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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

salute e ambiente

La salute delle città italiane: luci e ombre nel rapporto Apat 2007

È giunto alla quarta edizione il rapporto Apat sulla qualità dell’ambiente urbano che fa riferimento alle 24 città italiane con più di 150 mila abitanti. Il rapporto, oltre a fotografare lo stato dell’arte per quanto riguarda il parco veicolare, i trasporti, il verde urbano, le emissioni in atmosfera, la qualità dell’aria, i rifiuti, i consumi di acqua energia e gas per uso domestico, presenta uno specifico focus dedicato alla natura in città e alla biodiversità animale. Segnalate alcune “Buone pratiche dalle città”, esperienze virtuose avviate a livello locale, come il censimento dello stato di salute degli alberi a Genova e l’integrazione della Rete ecologica nel piano regolatore del Comune di Roma.

 

Verde pubblico

A eccezione di Messina, tutte le città italiane sopra i 150 mila abitanti sono sempre più verdi. A Napoli aumentano parchi e giardini pubblici per i cittadini e gli animali, che rosicchiano metri quadri all’asfalto e al cemento. Il capoluogo campano ha visto una crescita del 19,5% tra il 2000 e il 2006, seguito da Cagliari con l’8% e Torino col 5,6%. Al 2006, la percentuale di verde pubblico a Cagliari è il 53% della superficie cittadina, mentre a Verona il 45,6% e a Palermo il 33,9%. Valori molto bassi invece a Taranto, Foggia, Messina, Bari e Reggio Calabria. Verona è la città più verde in assoluto, con 363 metri quadri a persona, seguita da Cagliari con 282.

 

Trasporti

Il numero dei veicoli in Italia continua a crescere, anche se in modo non omogeneo. Questo dato negativo è accompagnato, però, dalla buona notizia dell’aumento delle auto a basse emissioni. Roma è la città con più macchine in assoluto, con 699 veicoli ogni mille abitanti, anche se nel 2006 la capitale ha registrato un calo del 4,5%. Dal 2000 al 2006, Milano registra un calo del 9%, mentre in molte città del sud cresce il numero di auto, in linea col trend nazionale: Taranto aumenta del 10,8% mentre Napoli fa eccezione, con una diminuzione del 6%. Al nord il record spetta a Modena, con 651 vetture mentre al sud il valore maggiore è quello di Catania (680). Le auto ecologiche Euro 4 superano il 10% in tutte le città, con il valore più alto a Roma (24,6%), dove in sei anni sono aumentate del 129%. Sempre di più anche le auto a gasolio, con percentuali sopra il 30% a Torino, Parma, Roma, Foggia, Bari e Taranto, come quelle di grossa cilindrata, che a Milano sono ormai l’11% del totale e a Brescia il 10,5%.

 

Inquinamento da PM10

Le emissioni totali di PM10 diminuiscono in tutte le città rispetto al 2000, dal -4% di Taranto al -67% di Brescia. Il settore trasporti su strada ha fatto registrare decrementi significativi: dal 29% di Prato all’82% di Brescia. Ma i dati sulle emissioni di PM10 dimostrano che il trasporto su strada è il principale fattore di inquinamento in 19 delle 24 città considerate. In 11 città il suo apporto supera il 50% del totale e a Roma, Torino e Messina è superiore al 60%. Per quanto riguarda gli ossidi di azoto, in 18 città oltre la metà delle emissioni sono dovute al traffico, con eccezioni a Venezia e Taranto, dove è l’industria a fare la parte del leone. Stesso discorso per monossido di carbonio e benzene, mentre gli ossidi di zolfo arrivano soprattutto dall’industria, anche se a Napoli (63%), Cagliari e Palermo (entrambe 77%), la gran parte delle emissioni arriva dai porti.

 

Rifiuti

Nelle grandi città, tra 2002 e 2006 la produzione di rifiuti è cresciuta del 5,1%. Un dato comunque molto inferiore rispetto al resto del Paese, che ha avuto nello stesso periodo un incremento nazionale dell’8,9%. La spiegazione, secondo l’Apat, starebbe nella diminuzione della popolazione complessiva delle città metropolitane, visto che nel 2006 i cittadini in questione hanno prodotto a testa 622 chili di immondizia per abitante, 72 in più rispetto alla media nazionale. Per quanto riguarda la raccolta differenziata, la città più virtuosa era nel 2006 Padova, con il 39% di immondizie riciclate, mentre sotto il 10% restavano le principali città del Sud, come Napoli, Messina, Cagliari e Catania.

 

Energia e acqua

In 6 anni i consumi di gas per uso domestico e riscaldamento sono cresciuti (+6,7% nel 2006 rispetto al 2000) ma tra il 2005 e il 2006 c’è stata una diminuzione pro-capite del 4,8%. In diminuzione i consumi di acqua per uso domestico nelle città, sceso dai 75,3 metri cubi del 2000 ai 69,4 del 2006. Le città che hanno consumato di più sono Torino, Brescia, e Roma; tra quelle che hanno consumato di meno, invece, Livorno, Foggia e Prato.

 

Mare e coste

Promossa dal rapporto Apat la stragrande maggioranza delle zone costiere. Mare pulito per il 91,3% delle acque costiere risultate idonee alla balneazione. Dagli esami effettuati tra 2006 e 2007 in 63 punti della costa intorno alle aree urbane, la situazione appare critica a Roma e a Manfredonia (Foggia), mentre il mare è di qualità media a Genova, Livorno, Napoli e Bari. Alto o medio alto, invece, il livello riscontrato a Trieste, Venezia, Cagliari, Taranto, Reggio Calabria, Palermo, Messina e Catania.

 

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