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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Alimentazione e salute

Efsa: nell’Unione europea un allevamento su quattro è positivo alla salmonella

Secondo un’indagine condotta dalla task force dell’Efsa sulle zoonosi sui livelli di salmonella rilevati negli allevamenti di broiler (polli destinati alla produzione di carne), nell’Unione europea nel 2005 e 2006 è stata riscontrata la presenza di salmonella in quasi 1 allevamento su 4 (23,7%).

 

Il tasso di rilevamento di Salmonella negli allevamenti è risultato molto diverso da Stato a Stato, con un intervallo compreso tra lo 0% (Svezia) e il 68,2% (Ungheria) degli allevamenti nazionali [2]. Salmonella enteritidis e Salmonella typhimurium, che sono i due tipi di Salmonella segnalati con più frequenza nei casi umani osservati nell'Unione europea, sono stati individuati nel 40% circa degli allevamenti risultati positivi.

 

Contromisure europee

La Commissione europea fisserà quindi un obiettivo di riduzione valido in tutta l’Unione europea, per questi due tipi di salmonella, per un periodo transitorio di tre anni. La task force raccomanda l’avvio di azioni a livello nazionale e l’introduzione di campagne informative destinate ai consumatori. Grande importanza è data all’attuazione rigorosa della legislazione europea in materia di igiene alimentare nella ristorazione, per aumentare la sicurezza dei consumatori.

 

Dati e sintomi

La carne di pollo ottenuta dai broiler è stata messa in correlazione a numerosi casi di intossicazione alimentare da salmonella in Europa. Secondo i dati nazionali forniti dall’Efsa nella relazione sulle zoonosi 2005, una percentuale compresa tra lo 0% e il 18% di campioni di carne di pollo fresca (cruda) è risultata contaminata da salmonella. Nel 2005, la salmonella è stata la seconda causa di malattia d’origine alimentare in Europa, con 176.395 persone colpite da salmonellosi (circa 38 persone su 100.000). Le infezioni da salmonella si possono manifestare sotto forma di gastroenterite (da lieve a grave) che in alcuni gruppi di popolazione a rischio (i bambini e gli anziani) può addirittura essere mortale. Le persone colpite dall’infezione possono inoltre accusare effetti a lungo termine, come l’artrite reattiva.

 

Prevenzione e riduzione dei rischi

La carne di pollo poco cotta e la contaminazione incrociata con altri alimenti costituiscono un rischio di infezione per i consumatori. Per prevenire o ridurre i rischi è importante, quindi, una buona cottura e l’osservanza di rigorose norme igieniche in cucina. Nel 2006 l’Efsa ha pubblicato anche un’indagine sui livelli di salmonella negli allevamenti di galline ovaiole (galline allevate per la produzione di uova) nell’Unione europea.