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salute e ambiente

Rapporto acque di balneazione 2008: in regola il 96% delle coste italiane

In linea con i risultati degli ultimi anni, lo stato di salute delle nostre coste appare decisamente positivo. Risulta balneabile più del 96% delle coste, un dato che colloca l’Italia fra le prime posizioni nella classifica dei Paesi europei. Per la precisione, dei 5170 chilometri di costa sottoposti a controllo, sui 7375 chilometri di costa italiana, ben 4970 chilometri sono balneabili, pari a una percentuale del 96,2%.

 

Sono i dati riportati dal Rapporto 2008 sulla qualità delle acque di balneazione del ministero del Lavoro, della salute e delle politiche sociali, basato sul monitoraggio delle acque marine del 2007. I restanti 2205 chilometri non sono balneabili in quanto non accessibili al monitoraggio o perché porti o foci di fiumi. Rispetto all’anno precedente, la costa balenabile è aumentata di 26 chilometri.

 

Sono complessivamente 195 i chilometri interdetti alla balneazione perché inquinati, dove cioè è stata riscontrata la presenza di batteri indicatori di inquinamento fecale, alterazione dei parametri fisici quali trasparenza, colorazione e acidità, presenza di sostanze chimiche quali oli minerali, tensioattivi e fenoli. La presenza di materiali galleggianti, come buste di plastica, bottiglie e alghe non rappresenta necessariamente un indicatore di inquinamento delle acque e spesso è una conseguenza diretta dell’affollamento estivo.

 

Le differenze geografiche

La distribuzione geografica della balneabilità evidenzia che in metà delle Province costiere controllate il 100% della costa è balneabile. Soltanto in 5 Province il dato è inferiore al 90%, pari a circa 94 chilometri di costa inquinata, di cui 28,7 in provincia di Caserta. Sulla sezione del sito del Ministero della salute dedicata alle acque di balneazione si possono consultare le mappe delle zone balneabili Regione per Regione. Per una corretta e aggiornata informazione al cittadino sono anche disponibili i dati relativi al monitoraggio in tempo reale della stagione balneare in corso.

 

I dati del Rapporto 2008 sono ancora più significativi alla luce del fatto che l’Italia è la più grande spiaggia d’Europa. Conta infatti il 34% di tutte le coste balneabili, con 4920 siti di balneazione.

Seguono la Grecia con circa 2000 siti, la Spagna con 1900, la Francia con 1800. Va detto inoltre che i siti balneabili italiani sono i più controllati perché l’Italia ha adottato da oltre venti anni i criteri più restrittivi della direttiva europea che disciplina il settore.

 

Rispetto ai parametri microbiologici indicati nella direttiva europea, è conforme il 91,7% dei nostri siti balneari, contro una media europea dell’86%. Solo la Grecia fa meglio, con il 95%.


I rischi per la salute di bagno al mare

Sono numerosi gli studi sull’incidenza di infezioni acute associabili al bagno di mare; in particolare è stato completato recentemente il progetto Prisma del Cnr, che ha studiato un notevole numero di coste italiane e le relative popolazioni di bagnanti. I risultati di questo studio, coerenti con buona parte della letteratura scientifica internazionale, non dimostrano una relazione tra bagno di mare e infezione, mentre indicano un lieve eccesso di infezioni congiuntivali e cutanee tra la popolazione che affolla le spiagge.

 

Va rilevato infine che la popolazione estiva dei vacanzieri si espone al rischio di infezioni gastroenteriche, prevalentemente tossinfezioni alimentari, in frequenze più elevate che nei periodi di lavoro.

 

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