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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

salute e ambiente

Ecco il rapporto Apat 2006 sulla qualità di 24 città italiane

Circa il 75% della popolazione europea vive in aree urbane e si stima che questa quota entro il 2020 raggiungerà l’80%. Un aumento che può provocare un progressivo deterioramento dell’ambiente di vita e una crescente pressione sugli ecosistemi. È quindi necessario un monitoraggio continuo in tema di energia, mobilità, qualità dell’aria, rifiuti, acqua, suolo, natura e territorio al fine di programmare interventi, e di sensibilizzare e coinvolgere i cittadini. Il terzo rapporto Apat sulla qualità dell’ambiente urbano fa riferimento alle città capoluogo di provincia con popolazione superiore a 150 mila abitanti.

 

Qualità dell’aria ed emissioni

Per le concentrazioni di PM10, ozono e biossido di azoto nel periodo 1993-2005 non si è riscontrata alcuna tendenza alla diminuzione. Il trasporto su strada costituisce la principale sorgente di emissioni di PM10 per più della metà delle città considerate. Il contributo del settore industriale è consistente in particolar modo per i Comuni in cui sono localizzati grandi poli industriali: Taranto (93%), Venezia (75%) e Genova (49%). Più confortante la situazione relativa alle concentrazioni di monossido di carbonio, benzene, piombo e biossido di zolfo che risultano invece ormai abbastanza sotto controllo. In particolare, per il 2005 risulta la totale assenza di superamenti del valore limite per il monossido di carbonio, piombo e biossido di zolfo. Per il benzene sono stati invece registrati superamenti del valore limite nel 25% delle aree urbane analizzate.

 

Trasporti

Il parco autovetture continua a crescere nelle 24 città analizzate. In particolare, in molte città del Centro-Sud si registra una crescita rispetto al 1996 superiore al 20%. Il numero di autovetture pro-capite rimane tra i più alti d'Europa anche a livello dei singoli Comuni. Quasi tutte le città superano infatti la quota di 500 autovetture ogni 1000 abitanti. Nel resto dell’Europa, invece, solo 6 città su più di 160 superano la soglia di 500 autovetture per 1000 abitanti. Anche il parco motocicli (cilindrata superiore a 50 cc) risulta in crescita in tutte le aree urbane considerate.

 

Luci e ombre per quanto riguarda il trasporto pubblico locale. La quota di mezzi di superficie alimentata a gasolio rimane dominante, anche se quasi dappertutto sono sempre più diffuse le vetture meno inquinanti. I mezzi di trasporto a trazione elettrica sono diffusi soprattutto a Milano (circa il 40% della flotta di superficie), Torino (21%), Bologna (17%), Napoli (14%) e Roma (10%). I filobus, tuttavia, sono diffusi anche in città medio piccole (a Modena con il 15% della flotta, Parma 16% e Cagliari 18%). Le linee metropolitane sono presenti solo in un ristretto numero di città: l'estensione complessiva della rete italiana è infatti di 168 km. Per ciò che riguarda la situazione delle piste ciclabili, emerge una dotazione infrastrutturale largamente insufficiente (mediamente 8077 abitanti per ogni km di pista ciclabile: dai 1633 abitanti per km di Brescia ai 16.460 abitanti per km di Livorno). La città dove è più diffuso l'uso della bicicletta negli spostamenti quotidiani è Parma (tra il 21 e 25% degli spostamenti complessivi), seguita da Padova (tra l’11 e il 15%). Roma, la più grande città italiana, si trova sotto il 5%.

 

Verde urbano

Dal 1999 al 2003 il verde comunale è aumentato nel 75% delle città, mediamente dell’1,4% (con un massimo di 6,6% a Palermo). I dati del 2003 mostrano un valore medio del verde rispetto alla superficie comunale pari a 4,9%. Trattandosi del solo verde di gestione comunale, i valori riportati rappresentano una sottostima di tutto il verde presente nelle città. La disponibilità pro capite di verde urbano mostra un aumento pari all’88% delle città, con un aumento medio di 4,5 mq per abitante dal 1999 al 2003.

 

Acque

A livello nazionale, la copertura del servizio di acquedotto appare accettabile ovunque. In nessun caso risulta inferiore (in termini di abitanti serviti/abitanti residenti) al 92%, con un valore medio pari al 96%. I servizi di fognatura e depurazione mostrano un grado di copertura rispettivamente dell’84% e del 74,8%.

 

Rifiuti

I valori più elevati di produzione di pro capite nel 2004 si riscontrano a Prato, Catania e nelle città a più vocazione turistica. Alcune città (Verona, Genova e Milano) fanno registrare valori di produzione di rifiuti urbani pro capite particolarmente bassi (in linea con la media nazionale, pari a 553 kg abitante anno). Raccolta differenziata: i dati evidenziano, nel triennio 2002-2004, una forte crescita della raccolta differenziata per Taranto (+116%), Catania (+113%), Roma (+96%) e Palermo (+36%).

 

Consulta sul sito dell’Apat il rapporto “Qualità dell’ambiente urbano”.