Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

salute e ambiente

Archivio 2006

(5 ottobre 2006) Ecco le nuove linee guida Oms sulla qualità dell’aria

È disponibile sul sito dell’Oms l’executive summary delle linee guida aggiornate al 2006 sulla qualità dell’aria. Il documento rappresenta una guida per operatori e decisori per ridurre l’impatto dell’inquinamento atmosferico sulla salute pubblica. Il testo, elaborato su una revisione della letteratura scientifica disponibile, riporta dati e valori per gli inquinanti più comuni. Leggi il comunicato in italiano.

 

(7 settembre 2006) “Enhance health”: un progetto europeo su inceneritori e salute pubblica

Gli effetti degli inquinanti presenti nelle aree limitrofe agli impianti di incenerimento di rifiuti destano preoccupazione, anche perché i risultati di molti studi effettuati sono ancora parziali. Il Comune di Forlì ha avviato un progetto per l’individuazione degli indicatori più idonei per la messa in opera di un sistema di sorveglianza ambientale-sanitaria. Da questa esperienza locale è stata formulata una proposta a livello di Comunità Europea, che ha portato all’approvazione del progetto europeo “Enhance health”. Tra gli obiettivi, creare consenso tra amministrazione e cittadini con interventi di comunicazione sul rischio e valutare lo stato di salute della popolazione esposta a fattori di rischio derivanti dalla presenza sul territorio di inceneritori.
Scarica la presentazione del progetto.

 

(7 settembre 2006) I risultati dell’indagine sanitaria sul polo chimico di Mantova

Il ministero della Salute presenta la relazione conclusiva sullo “Studio delle concentrazioni ematiche di diossine, furani e Pcb in due campioni della popolazione di Mantova”, condotto dopo una serie di segnalazioni relative a sospetti effetti dannosi sulla salute da inquinamento ambientale nell’area del polo chimico di Mantova. Lo studio, coordinato da Alberto Bertazzi della Clinica del lavoro “Luigi Devoto” dell’Università di Milano su incarico della Asl della Provincia di Mantova, sottolinea come nel complesso non vi siano differenze di rilievo nei livelli plasmatici di diossine, furani e Pcb tra residenti vicino al petrolchimico e residenti nel centro di Mantova. Scarica il testo integrale dello studio (pdf 150 kb).

 

(6 luglio 2006) Mi ricordo Seveso

Il 10 luglio 1976 una nube tossica di diossina contaminava l’area di Seveso. Dopo 30 anni, sono ancora pesanti le conseguenze: in aumento neoplasie, diabete e malattie cardiocircolatorie e respiratorie. EpiCentro dedica un nuovo focus al disastro di Seveso, con i dati su mortalità e morbosità provocate dalla diossina. Per il piacere di leggerli, la testimonianza di Luigi Bisanti, che ha lavorato a Seveso negli anni subito successivi all’incidente.

 

(22 giugno 2006) Rischi ambientali: il nuovo rapporto Oms
Un quarto di tutte le malattie nel mondo è legato a fattori di rischio presenti nell’ambiente di vita e in gran parte potrebbero essere evitate. Lo afferma il nuovo rapporto Oms “Prevenire le malattie grazie a un ambiente migliore”, redatto a partire dalla letteratura scientifica e da un centinaio di interviste a esperti internazionali. Il documento è il contributo più completo e sistematico su quanto i fattori di rischio ambientali prevenibili possano contribuire a malattie e incidenti. Leggi il comunicato e scarica la versione completa del rapporto.

 

(15 giugno 2006) L’impatto sanitario del PM10 e dell’ozono in Italia
Sono oltre 8000 ogni anno i decessi stimati nelle maggiori città italiane per gli effetti a lungo termine dell’inquinamento da particolato. I dati dello studio “Impatto sanitario del PM10 e dell’ozono in 13 città italiane”, effettuato dall’Oms Europa per conto dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici (Apat), analizzano 13 città con più di 200 mila abitanti: Torino, Genova, Milano, Trieste, Padova, Venezia-Mestre, Verona, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Catania e Palermo: circa 9 milioni di persone, pari al 16% del totale della popolazione nazionale.
I risultati, in linea con quelli europei, si riferiscono alla mortalità attribuibile alle concentrazioni di PM10 superiori ai 20 μg/m3, limite massimo che la direttiva comunitaria 99/30/EC ha indicato per il 2010 e valore proposto anche dalle linee guida sulla qualità dell’aria dell’Oms.
Tra il 2002 e il 2004, una media di 8220 morti l’anno sono state provocate dagli effetti a lungo termine delle concentrazioni di PM10 superiori ai 20 μg/m3: il 9% della mortalità negli over 30 per tutte le cause (esclusi gli incidenti stradali). Anche per le malattie i numeri sono elevati e includono bronchiti, asma, sintomi respiratori in bambini e adulti, ricoveri ospedalieri per malattie cardiache e respiratorie che determinano perdita di giorni di lavoro.
Lo studio si estende anche all’impatto dell’ozono. Le concentrazioni sono in aumento e si stima che abbia un impatto annuale di 516 morti nelle città italiane, che si aggiungono a quelle dovute al PM.
Leggi l’executive summary e il comunicato stampa. Scarica lo studio integrale (pdf 980 kb).

 

(25 maggio 2006) Parte il piano caldo 2006

Alte temperature al via. Dopo le ondate di calore 2003 e le estati più fresche 2004 e 2005, le autorità sanitarie si preparano ad affrontare l’imminente stagione estiva. In Italia è attivo un sistema di sorveglianza, previsione e allarme per la prevenzione degli effetti delle ondate di calore sulla salute. Il sistema, in funzione fino al 15 settembre, terrà sotto controllo i valori di temperatura, umidità e inquinamento in più di 20 città italiane, da nord a sud. I dati permetteranno di proteggere in particolare le fasce più deboli della popolazione. Leggi il piano per l’estate 2006.

 

(20 aprile 2006) Chernobyl, vent’anni dopo

Tutto il mondo si prepara a ricordare il ventesimo anniversario del disastro di Chernobyl, il più grave incidente nucleare civile mai avvenuto. Le Nazioni Unite hanno pubblicato un rapporto generale (1,66 Mb) sull’impatto del disastro sulla salute, che fornisce linee guida ai Paesi più colpiti impegnati nella ricostruzione. Leggi il comunicato dell’Oms (in italiano, in inglese) sulla giornata mondiale in ricordo dell’incidente e la sintesi dei dati sull’impatto sulla salute (in italiano, in inglese).

 

(20 aprile 2006) Sardegna, le zone più a rischio per la salute

In alcune aree della Sardegna si sta peggio che nel resto dell’Italia: è la conclusione principale del rapporto sullo stato di salute delle popolazioni residenti in aree interessate da poli industriali, minerari e militari della Regione Sardegna, ricerca voluta dall’Assessorato alla sanità della Regione e pubblicata su Epidemiologia & Prevenzione. Le malattie più frequenti, in gran parte causate da inquinamento ed esposizioni professionali, sono quelle respiratorie e dell’apparato digerente e, fra gli uomini, tumori del polmone, del fegato e del sangue. Leggi il comunicato e scarica la locandina.

 

(2 marzo 2006) Oms: le nuove linee guida sulla qualità dell’aria
L’Oms presenta la versione aggiornata delle linee guida sulla qualità dell’aria, realizzata da un gruppo di esperti in epidemiologia, tossicologia, valutazione e gestione della qualità dell’aria, sanità pubblica. Sulla base dei dati più recenti relativi all’impatto sulla salute dell’inquinamento atmosferico, le linee guida sono state aggiornate riguardo agli effetti di polveri sottili, ozono, biossido di azoto e biossido di zolfo. Consulta le nuove linee guida.

 

(26 gennaio 2006) Gli effetti del freddo sulla salute

L'ondata di freddo che sta imperversando in tutta Europa provoca problemi e situazioni critiche, anche sul fronte sanitario. L'ufficio di Statistica del Cnesps presenta il sistema di sorveglianza rapida sulla mortalità, per intercettare anche le possibili conseguenze del clima rigido. EpiCentro propone un focus sul freddo, con un percorso tra le risorse italiane ed estere e, in particolare, la traduzione del piano contro il freddo attuato in Francia, rivolto sia alla popolazione che agli operatori.

 

(5 gennaio 2006) Tsunami: un anno dopo

È passato ormai più di un anno dal maremoto che ha investito le coste del Sud-est asiatico: a che punto è la ricostruzione? E qual è la situazione sanitaria nei Paesi colpiti? L’Organizzazione mondiale della sanità fa il punto della situazione (tradotto dalla redazione di EpiCentro) e presenta il testo “Oltre lo tsunami”, che ripercorre la storia del disastro, dall’emergenza dello scorso anno alla ricostruzione e alle nuove sfide di questi giorni.