Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

salute e ambiente

Archivio 2009

(3 dicembre 2009) I gas serra in Italia: l’inventario Ispra 1990-2007

In Italia, dal 1990 al 2007, le emissioni totali dei sei gas serra, espresse in termini di CO2 equivalente, sono aumentate del 7,1% e sono passate da 516 a 553 milioni di tonnellate. Sul totale delle emissioni, l’anidride carbonica rappresenta l’86%, il metano il 6,9% e l’azoto il 5,8%. È quanto emerge dai dati pubblicati dall’Ispra nell’Inventario dei gas serra in Italia 1990-2007. Il documento mette in evidenza che il nostro Paese è ancora lontano dagli obiettivi del Protocollo di Kyoto, secondo cui entro il 2012 le emissioni di gas serra dovrebbero essere ridotte del 6,5%. Il settore economico che più contribuisce alla produzione di questi gas è quello energetico (83%). I settori maggiormente responsabili della crescita di emissioni di CO2 sono quello dei trasporti (+25,6%) e quello delle industrie energetiche (+17,7%). Nello stesso arco di tempo, invece, risultano in diminuzione le emissioni di metano (-8,4%) e di ossido di azoto (-14,9%). Scarica il rapporto "Italian Greenhouse Gas Inventory 1990-2007".

 

(29 ottobre 2009) Munizioni da caccia: rischi ambientali e per la salute pubblica

La carne di selvaggina abbattuta durante l’attività venatoria risulta spesso contaminata da frammenti di piombo. Il consumo di questa carne comporta l’assunzione di piombo in forma biodisponibile. A essere più esposte sono alcune popolazioni di uccelli necrofagi, ma sono noti anche molti casi di avvelenamento di altre specie di uccelli che normalmente catturano prede vive. Non solo: altri studi mostrano come anche l’uomo sia esposto al rischio di assumere piombo, consumando carne di selvaggina abbattuta. Per un approfondimento di questi temi, consulta gli atti della conferenza “Ingestion of Lead from Spent Ammunition: Implications for Wildlife and Humans” (12-15 maggio 2008, Boise - Idaho, Usa).

 

(15 ottobre 2009) Rumore notturno: le linee guida dell’Oms Europa

Il rumore notturno è una minaccia per la salute e va regolamentato. Per proteggere la salute dei cittadini dall’inquinamento acustico notturno, l’Oms Europa ha pubblicato delle Linee guida. Gli esperti hanno fissato a 40 dB il limite accettabile dell’esposizione acustica durante le ore notturne: si tratta del rumore corrispondente ai suoni registrabili in una strada tranquilla di un’area residenziale. Leggi l’approfondimento.

 

(3 settembre 2009) Linee guida Oms sulla qualità dell’aria negli ambienti chiusi

Chi vive in ambienti chiusi umidi ha il 75% in più di possibilità di sviluppare malattie respiratorie e si calcola che circa il 13% dei casi di asma nei bambini dei Paesi industrializzati sia determinato da un eccesso di umidità all’interno degli edifici. L’umidità è la principale responsabile dei problemi di salute legati a una cattiva qualità dell’aria indoor perché determina la proliferazione di microrganismi come muffe e batteri che rilasciano tossine nell’aria. Per prevenire questi problemi l’Oms ha pubblicato un rapporto sulla qualità dell’aria negli ambienti chiusi che offre una descrizione generale del problema e fornisce alcune linee guida per garantire la salubrità dell’aria indoor. Leggi l’approfondimento.

 

(16 luglio 2009) Clima e salute: il rapporto Oms sulle priorità di ricerca globale

I cambiamenti climatici rappresentano una delle maggiori sfide del prossimo secolo e il loro impatto sulla salute è una priorità di salute pubblica. Sul tema, l’Oms ha organizzato una consultazione globale di 70 esperti che ha portato alla stesura di una serie di raccomandazioni per la gestione del rischio, la ricerca nei settori prioritari e il supporto a ulteriori studi sulla materia. Leggi l’approfondimento a cura della redazione di EpiCentro.

 

(21 maggio 2009) Uranio impoverito: i risultati del convegno Iss di dicembre 2008

Dal punto di vista epidemiologico, nel Regno Unito non si evidenzia un eccesso di tumori o leucemie nelle coorti degli esposti a contaminazioni ambientali da uranio impoverito, di cui comunque non esiste una stima attendibile dell'inalazione o dell'ingestione. Diverso è il discorso per i veterani americani che, colpiti da "fuoco amico", hanno frammenti di munizioni all'interno del corpo e mostrano segni di intossicazione (chimica, più che radiologica). Nell'ambito degli studi in vitro, un interessante filone di ricerca è quello appunto che studia il legame tra l'azione chimica e radiologica nella cancerogenicità dell'uranio. Il monitoraggio svolto in Bosnia-Erzegovina e in Serbia ha confermato che in questi territori non vi è contaminazione ambientale diffusa anche se, nei dintorni dei siti più colpiti, esistono "punti caldi" dove si è accumulato il dilavamento di frammenti di uranio impoverito o è stato disperso particolato a seguito dell’impatto dei penetratori all'uranio impoverito con un corpo rigido. L'indagine nel sud dell'Iraq, infine, ha dimostrato che le esposizioni più elevate sono causate dall'inalazione di polveri sospese da parte di bambini che giocano o adulti che lavorano all'interno di veicoli militari colpiti. Sono le principali conclusioni emerse al convegno internazionale "Uranio impoverito: aggiornamenti sullo stato della ricerca - Depleted uranium research: an update", che si è tenuto il 17 dicembre 2008 all’Iss.

 

(16 aprile 2009) Sicurezza dei fitosanitari: il database dei pesticidi approvati

Nel 2008 l’Efsa ha terminato il lavoro di revisione della sicurezza delle sostanze attive attualmente impiegate nei pesticidi, consentendo alla Commissione europea di concludere il processo di revisione di tutte le sostanze commercializzate prima del 1993 e di mettere a punto un database delle sostanze attive che possono essere incluse nei prodotti fitosanitari in tutta l’Unione europea. Leggi l’approfondimento.

 

(16 aprile 2009) La salute nelle aree industriali della Sicilia a rischio ambientale

Realizzato all’interno del progetto Agire Por, cofinanziato dalla Commissione europea, e riferito alle aree di Augusta-Priolo (Provincia di Siracusa), Gela (Provincia di Caltanissetta) e Milazzo (Provincia di Messina), è disponibile il rapporto “Stato di salute nelle aree a rischio ambientale della Sicilia”. I dati sulla mortalità sono aggiornati al 2002, quelli sui ricoveri ospedalieri al 2006. Il documento pone l’accento sull’importanza della sorveglianza epidemiologica in queste aree, per la valutazione e la tutela della salute pubblica.

 

(26 marzo 2009) Cambiamenti climatici e salute: a Copenhagen un meeting dell’Oms

I cambiamenti climatici sono una questione che i decisori dovrebbero tenere in considerazione mentre valutano le priorità di azione e investimento per limitare l’impatto globale su ambiente e salute. Questo è il messaggio chiave che gli esperti dell’Oms hanno sottolineato alla conferenza “Climate Change Global Risks, Challenges and Decisions” che si è svolta a Copenhagen dal 10 al 12 marzo 2009. Leggi l’approfondimento.

 

(12 febbraio 2009) Meeting su salute infantile e inquinamento indoor

Il 28-29 gennaio 2009 si è svolto a Lussemburgo un meeting sulla qualità degli ambienti indoor. L’obiettivo: individuare azioni e politiche opportune per proteggere la salute dei bambini. Al contrario di quello che si pensa la casa non è un ambiente sicuro e si calcola che in Europa circa 10 mila bambini da 0 a 4 anni muoiono per l’uso domestico di combustibili solidi (legno, spazzatura). Nelle regioni più povere il rischio è 40 volte più alto rispetto a quelle più ricche. L’aria pulita dentro casa è fondamentale (soprattutto per i gruppi più a rischio come i bambini e gli anziani) ed è responsabile di una buona parte dei problemi respiratori o allergici di queste categorie di persone. Leggi l’approfondimento.

 

(29 gennaio 2009) Meeting su trasporti, salute e ambiente

Negli ultimi decenni, in Europa, il settore dei trasporti si è sviluppato notevolmente, portando con sé una serie di opportunità ma anche di problemi: inquinamento, traffico e disincentivo dell’attività fisica. Importanti le conseguenze sulla salute dei cittadini e sulla qualità dell’ambiente. Dal meeting organizzato da Oms Europa, Unece e ministero dei Trasporti olandese arrivano nuove proposte per rilanciare l’economia e tutelare salute pubblica e ambiente, attraverso lo sviluppo di trasporti sostenibili. Leggi l’approfondimento.