Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

salute e ambiente

Documentazione

In Europa

 

Sesta conferenza ministeriale su ambiente e salute

A Ostrava (Repubblica Ceca), dal 13 al 15 giugno 2017 si è svolta la sesta conferenza ministeriale su ambiente e salute. Per maggiori informazioni scarica la dichiarazione (pdf 1,6 Mb) e gli annessi uno (pdf 663 kb) e due (pdf 367 kb).

 

Epidemiologia ambientale tra nuovi e vecchi rischi

Oltre 1500 partecipanti, provenienti da 55 Paesi, hanno preso parte alla 28ma edizione della conferenza della Società internazionale di epidemiologia ambientale (Isee), tenutasi a Roma dall’1 al 3 settembre 2016. Tre giorni in cui i sono stati presentati e discussi i risultati delle ultime ricerche sull’inquinamento ambientale e i suoi effetti sulla salute. La conferenza, strutturata in sessioni plenarie e parallele, poster ed eventi collaterali, ha visto l’alternarsi di presentazioni dedicate alla discussione di nuovi dati e nuove tecniche, con analisi di alcuni aspetti specifici dell’epidemiologia ambientale. Tra i temi discussi: le differenze di genere rispetto alle esposizioni ambientali; le conseguenze sanitarie del cambiamento climatico in corso (dalle ondate di calore al riemergere delle malattie infettive); gli effetti dei diversi inquinanti sull’assetto genetico ed epigenetico delle persone esposte; i limiti, le responsabilità pubbliche e i possibili conflitti d’interesse della ricerca in epidemiologia ambientale; l’influenza del verde pubblico e della mobilità sostenibile sulle condizioni di vita nelle nostre città. Per saperne di più leggi l’approfondimento.

 

Air quality in Europe – 2015 report

Questo rapporto della European Environment Agency, pubblicato a novembre 2015, presenta gli ultimi dati disponibili (aggiornati al 2013), sull’inquinamento dell’aria in Europa il suo impatto sulla salute. Per approfondire leggi il commento di Francesco Forastiere (dipartimento di Epidemiologia del Servizio sanitario del Lazio).

 

Guidance on the assessment of exposure of operators, workers, residents and bystanders in risk assessment for plant protection products

Linee guida pubblicate dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) a ottobre 2014. Sono pensate per aiutare i valutatori del rischio, e i produttori che presentano richieste di autorizzazione per pesticidi, a calcolare il rischio di esposizione per quattro categorie a rischio (astanti, lavoratori, operatori e residenti) nella aree in cui vengono utilizzate queste sostanze chimiche. Il documento valuta l'esposizione ai pesticidi per via non alimentare, soprattutto per inalazione o assorbimento cutaneo, ma anche per potenziale ingestione mediante trasmissione mano-bocca e fa riferimento ai modelli di valutazione dell’esposizione già disponibili e a circa 20 banche dati.

 

European bathing water quality in 2013 (pdf 1,8 Mb)

Rapporto europeo sulle acque di balneazione pubblicato a maggio 2014 dalla Commissione europea. Per maggiori informazioni scarica anche il documento in italiano (pdf 701 kb) e visita il portale delle acque di balneazione del ministero della Salute.

 

Long term exposure to ambient air pollution and incidence of acute coronary events: prospective cohort study and meta-analysis in 11 European cohorts from the Escape Project

Pubblicato sul British Medical Journal (Bmj 21 gennaio 2014), questo studio ha rilevato che l’esposizione cronica al particolato atmosferico è correlabile all’incidenza di eventi coronarici, una relazione che si manifesta anche per esposizione a livelli inferiori rispetto ai limiti fissati dall’Unione europea.

 

Inquinamento atmosferico e soglie di rischio tumorale: una riflessione a più voci

In Italia, nel 2013, le nuove diagnosi di tumore al polmone hanno superato i 38.400 casi. Una riflessione a più voci su inquinamento atmosferico e rischio tumorale, alla luce di nuovi studi e dell’inclusione Iarc dell’air pollution tra i cancerogeni di gruppo 1. Leggi gli approfondimenti tematici: “Qualità dell’aria e salute: correva l’anno 2013”, a cura di Francesco Forastiere - Dipartimento di Epidemiologia del Servizio sanitario regionale, Regione Lazio, “Impatto dell’inquinamento sulla salute della popolazione europea: il progetto Escape”, “La gestione della qualità dell’aria: una riflessione necessaria”, a cura di Giovanni Marsili”, direttore Reparto Igiene dell’aria, Istituto superiore di sanità. Leggi anche: l’articolo “Air pollution and lung cancer incidence in 17 European cohorts: prospective analyses from the European Study of Cohorts for Air Pollution Effects (Escape)“ (pdf 1 Mb) pubblicato su The Lancet Oncology a luglio 2013; l’articolo “Effects of long-term exposure to air pollution on natural-cause mortality: an analysis of 22 European cohorts within the multicentre Escape project” (pdf 1 Mb) pubblicato su The Lancet a dicembre 2013; la press release dell'International Agency for Research on Cancer (Iarc) in cui si afferma che l’inquinamento outdoor è tra i cancerogeni (pdf 779 kb) per gli esseri umani (gruppo 1).

 

Health and environment: communicating the risks (pdf 926 kb)

Documento dell'Oms Europa, pubblicato a novembre 2013. Contiene i materiali presentati e le discussioni affrontate durante un workshop workshop “Environmental determinants: identification, management and communication of health risks” sulla comunicazione del rischio ambientale che si è svolto a Trento nella primavera 2013. Per maggiori informazioni visita il sito dell'Oms Europa.

 

Climate change and health: a tool to estimate health and adaptation costs (pdf 8,5 Mb)

Documento dell’Ufficio europeo dell’Oms realizzato a giugno 2013 e pensato per supportare i Paesi della Regione nella gestione degli interventi da adottare per fronteggiare efficacemente i cambiamenti climatici.

 

Climate changes, impacts and vulnerability in Europe 2012

Rapporto, pubblicato dalla European environment agency a novembre 2012, che delinea l’influenza dei cambiamenti climatici in Europa a livello di ambiente e salute della popolazione.

 

Assessing the potential impacts of climate change on food- and waterborne diseases in Europe (pdf 1,5 Mb)

Rapporto Ecdc, pubblicato nel mese di aprile 2012, sulla relazione tra cambiamenti climatici e variazione della patogenicità di Campylobacter, Cryptosporidium, Listeria, Norovirus, Salmonella e Vibrio non colerico.

 

Environmental health inequalities in Europe. Assessment report (pdf 4,3 Mb)

Report sulle disuguaglianze ambientali di salute pubblicato a febbraio 2012 dall’European Centre for Environment and Health (Eceh) dell’Oms Europa. Dalla pubblicazione emerge che le disuguaglianze socioeconomiche e demografiche nell’esposizione ai rischi ambientali sono presenti in tutti i Paesi anche se variano da zona a zona. La pubblicazione Oms passa in rassegna disuguaglianze correlate all’ambiente di vita, agli incidenti e all’ambiente, identifica lacune nelle evidenze che devono essere ancora colmate e suggerisce azioni prioritarie da intraprendere a livello nazionale e sub-regionale. Leggi la riflessione di Stefania Salmaso (direttore del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute – Iss).

 

Oms Europa: qualità abitativa, insorgenza di patologie e decessi

Misure di sicurezza inadeguate, come l’assenza di rilevatori del fumo, l’uso di combustibili solidi come fonte di energia e la scarsa ventilazione degli ambienti domestici, sono alcuni dei fattori responsabili di oltre 100 mila decessi annuali registrati nella Regione europea dell’Oms. I dati, presenti nel report “Environmental burden of disease associated with inadequate housing” (pdf 2,8 Mb), si concentrano sulla connessione tra qualità dell’ambiente domestico, decessi e DALYs (disability-adjusted life-years), mostrando come siano causati da fattori eterogenei come per esempio la presenza di muffa nelle abitazioni (responsabile della perdita di 40 DALYs ogni 100 mila bambini) o l’assenza di rilevatori del fumo (responsabile della perdita di 22 DALYs ogni 100 mila abitanti e di 0,9 decessi ogni 100 mila abitanti). Per maggiori informazioni scarica il report (pdf 2,8 Mb) e visita il sito dell’Ufficio europeo dell’Oms. 

 

Dall’Europa nuove mappe sulle fonti di inquinamento

Informare sulle emissioni locali degli inquinanti atmosferici e fornire ai cittadini una visione dettagliata del loro quartiere: è l’obiettivo delle 32 mappe dei luoghi di emissione di alcuni inquinamenti atmosferici, come gli ossidi di azoto e il particolato, messe a disposizione della popolazione e degli esperti del settore da parte della Commissione europea, dell’Agenzia europea per l’ambiente e il Centro comune di ricerca. Le mappe integrano i dati esistenti sulle emissioni dei singoli impianti industriali e sono disponibili nel sito web del Registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti (European Pollutant Release and Transfer Register, E-Prtr), un organismo internazionale istituito nel 2009 per agevolare l’accesso alle informazioni ambientali da parte dei cittadini.

 

Oms Europa: forniture d’acqua nella regione paneuropea

Nella Regione europea dell’Oms circa 207 milioni di incidenti e 39 mila morti sono causati, ogni anno, da fenomeni diarroici che, nel 90% dei casi, insorgono a causa dell’utilizzo di acque insalubri, di servizi igienici inadeguati o come conseguenza della poca igiene. È questo il tema del documento pubblicato dall’Ufficio europeo dell’Oms “Small-scale water supplies in the pan-European region” (pdf 7 Mb): uno strumento rivolto ai politici e alle autorità impegnate nel settore delle acque potabili in cui sono disponibili sia le informazioni generali sulla situazione idrica della regione paneuropea, sia consigli e idee per implementare la gestione dei programmi idrici nazionali. Per maggiori informazioni scarica il documento “Small-scale water supplies in the pan-European region” (pdf 7 Mb).

 

Inquinamento acustico nella Regione europea dell’Oms

Oltre un milione di anni di vita persi per malattia, disabilità o mortalità prematura nei Paesi occidentali dell’Oms Europa: è la stima del danno causato dal rumore del traffico urbano. In Europa l’inquinamento acustico rappresenta il secondo problema di rischio ambientale e causa, o contribuisce a determinare, disturbi del sonno, infarti, difficoltà di apprendimento e disturbi auricolari. Sono i risultati dello studio internazionale “Burden of disease from environmental noise. Quantification of healthy life years lost in Europe” coordinato dall’Oms Europa con il sostegno del Joint Research Centre (Jrc) della Commissione europea. Per maggiori informazioni scarica il rapporto (pdf 3 Mb) e leggi il comunicato stampa dell’Oms Europa.

 

Oms Europa: Linee guida sulla qualità dell’aria indoor

All’interno della Regione europea dell’Oms si verificano circa 400 decessi annui dovuti all’avvelenamento da monossido di carbonio e circa 10 casi di leucemia ogni 100 mila persone sono associati all’esposizione cronica al benzene presente nelle abitazioni. Sono alcuni dei dati emersi da un progetto coordinato dall’Ufficio europeo dell’Oms e pubblicati nel rapporto Who guidelines for indoor air quality: selected pollutants contenente le linee guida, rivolte agli operatori sanitari e alle autorità coinvolte nella progettazione di edifici e nell’utilizzo di materiali, sulla prevenzione dei rischi connessi all’esposizione della popolazione agli inquinanti presenti nell’aria indoor. Leggi la presentazione sul sito dell'Oms Europa e scarica il documento completo “Who guidelines for indoor air quality: selected pollutants” (pdf 2,7 Mb).

 

Efsa: l'impatto ambientale delle piante geneticamente modificate

L'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha pubblicato una versione aggiornata del documento orientativo per la valutazione del rischio ambientale derivante da piante geneticamente modificate (Gm), che riflette i dati scientifici più avanzati disponibili in questo campo. Il documento orientativo valuta i possibili effetti a lungo termine delle piante Gm e dei potenziali effetti su organismi non bersaglio sulla base di sette punti specifici: persistenza e invasività della pianta Gm; probabilità e conseguenze del trasferimento di geni dalla pianta a microorganismi; potenziale evoluzione della resistenza negli organismi bersaglio; potenziali effetti sugli organismi non bersaglio; processi biogeochimici come i cambiamenti nella composizione del terreno; potenziale impatto delle tecniche di coltivazione, gestione e raccolta della piante Gm. Scarica il documento “Guidance on the environmental risk assessment of genetically modified plants”.

 

Gas serra: agire adesso per una salute migliore

Riducendo del 30% le emissioni di gas serra, l’Unione europea potrebbe risparmiare 30,2 miliardi di euro, circa lo 0,2% del suo Pil. È quanto emerge dal rapporto Agire adesso per una salute migliore, pubblicato dall’Health and Environment Alliance e dall’Health Care Without Harm. Per quanto riguarda l’Italia si calcola che una riduzione del 30% delle emissioni porterebbe a una diminuzione della spesa sanitaria tra gli 1,2 e i 3,4 miliardi di euro all’anno a partire dal 2020. Tra i benefici ci si aspetta in particolare un aumento dell’aspettativa di vita di circa 16 mila anni distribuiti su tutta la popolazione; un migliore stato di salute e una minore spesa sanitaria (1,5 milioni di giorni in meno di attività limitata, 138 mila giorni in meno in cui la popolazione ha bisogno di cure per problemi respiratori, 16 mila consultazioni in meno per sintomi respiratori legati all’asma) e ogni anno 333 mila giorni lavorativi in più da parte della forza lavoro del Paese, oggi persi a causa di problemi cardiaci e respiratori. Leggi il documento completo (pdf 2,3 Mb) la sintesi (pdf 32 Kb) relativa all’Italia.

 

Settimana europea della mobilità 2010

La settimana europea della mobilità, presentata dalla Commissione europea nel “Piano d’azione sulla mobilità urbana”, si svolge dal 16 al 22 settembre 2010 e coinvolge i Paesi dell'Unione europea, più Brasile, Venezuela, Colombia, Canada, Giappone, Corea del Sud e Taiwan. L'obiettivo generale è quello di incoraggiare l'opinione pubblica ad agire contro l'inquinamento provocato dall'aumento del traffico motorizzato nell'ambiente urbano, incoraggiando le città europee a promuovere modalità di trasporto alternative e a investire nelle infrastrutture necessarie. Leggi anche i dati Passi 2009 sulla sicurezza stradale e visita il sito della settimana europea sulla mobilità.

 

Effetti sulla salute causati dall’eruzione del vulcano islandese

I responsabili per la salute del governo islandese, la sezione europea dell’Oms e la sezione dell’Oms sui terremoti hanno avviato il monitoraggio delle polveri emesse dall’eruzione del 14 aprile 2010 sul vulcano del ghiacciaio Eyjafjallajökull in Islanda. L’Oms ha istituito una commissione scientifica che coordina le attività di valutazione del rischio, la sorveglianza e il monitoraggio degli effetti a medio e lungo termine sulla salute pubblica. L’eruzione non ha generato una concentrazione di polveri sottili tale da costituire un rischio per la salute, tuttavia, qualora le polveri dovessero raggiungere il terreno, va posta attenzione alle aree urbane trafficate, a causa dell’accumulo con polveri sottili di altra origine. perché si potrebbero verificare irritazioni a naso, gola e occhi. La categoria maggiormente a rischio è rappresentata dai soggetti affetti da patologie respiratorie come enfisema, asma, e bronchiti (acutizzazione dei sintomi), mentre non pare ci siano problemi legati all’età. Inoltre nel caso di un’eruzione prolungata nel tempo l’accumulo delle particelle potrebbe causare uno sviluppo anomalo dell’apparato respiratorio dei bambini.

 

Oms Europa: proteggere la salute dai cambiamenti climatici

Esiste ormai un consenso generale sul fatto che i cambiamenti climatici colpiscono la salute intervenendo direttamente sui modelli meteorologici e provocando indirettamente modifiche alla qualità dell’acqua, dell’aria, alla quantità del cibo, agli ecosistemi, all’agricoltura e alle infrastrutture. Per fornire informazioni sulla situazione attuale, fare previsioni per il futuro e stimolare la preparazione dei sistemi sanitari alle conseguenze del riscaldamento globale, l’Oms Europa pubblica il rapporto “Protecting Health in Europe from climate change”. Leggi l’approfondimento.

 

Quinta conferenza ministeriale su ambiente e salute

La salute dei bambini di fronte ai rischi posti dai cambiamenti climatici e dalle ineguaglianze economiche. È il tema della quinta conferenza ministeriale su ambiente e salute, ospitata a Parma e promossa da ministero della Salute e Oms Europa, nei giorni 10-12 marzo 2010. Obiettivo dell’evento, articolato in sei sessioni plenarie e una novantina di eventi satellite e al quale prendono parte 800 partecipanti, tra ministri e vice ministri dei 53 Paesi della Regione europea dell’Oms, funzionari, rappresentanti delle organizzazioni internazionali e delle Ong e giovani, è negoziare e adottare una dichiarazione finale che definisca l’agenda europea sulle sfide future poste dai cambiamenti ambientali e diseguaglianze. Leggi l’approfondimento sull’apertura dei lavori.

 

Rumore notturno: le linee guida dell’Oms Europa

Il rumore notturno è una minaccia per la salute e va regolamentato. Per proteggere la salute dei cittadini dall’inquinamento acustico notturno, l’Oms Europa ha pubblicato delle Linee guida. Gli esperti hanno fissato a 40 dB il limite accettabile dell’esposizione acustica durante le ore notturne: si tratta del rumore corrispondente ai suoni registrabili in una strada tranquilla di un’area residenziale. Leggi l’approfondimento.

 

Meeting su salute infantile e inquinamento indoor

Il 28-29 gennaio 2009 si è svolto a Lussemburgo un meeting sulla qualità degli ambienti indoor. L’obiettivo: individuare azioni e politiche opportune per proteggere la salute dei bambini. Al contrario di quello che si pensa la casa non è un ambiente sicuro e si calcola che in Europa circa 10 mila bambini da 0 a 4 anni muoiono per l’uso domestico di combustibili solidi (legno, spazzatura). Nelle regioni più povere il rischio è 40 volte più alto rispetto a quelle più ricche. L’aria pulita dentro casa è fondamentale (soprattutto per i gruppi più a rischio come i bambini e gli anziani) ed è responsabile di una buona parte dei problemi respiratori o allergici di queste categorie di persone. Leggi l’approfondimento.

 

Meeting su trasporti, salute e ambiente

Negli ultimi decenni, in Europa, il settore dei trasporti si è sviluppato notevolmente, portando con sé una serie di opportunità ma anche di problemi: inquinamento, traffico e disincentivo dell’attività fisica. Importanti le conseguenze sulla salute dei cittadini e sulla qualità dell’ambiente. Dal meeting organizzato da Oms Europa, Unece e ministero dei Trasporti olandese arrivano nuove proposte per rilanciare l’economia e tutelare salute pubblica e ambiente, attraverso lo sviluppo di trasporti sostenibili. Leggi l’approfondimento.

 

Esposizione dei bambini alle polveri sottili: un’analisi in Europa

L’evidence attuale è sufficiente per attribuire una relazione causale tra inquinamento atmosferico dovuto alle polveri sottili e decessi per disturbi respiratori nel periodo post-neonatale. Le prove sono anche sufficienti per attribuire un nesso tra inquinanti atmosferici ed effetti negativi sullo sviluppo funzionale dei polmoni. L’evidence mostra anche un legame tra esposizione alle polveri sottili, complicanze dell’asma e aumento della prevalenza e dell’incidenza di tossi e bronchiti. È questo il quadro generale in cui si inserisce il documento pubblicato il 20 ottobre 2008 dallo European Environment and Health Information System (Enhis). La valutazione copre il periodo che va dal 2002 al 2006 e riguarda gli effetti del particolato atmosferico sulla salute, in particolare su quella dei bambini. Leggi l’approfondimento su EpiCentro.

 

Inquinamento: gli effetti dell’ozono sulla salute

In Europa, si stima che circa 21 mila morti premature all’anno e 14 mila ricoveri ospedalieri per malattie respiratorie siano associati a livelli di ozono troppo elevati. Sono i dati che l’Oms Europa ha pubblicato in un nuovo documento che analizza l’inquinamento a grande distanza e, in particolare, gli effetti dell’ozono sulla salute. L’approfondimento è a cura della redazione di EpiCentro.

 

Linee guida dell’Oms per abbassare il rumore notturno

Dormire male a causa dei rumori esterni può provocare problemi di salute da lievi fino a severi. A fare il punto sugli effetti a breve e lungo termine in base alle più aggiornate evidenze scientifiche sono le Linee guida sul rumore notturno per l’Europa (pdf 4,66 Mb), un progetto dell’Ufficio regionale per l’Europa dell’Oms co-sponsorizzato dall’Unione Europea. Secondo le valutazioni di un gruppo di esperti appositamente nominato, il massimo livello di esposizione considerato sicuro è di 30 decibel. Sopra questa soglia di rumore iniziano a comparire conseguenze sempre più marcate. Il documento intende fornire indicazioni importanti ai governi, che sono invitati a rivedere le loro normative in materia. Leggi le Linee guida sul rumore notturno per l’Europa (pdf 4,66 Mb) e l’approfondimento a cura della redazione di EpiCentro.

 

Normativa sulla qualità dell’aria: adottata la direttiva Ue

Standard più severi per le particelle sottili PM2,5, considerate tra gli inquinanti più pericolosi per la salute umana. L’Unione Europea ha adottato una nuova direttiva, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea di maggio 2008, che prevede che nelle aree urbane gli Stati membri riducano mediamente del 20% l’esposizione al PM2,5 entro il 2020 rispetto ai valori del 2010. Il testo prevede l’obbligo di portare i livelli di esposizione, in queste zone, al di sotto di 20 microgrammi/m3 nel 2015 mentre, sul territorio nazionale, gli Stati membri avranno un valore limite di 25 microgrammi/m3 da raggiungere sempre entro il 2015. La definizione di livelli di concentrazione vincolanti dimostra il forte impegno dell’Unione Europea a combattere l’inquinamento e migliorare la qualità dell’aria nelle città. Leggi il comunicato stampa sul sito dell’Unione Europea.

 

Cambiamenti climatici e salute: stato dell’arte nel Regno Unito

Nel Regno Unito, entro la fine del secolo si prevede un aumento della temperatura media di circa 2 °C (±0,2 °C) in inverno e di circa 4 °C (±0,3 °C) in estate. È uno dei dati messi in evidenza nel rapporto “Health effects of climate change in the UK - 2008”, pubblicato dal ministero della Salute britannico e dalla Health Protection Agency (Hpa). Il documento, che affronta i possibili effetti dei cambiamenti climatici sulla salute, prende in considerazione le informazioni più recenti sui cambiamenti climatici nel Regno Unito: c’è oggi un consenso sul fatto che le attività umane contribuiscono al riscaldamento globale, ed è quindi necessario chiedersi come sia possibile ridurre i rischi per la salute. L’approfondimento è a cura della redazione di EpiCentro.

 

Metalli pesanti e inquinamento transfrontaliero a grande distanza

Il rapporto “Health risks of heavy metals from long-range transboundary air pollution”, pubblicato dall’Oms Europa e dalla Convention Task Force on the Health Aspects of Air Pollution, riesamina le informazioni disponibili su fonti, proprietà chimiche e distribuzione spaziale dell’inquinamento atmosferico dovuto a metalli pesanti come cadmio, piombo e mercurio. Disponibile anche una valutazione del rischio per l’Europa. Leggi l’approfondimento su EpiCentro.

 

Gli effetti dell’ambiente sulla salute infantile

Pubblicato dall’Oms Europa e disponibile on line un rapporto sulla salute infantile e l’ambiente. Lo studio si basa su dati raccolti da ventisei indicatori selezionati in funzione della loro rilevanza politica, della loro attendibilità scientifica e della disponibilità in database internazionali. Il lavoro è rivolto ai decisori politici, ai professionisti della salute pubblica, agli epidemiologi. L’indagine mette in luce una forte disparità tra i bambini delle diverse aree d’Europa nell’esposizione ai rischi sanitari connessi alle condizioni ambientali.

Quattro le tematiche principali del rapporto: l’accesso a fonti d’acqua sicura dal punto di vista sanitario; la morbidità e la mortalità infantile dovute a eventi accidentali e alla mancanza di politiche di promozione dell’attività fisica; l’incidenza di malattie respiratorie a causa dell’inquinamento atmosferico; il rischio di malattie dovuti all’esposizione a sostanze chimiche e ad agenti fisici e biologici. Leggi l’approfondimento su EpiCentro.

 

Oms Europa: ecco le linee guida aggiornate sulla qualità dell’aria

L’Oms Europa presenta l’aggiornamento e la revisione delle linee guida sulla qualità dell’aria. Si tratta di una guida rivolta ai decisori per l’adozione di politiche mirate alla riduzione dell’inquinamento atmosferico. Il documento esamina le conseguenze sulla salute dei quattro agenti inquinanti più diffusi: particolato, ozono, diossido di azoto, diossido di zolfo. In base ai dati sui livelli di inquinamento, sull’esposizione della popolazione e sui metodi per valutare l’impatto sanitario, le linee guida stabiliscono soglie raccomandate di emissioni, ma prevedono anche percorsi “personalizzati” in funzione della situazione nei singoli Paesi.

 

Chernobyl, vent’anni dopo

Tutto il mondo si prepara a ricordare il ventesimo anniversario del disastro di Chernobyl, il più grave incidente nucleare civile mai avvenuto. Le Nazioni Unite hanno pubblicato un rapporto generale (1,66 Mb) sull’impatto del disastro sulla salute, che fornisce linee guida ai Paesi più colpiti impegnati nella ricostruzione. Leggi il comunicato dell’Oms (in italiano, in inglese) sulla giornata mondiale in ricordo dell’incidente e la sintesi dei dati sull’impatto sulla salute (in italiano, in inglese).

 

Oms: le nuove linee guida sulla qualità dell’aria

L’Oms presenta la versione aggiornata delle linee guida sulla qualità dell’aria, realizzata da un gruppo di esperti in epidemiologia, tossicologia, valutazione e gestione della qualità dell’aria, sanità pubblica. Sulla base dei dati più recenti relativi all’impatto sulla salute dell’inquinamento atmosferico, le linee guida sono state aggiornate riguardo agli effetti di polveri sottili, ozono, biossido di azoto e biossido di zolfo.

 

Oms, inquinamento: rischi e costi per la salute pubblica

L'inquinamento dell'aria legato al traffico causa ogni anno la morte di decine di migliaia di persone: un nuovo studio dell'Oms Europa offre una valutazione delle evidenze e un'analisi dei rischi per la salute pubblica. Il rapporto individua nel trasporto stradale la fonte più importante di agenti inquinanti pericolosi, quali il particolato fine (Pm), il biossido di azoto e il benzene. I motori a benzina sono la fonte principale dell'inquinamento da trasporto. Molte città riportano un'eccedenza nei livelli stabiliti dalla Ue per il Pm10, biossido di azoto e benzene, la maggior parte emessi da automobili e camion. Un approccio integrato, che preveda migliorie tecnologiche nei veicoli e nei carburanti, ma anche cambiamenti nel comportamento della popolazione e una migliore gestione della domanda di trasporto e pianificazione urbana, può produrre i massimi benefici nel contrastare gli effetti dell'inquinamento dell'aria da trasporto sulla salute. In Italia le polveri sottili accorciano in media la vita di ogni persona di 9 mesi: con la riduzione delle emissioni, il nostro Paese potrebbe risparmiare fino a 28 miliardi di euro all'anno. Consulta il comunicato stampa sulla nuova pubblicazione a cura dell'Oms Europa e quello sulla situazione italiana. Su EpiCentro è possibile scaricare anche la sintesi dello studio Sidria-22 sul rapporto tra malattie respiratorie nei bambini ed esposizione a condizioni ambientali a rischio (pubblicato sotto forma di supplemento all'ultimo numero di Epidemiologia & Prevenzione, la rivista dell'Associazione italiana di epidemiologia) e la sintesi dello studio Misa-2 su inquinamento e malattie.

Un piano europeo per la salute dei bambini

È disponibile anche in italiano la “table of action” del Piano operativo europeo per l'ambiente e la salute dei bambini, predisposto lo scorso anno a Budapest in occasione della quarta conferenza ministeriale sulla salute e l'ambiente. Il piano intende fornire una guida alle autorità, sia a livello nazionale che locale, per lo sviluppo dei piani d'azione sulla salute e l'ambiente dei bambini (Children's Environment and Health Action Plan for Europe, Cehape), in accordo alle loro priorità e bisogni. Il documento è stato sviluppato con i contributi degli Stati membri, delle agenzie internazionali e delle organizzazioni non governative. Include anche le azioni che sono state dimostrate essere efficaci per la protezione della salute dei bambini e dell'ambiente. Le azioni sono state raggruppate in sei categorie, per facilitare l'identificazione dei settori responsabili al momento di sviluppare i piani di azione nazionali (legislazione, educazione/promozione della salute, partecipazione degli stakeholder, accrescimento delle conoscenze, monitoraggio, servizi o infrastrutture). La traduzione in italiano è a cura di Danila Scala, Arpat; Maria Giovanna Giannini e Caterina Rossi, Isde; Stefania Tanania, Centro F. Redi; Roberto Romizi, Siass. Scarica il documento in italiano (pdf).