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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

salute e ambiente

Acque di balneazione: rapporto 2010 e portale del ministero della Salute

1 luglio 2010 - In Italia, dei 5175 chilometri di costa sottoposti a controllo (sui 7375 chilometri di costa italiana), 4969 sono risultati balneabili (pari al 96%) e 224,3 sono stati temporaneamente interdetti alla balneazione perché inquinati. È quanto emerge dal rapporto sulle acque di balneazione 2010, pubblicato dal ministero della Salute.

 

In 27 Province costiere controllate, il 100% della costa è balneabile e solo in 5 Province la media è inferiore al 90% (Roma 86%, Caserta 34%, Napoli 80%, Cosenza 89% e Rovigo 75%). La percentuale di coste inquinate è costantemente diminuita negli anni, passando dal 10,9% del 1993 all’8,4% del 2009, con un minimo pari a 7,1% nel 2005 e un massimo pari a 11,6% nel 1995.

 

Con quasi 5 mila chilometri di costa balenabile (il 35% di tutte le coste balenabili presenti in Europa) e circa 5 mila siti di balneazione, l’Italia è lo Stato europeo con il maggior numero di spiagge. Anche per quanto riguarda i controlli, l’Italia si colloca al primo posto in Europa e il 90,8% dei suoi siti balneari è conforme ai valori guida dei parametri microbiologici fissati da Bruxelles. Il documento sulla qualità delle acque destinate alla balneazione è basato sulle analisi ottenute nella stagione balneare dell’anno precedente e prodotte dalle Agenzie regionali per l’ambiente (Arpa).

 

Valori guida e valori obbligatori

I siti balneabili italiani sono i più controllati d'Europa perché da oltre venti anni, l’Italia ha adottato i criteri più restrittivi della direttiva europea che ha finora disciplinato il settore, tanto che il 90,8% dei suoi siti balneari è conforme ai valori guida dei parametri microbiologici contro la media europea dell'89%. Per quanto riguarda i valori obbligatori, meno restrittivi dei valori guida, l'Italia ha una copertura del 92,2 % rispetto a una media europea del 95,6%. Ciò dipende dal fatto che nel nostro Paese sono soggetti a controllo, attraverso una rete di monitoraggio capillare e un periodo di campionamento di sei mesi all'anno, non soltanto i siti adibiti alla balneazione (come avviene nella maggior parte degli altri Stati europei).

 

Il Portale Acque

Per informare e aggiornare il cittadino e i bagnanti sulla qualità delle acque di balneazione del Paese, il ministero della Salute ha messo a disposizione il sito web “Portale Acque”, in cui è possibile rintracciare i dati relativi al monitoraggio e le zone in cui le ordinanze comunali di volta in volta vietano la balneazione.

 

Il sito si compone di quattro principali sezioni, tre delle quali ancora in fase di realizzazione, relative alle acque potabili, minerali e termali e di balneazione. All'interno della sezione "Acque di balneazione" è contenuta un'applicazione GIS (Geographic Information System) che consente di visualizzare le aree di balneazione italiane con i relativi punti di campionamento e la qualità dell'acqua (balneabile - non balneabile). Grazie a questo strumento l’utente può accedere in tempo reale a tutte le informazioni che riguardano le singole aree di balneazione in termini di classificazione, profili di costa o criticità specifiche e contribuire con eventuali segnalazioni.

 

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