Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

salute e ambiente

Archivio 2016

10/11/2016 - Inquinamento atmosferico e rischi per la salute

L’ultimo rapporto dell’Oms “Ambient Air Pollution: a global assessment of exposure and burden of disease”, pubblicato a settembre 2016, sottolinea ancora una volta la rilevanza dell’inquinamento atmosferico (outdoor e indoor) quale principale fattore di rischio ambientale per la salute della popolazione mondiale. Il documento descrive, attraverso l’utilizzo di database aggiornati relativi alle concentrazioni annuali di particolato PM10 e PM2,5, come l’inquinamento dell’aria outdoor e indoor interessi tutte le aree del pianeta e abbia un impatto sulla salute delle popolazioni senza alcuna distinzione tra gruppi di età, genere e condizione socioeconomica. Leggi l’approfondimento a cura di Maria Eleonora Soggiu e Gaetano Settimo (reparto Igiene dell’aria, dipartimento Ambiente e connessa prevenzione primaria - Iss).

 

8/9/2016 - Epidemiologia ambientale tra nuovi e vecchi rischi

Oltre 1500 partecipanti, provenienti da 55 Paesi, hanno preso parte alla 28ma edizione della conferenza della Società internazionale di epidemiologia ambientale (Isee), tenutasi a Roma dall’1 al 3 settembre 2016. Tre giorni in cui i sono stati presentati e discussi i risultati delle ultime ricerche sull’inquinamento ambientale e i suoi effetti sulla salute. La conferenza, strutturata in sessioni plenarie e parallele, poster ed eventi collaterali, ha visto l’alternarsi di presentazioni dedicate alla discussione di nuovi dati e nuove tecniche, con analisi di alcuni aspetti specifici dell’epidemiologia ambientale. Tra i temi discussi: le differenze di genere rispetto alle esposizioni ambientali; le conseguenze sanitarie del cambiamento climatico in corso (dalle ondate di calore al riemergere delle malattie infettive); gli effetti dei diversi inquinanti sull’assetto genetico ed epigenetico delle persone esposte; i limiti, le responsabilità pubbliche e i possibili conflitti d’interesse della ricerca in epidemiologia ambientale; l’influenza del verde pubblico e della mobilità sostenibile sulle condizioni di vita nelle nostre città. Per saperne di più leggi l’approfondimento.

 

14/7/2016 - Cambiamenti climatici e salute: l’impegno prosegue

Oltre 300 invitati hanno partecipato alla Second Global Conference Health and Climate (Parigi, 7-8 luglio 2016) durante la quale sono state proposte alcune azioni chiave di implementazione degli accordi presi durante la conferenza Cop21 di Parigi. Leggi i principali punti discussi durante la conferenza.

 

7/7/2016 - Le fact sheet Oms sui cambiamenti climatici

I cambiamenti climatici interessano i determinanti sociali e ambientali di salute e l’Oms stima che tra il 2030 e il 2050 saranno responsabili di circa 250 mila decessi annui. Le nuove fact sheet Oms fanno il punto sull’argomento, le popolazioni a rischio e il work plan dell’Oms su cambiamenti climatici e salute.

 

7/7/2016 - Le fact sheet Oms sull’arsenico

L’arsenico è un metallo naturalmente presente, in alte concentrazioni, nelle falde acquifere di un numero di Paesi. L’utilizzo di acqua contaminata può rappresentare una minaccia per la salute pubblica e l’esposizione cronica causata dall’ingestione attraverso acqua o alimenti contaminati, può causare l’insorgenza di tumori e lesioni della pelle, effetti sullo sviluppo, malattie cardiovascolari, neurotossicità e diabete. Per maggiori informazioni consulta le fact sheet Oms sull’argomento.

 

30/6/2016 - Le fact sheet Oms sul radon

Si stima che il radon sia la seconda causa responsabile dell’insorgenza del tumore al polmone, dopo il fumo di sigaretta. Per questo motivo l’Oms ha aggiornato la pagina dedicata alle informazioni generali su questa sostanza, ai suoi effetti sulla salute, alla sua presenza negli ambienti di vita e all’impegno per prevenirne l’esposizione.

 

(19 maggio 2016) Qualità dell’aria: l’Oms aggiorna il database

Oltre l’80% delle persone che vivono in aree urbane in cui viene monitorato l’inquinamento atmosferico sono esposte a livelli di qualità dell’aria che eccedono i limiti fissati dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). In particolare, il 98% delle città con oltre 100 mila abitanti che si trovano in Paesi a basso-medio reddito non soddisfano le linee guida sulla qualità dell’aria. Sono alcuni dei dati presenti nell’aggiornamento del WHO Global Urban Ambient Air Pollution Database che ora copre 3000 città in 103 Paesi. Per approfondire consulta il WHO Global Urban Ambient Air Pollution Database e il comunicato stampa.

 

(12 maggio 2016) La salute delle popolazioni colpite da catastrofi

Dotare l’Italia di un sistema di sorveglianza sulla salute delle popolazioni colpite da catastrofi (naturali e non) al fine di fornire un supporto concreto nella gestione delle emergenze: questo l’appello emerso da organizzatori e partecipanti al Congresso Aie (Associazione italiana di epidemiologia) che si è tenuto all’Aquila il 15 e il 16 aprile 2016. L’appello propone un sistema a rete, che vede l’Istituto superiore di sanità (Iss) nel ruolo di regia e l’Abruzzo come Regione ospitante un Osservatorio sulla salute delle popolazioni esposte a disastri. In Italia, infatti, un sistema di questo tipo non esiste, e gli esempi discussi e riportati nel numero monografico di Epidemiologia & Prevenzione di marzo-aprile 2016 evidenziano come la risposta ai danni e ai rischi per la salute prodotti dal disastro debba essere pianificata e organizzata molto prima dell’emergenza (preparedness). Per approfondire consulta: l’appello “L’Italia deve dotarsi di un sistema di sorveglianza della salute delle popolazioni colpite da catastrofi” (pdf 829 kb) dell’Associazione italiana di epidemiologia e il numero monografico di Epidemiologia & PrevenzioneL’Aquila: sorveglianza e ricerca dopo il terremoto 2009” (marzo-aprile 2016).

 

(17 marzo 2016) Prevenire le malattie attraverso ambienti di vita sani: un nuovo report Oms

Circa 12,6 milioni di persone sono morte nel 2012 per cause correlate al vivere in ambienti non sani – quasi 1 su 4 dei decessi globali. I fattori di rischio ambientale (come l’inquinamento di aria, acqua, esposizione chimica, cambiamenti climatici e radiazioni ultraviolette) concorrono a oltre 100 malattie e infortuni. Lo riferisce la seconda edizione del report “Preventing disease through healthy environments: a global assessment of the burden of disease from environmental risks”, pubblicato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) a marzo 2016. Il documento enfatizza le misure costo-efficaci che i Paesi possono intraprendere per ribaltare il trend di crescita delle patologie e dei decessi correlati all’inquinamento ambientale. Per maggiori informazioni consulta il documento completo “Preventing disease through healthy environments: a global assessment of the burden of disease from environmental risks” e il comunicato stampa sul sito dell’Oms.

 


 

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