Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

salute e ambiente

V Conferenza Nazionale Agenzie Ambientali
Ambiente territorio e salute: i controlli per la prevenzione

Programma del Convegno
Intervista
Sintesi
Relazione (parte1; parte2)
Slides

 

A colloquio Paolo Lauriola, responsabile dell’Arpa Emilia Romagna, fra gli organizzatori della conferenza

 

Qual’è, nel nostro paese, lo stato dell’arte sul fronte della collaborazione fra operatori ambientali e sanitari per valutazioni epidemiologiche dell’impatto delle condizioni ambientali sulla salute?

“Nelle diverse realtà regionali si osserva una situazione molto variabile. Ci sono regioni che si sono già attivate in questo senso, fra cui Toscana, Marche e Veneto, che dallo scorso anno hanno attivato protocolli di intesa fra Arpa e Agenzia regionale alla sanità, in cui si ribadisce l’intenzione di collaborare. In Piemonte invece, per ragioni storiche, già da tempo presso l’Arpa è aperta una sezione di epidemiologia ambientale. In Emilia Romagna è attivo un protocollo d’intesa fra Arpa e Regione, che comporta una adesione da parte di Asl, di assessorati e delle province. Inoltre si può segnalare il caso della provincia di Bolzano e del Friuli che si stanno attivando proprio in questo periodo con l’istituzione di un servizio di epidemiologia ambientale presso le Arpa.

In generale, dunque, da un po’ di tempo sta crescendo l’esigenza di un lavoro di équipe fra persone con competenze diverse, fra chi affronta temi di salute e di ambiente. E l’attivazione di tali sinergie è a tutto vantaggio del cittadino, dal momento che proprio da queste collaborazioni potrebbero emergere risultati importanti e di sicuro impatto nella messa a punto di una strategia di prevenzione per la salute di tutti.

 

Cosa si aspetta, dunque in termini di risultati operativi da questa conferenza?

Fino all’aprile 2000, quando c’è stata la IV conferenza nazionale agenzie ambientali, nelle Arpa non si parlava di salute in termini epidemiologici. Ora si può dire che le acque si stanno muovendo, specie dopo la nascita ufficiale, avvenuta lo scorso gennaio, del Gea, il gruppo di lavoro per il coordinamento delle attività di epidemiologia ambientale, presso la sede dell’Arpa Marche. E anche il titolo scelto per questa V conferenza, ossia “Ambiente territorio e salute: i controlli per la prevenzione”, è significativo di una nuova esigenza di lavorare in questo senso.

A livello operativo mi auguro che fra le diverse realtà regionali si diffondano e si consolidino sinergie fra operatori ambientali e sanitari e che il tutto possa presto portare al lancio effettivo di programmi di ricerca in un certo senso “trasversali”, che riuniscano competenze ambientali e sanitarie. Fra questi progetti per esempio si possono citare quelli che riguardano la qualità dell’aria o il problema dei pollini legato all’insorgenza di episodi asmatici.

 

E per il futuro?
Ritengo importante sottolineare che se fino ad ora le discussioni si sono focalizzate sull’epidemiologia come strumento in grado di fotografare ed interpretare la situazione attuale, bisogna andare oltre, guardare al futuro in cui queste ricerche verranno utilizzate in termini di previsione e quindi di prevenzione. I dati epidemiologici devono infatti diventare uno strumento di pianificazione del territorio. Vorrei cioè che si arrivasse a quella che, con un neologismo non so quanto efficace, potrebbe essere definita una vera “epidemiologia sul territorio”.