificate possono produrre un insetticida che protegge dagli attacchi di determinati insetti: per questo è importante accertarsi che non abbiano effetti avversi su altri insetti (i cosiddetti organismi non bersaglio). L’Efsa ha fornito una guida aggiornata per valutare l'impatto delle piante geneticamente modificate sull'ambiente e ha intrattenuto discussioni con le parti interessate e con gli Stati membri. Oltre a nuovi e più solidi requisiti in termini di generazione, raccolta e analisi dei dati, la guida contiene una sezione aggiornata dedicata alla valutazione dei possibili effetti su organismi non bersaglio. Al termine della consultazione pubblica (5 marzo - 25 aprile 2010), l'Efsa pubblicherà una relazione per fornire un quadro generale dei commenti ricevuti e tratterà i pareri più importanti nel documento orientativo finale del gruppo di esperti Ogm e nel relativo parere sugli organismi non bersaglio. Leggi il comunicato stampa dell’Efsa.

 

(1 aprile 2010) Campylobacter e Salmonella nei polli Ue: il parere dell’Efsa

Un’indagine dell’Efsa condotta, nel 2008, su 10.132 polli provenienti da 561 macelli di 26 Paesi dell’Unione europea (più Norvegia e Svizzera), ha rivelato che nel 71% di quelli giunti al macello, e nel 76% di quelli macellati è presente il Campylobacter. Nel 15,7% dei polli di 22 dei 26 Paesi partecipanti all’indagine (Stati membri e non) è stata rinvenuta Salmonella. Inoltre, in 17 Stati membri sono stati trovati Salmonella Enteritidis e Typhimurium, responsabili della maggior parte delle salmonellosi umane. Questi dati sono il risultato della sesta indagine baseline condotta nella Comunità europea, e la prima che studia direttamente generi alimentari. Per maggiori informazioni visita la pagina dedicata all’indagine sul sito dell’Efsa.

 

(1 aprile 2010) L’alimentazione dei bambini immunocompromessi

Aumentare la qualità della vita garantendone la sicurezza: quest’idea è la base di una linea guida elaborata per i genitori dei bambini immunocompromessi, ed è il risultato della collaborazione tra il reparto di oncoematologia pediatrica dell’Ospedale Regina Margherita e il Centro di ricerca e documentazione sulla sicurezza alimentare dell’Asl To 5. Un gruppo di esperti ha individuato i fattori di pericolo riguardo la sicurezza alimentare e il contatto con gli animali domestici, e ha valutato l’effettiva probabilità di infezione. In questo modo sono stati rivisti alcuni divieti che, soprattutto nei bambini colpiti da una grave malattia, possono minare la qualità della vita e avere ricadute, a livello psicologico, sulla guarigione. Leggi l’opuscolo “Consigli di comportamento per i bambini immunocompromessi” (pdf 1 Mb)

 

(11 marzo 2010) L’alimentazione dei bambini durante le emergenze

Il 16 novembre 2009 l’Istituto superiore di sanità (Iss) ha ospitato il seminario “Alimentazione infantile nelle emergenze”, con lo scopo di condividere le linee d’azione proposte in ambito internazionale per la gestione dell’alimentazione dei bambini in situazione di emergenza. L’iniziativa è rivolta a pianificatori, coordinatori e operatori dell’emergenza, professionisti dei servizi sociosanitari, degli ordini professionali e delle società scientifiche. Leggi l’approfondimento.

 

(11 marzo 2010) Progetto Cuore: ridurre sale e sodio per prevenire le malattie cardiovascolari

Il sale da cucina contiene sodio che favorisce l’aumento della pressione, principale causa di infarto e ictus. Secondo l’Oms, infatti, ogni giorno non bisognerebbe consumare più di 5 grammi di sale da cucina, che corrispondono a circa 2 grammi di sodio. Attraverso l’alimentazione, un italiano introduce nel proprio organismo in media 10 grammi di sale ogni giorno, in totale fra quello normalmente contenuto negli alimenti e quello aggiunto. Diminuire questa quantità può aiutare a mantenere la pressione arteriosa a livelli ottimali e, quindi, a ridurre il rischio di infarto e ictus. Sul sito del Progetto Cuore una nuova sezione dedicata alla prevenzione delle malattie cardiovascolari attraverso la riduzione del consumo quotidiano di sale. Sono disponibili anche materiali stampabili e video animazioni.

 

(18 febbraio 2010) Carne di pollo e campilobatteriosi nell’uomo: il parere dell’Efsa

La carne di pollo è una delle principali cause di campilobatteriosi nell’uomo. Lo conferma l’Efsa, secondo cui tra il 20 e il 30% dei casi di infezione da Campylobacter sono riconducibili direttamente alla manipolazione, alla preparazione e al consumo di carne ottenuta dai broiler (tipologia di pollo allevato in modo specifico per la produzione di carne). La campilobatteriosi è la più comune malattia infettiva trasmissibile dagli animali agli essere umani attraverso l’ingestione degli alimenti e l’analisi dell’Efsa costituisce la prima parte di un più ampio lavoro in questo settore che mira a identificare le possibili opzioni di controllo e le azioni per ridurre la presenza di Campylobacter nelle diverse fasi della filiera della carne ottenuta dai broiler. Leggi il comunicato stampa.

 

(18 febbraio 2010) Relazione 2009 sul sistema di allerta comunitario sugli alimenti

Nel corso del 2009 le notifiche di rischi diretti o indiretti per la salute pubblica connessi al consumo di alimenti o mangimi sono state 3204, con una diminuzione delle segnalazioni per frutta e snack e un aumento per prodotti della pesca, integratori e dietetici. È quanto riporta la relazione 2009 sul sistema di allerta comunitario sugli alimenti, pubblicata dal ministero della Salute, che contiene le irregolarità raccolte dal sistema rapido di allerta comunitario (Rasff), un network al quale partecipano Commissione europea, Efsa e Stati membri dell'Unione. I più frequenti contaminanti microbiologici sono risultati la Salmonella, la Listeria e le larve di Anisakis. Micotossine, residui di fitofarmaci e metalli pesanti rappresentano i più diffusi contaminanti. Scarica la relazione annuale 2009 (pdf 1,2 Mb) e l'allegato (pdf 165 kb).

 

(4 febbraio 2010) Sistema di allerta comunitario: la relazione Rasff 2009

Nel corso del 2009 sono state 3204 le notifiche di rischi diretti o indiretti per la salute pubblica connessi al consumo di alimenti o mangimi, con una diminuzione delle segnalazioni per frutta e snack e un aumento per i prodotti della pesca, integratori e dietetici. I più frequenti contaminanti microbiologici sono risultati la Salmonella, la Listeria e le larve di Anisakis. Micotossine, residui di fitofarmaci, metalli pesanti e migrazioni di materiali destinate a venire in contatto con gli alimenti i più diffusi contaminanti chimici. È quanto riporta l’edizione 2009 della relazione sul sistema di allerta comunitario sugli alimenti, pubblicata dal ministero della Salute. Il documento riporta le irregolarità raccolte dal sistema rapido di allerta comunitario (Rasff) per la notifica in tempo reale dei rischi diretti o indiretti per la salute pubblica connessi al consumo di alimenti o mangimi. Scarica la relazione annuale (pdf 1,3 Mb).

 

(14 gennaio 2010) Efsa: Linee guida sulla raccolta dati

L’Efsa ha definito le Linee guida sui metodi e sulle procedure per raccogliere i dati sui consumi alimentari degli europei a livello nazionale. Si tratta di un punto importante per l’armonizzazione della raccolta di informazioni sui consumi legati alla dieta degli europei e costituisce un primo passo verso la preparazione dell’indagine paneuropea sul consumo alimentare “What’s on the Menu in Europe” (Eu Menu). L’attuazione della raccolta dati è stata proposta dall’Efsa nel 2012 per un primo gruppo di 5 Stati membri e costituirà un traguardo importante verso una maggiore conoscenza delle abitudini alimentari degli europei, indispensabile per le stime del rischio alimentare. Scarica il documento “General principles for the collection of national food consumption data in the view of a pan-European dietary survey”.