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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

salute e ambiente

Salute infantile e ambiente in Europa

L’Oms Europa ha pubblicato un rapporto con sulla salute infantile e l’ambiente. Lo scopo: fornire dati aggiornati e attendibili utilizzarsi come strumento per l’attuazione delle politiche sanitarie che dovranno essere intraprese nell’ambito del Piano d’azione europeo sulla salute infantile e ambiente e che saranno valutate in occasione della quinta Conferenza ministeriale su Salute e ambiente in programma per il 2009. L’impegno era stato preso dagli stati membri dell’Oms della Regione europea nell’ambito della quarta Conferenza ministeriale su Salute e ambiente che si è svolta a Budapest, nel 2004.

 

Lo studio si basa su dati raccolti da ventisei indicatori selezionati in funzione della loro rilevanza politica, della loro attendibilità scientifica e della disponibilità in database internazionali. Il lavoro è rivolto ai decisori politici, ai professionisti della salute pubblica, agli epidemiologi e fornisce strumenti utili per attuare politiche di prevenzione e di promozione della salute ambientale. L’indagine mette in luce una forte disparità tra i bambini delle diverse aree d’Europa nell’esposizione ai rischi sanitari connessi alle condizioni ambientali. I rischi maggiori li corrono i bambini dell’Est.

 

Quattro le tematiche principali sviluppate dal rapporto:

  • l’accesso a fonti d’acqua sicura dal punto di vista sanitario per i minori
  • la morbidità e la mortalità infantile dovute a eventi accidentali e alla mancanza di politiche di promozione dell’attività fisica per i minori
  • l’incidenza di malattie respiratorie a causa dell’inquinamento atmosferico
  • il rischio di malattie dovuti all’esposizione a sostanze chimiche e ad agenti fisici e biologici.
Accesso all’acqua potabile

Secondo il rapporto, oltre il 60% delle popolazioni rurali dei Paesi dell’Europa orientale non ha accesso a reti pubbliche di distribuzione idrica mentre il 50% vive in abitazioni senza allaccio alle reti fognarie. Questa situazione ha causato, nel 2001, la morte di oltre 13.500 bambini sotto i 14 anni. Anche laddove sono disponibili fonti d’acqua potabile, si sono spesso verificate epidemie dovute alla contaminazione dell’acqua a causa di guasti nelle tubature o alla grande diffusione di piccoli prelievi incontrollati. Probabilmente c’è anche una sottostima nel numero e nell’estensione delle epidemie a causa delle grandi lacune nei sistemi di sorveglianza e monitoraggio di questi Paesi.

 

Eventi accidentali e mancanza di politiche di promozione dell’attività fisica

Una delle cause principali degli alti tassi di morbidità e di mortalità infantile nella Regione europea dell’Oms è legata a infortuni e ferimenti accidentali di bambini e adolescenti. Cadute, ustioni, affogamenti e avvelenamenti sono responsabili della morte di oltre 75 mila bambini e adolescenti ogni anno, con tassi molto maggiori nei Paesi dell’Europa orientale. Per ogni morte riportata ci sono 160 ricoveri ospedalieri e oltre 2000 visite nei pronto soccorso, pari a circa 4 milioni e mezzo di ricoveri e 56 milioni di visite. Gli incidenti stradali causano ogni anno 32 mila morti di cui la metà è rappresentato da pedoni sotto i quindici anni d’età. Negli ultimi anni, alcuni Paesi hanno ridotto notevolmente i tassi di mortalità infantile a causa di incidenti stradali e ciò indica che la maggior parte di queste morti può essere evitata. Questo dato rende necessaria l’implementazione delle politiche di trasporto pubblico e di strategie di prevenzione.

I livelli di attività fisica svolta dai bambini e dagli adolescenti europei sono molto bassi nella maggior parte dei Paesi della regione. Le linee guida europee indicano come necessari 60 minuti di moderata attività fisica per almeno 5 giorni alla settimana, includendo anche il recarsi a scuola a piedi o in bicicletta. Nonostante ciò, il 50% degli undicenni maschi e il 60% delle femmine sono fisicamente inattivi e la percentuale sale sensibilmente tra i quindicenni: il 65% dei ragazzi e l’80% delle ragazze non fanno alcuna attività fisica. Tra il 5 e il 35% dei bambini e degli adolescenti europei hanno problemi di peso eccessivo o sono obesi, con i tassi maggiori nei Paesi dell’Europa occidentale.

 

Malattie respiratorie e inquinamento atmosferico

L’incidenza delle malattie respiratorie tra i minori varia in maniera sostanziale tra diversi Paesi della Regione europea, con tassi di mortalità anche cento volte maggiori in alcuni Paesi rispetto ad altri. Generalmente l’incidenza delle malattie respiratorie supera, tra i bambini e gli adolescenti, il 15%. Mentre i tassi di mortalità causati da infezioni respiratorie sono chiaramente maggiori nei Paesi dell’Europa orientale, non si riscontra la stessa tendenza per quanto riguarda le patologie di natura allergica. I fattori determinanti le malattie respiratorie sono multipli: infezioni del sistema respiratorio dieta, fumo, condizioni socio economiche e accesso alle cure mediche. Un ruolo chiave è rivestito dall’inquinamento atmosferico, sia all’aperto che indoor. Almeno il 90% dei residenti in aree urbane, compresi i bambini, sono esposti a livelli di inquinamento atmosferico superiori ai livelli di guardia stabiliti dall’Oms.

Più della metà dei bambini europei sono regolarmente sottoposti al fumo passivo nelle mura domestiche, e, in alcuni Paesi, si raggiungono tassi di esposizione del 90%. Almeno il 15% dei bambini e degli adolescenti vivono in case molto umide che contribuiscono allo sviluppo e peggioramento delle crisi asmatiche. Inoltre l’esposizione ai prodotti gassosi derivanti dalla combustione di carburanti solidi è un fattore determinante nell’insorgenza delle malattie respiratorie soprattutto nelle aree dell’Europa dell’est.

 

Esposizione a sostanze chimiche e ad agenti fisici e biologici

L’informazione raccolta per queste tipologie di rischio è molto frammentata e disponibile solo per pochi Paesi. Per esempio, i dati relativi all’esposizione a sostanze tossiche presenti nei cibi sono state reperite solamente da tredici Paesi della regione senza, per altro, dati specifici sull’esposizione dei bambini. Sono stati valutati quattro argomenti principali: leucemia infantile; esposizione a radiazione ultravioletta; sicurezza alimentare; sicurezza e salute nell’ambiente di lavoro.

 

La leucemia infantile colpisce ogni anno 6000 bambini in Europa causando oltre 2400 morti. L’incidenza di questa malattia è maggiore nei Paesi economicamente più sviluppati, mentre il tasso di mortalità aumenta nei Paesi con meno risorse. Le ricerche epidemiologiche hanno evidenziato numerose possibili cause ambientali, ma solo per pochi casi specifici sono stati identificati i reali fattori di rischio ambientale. Meno del 10% dei casi di leucemia sono dovuti a predisposizione genetica, mentre è difficile stabilire con precisione la responsabilità delle infezioni nell’insorgenza di questo male.

 

L’esposizione ai raggi ultravioletti è un importante fattore di rischio di diverse malattie. Nel 2002 sono stati diagnosticati oltre 21 mila casi di melanoma nella popolazione europea di età inferiore a 55 anni, che ha prodotto oltre 250 mila giorni di ospedale nello stesso anno. I tassi di melanomi e di tumori alla pelle sono più alti tra la popolazione economicamente più abbiente, soprattutto nei Paesi nord europei. I bambini sono più sensibili ai danni causati dai raggi ultravioletti.

 

La sicurezza alimentare è uno degli aspetti più importanti per la salute infantile. Circa un terzo dei tumori e un’alta percentuale delle malattie cardiovascolari sono connesse con la dieta. Tra i composti chimici presenti nell’alimentazione infantile sono stati individuati due gruppi principali di sostanze nocive: i metalli pesanti e i composti contenenti diossina. I metalli pesanti più nocivi sono il piombo e il metil mercurio. La fonte principale di metil mercurio nell’alimentazione si deve al pesce. Tra i composti organici persistenti a lungo nell’ambiente, la diossina è quella con i livelli più bassi di sicurezza per la salute. Nonostante il suo rilascio nell’ambiente sia stato fortemente diminuito a partire dagli anni Settanta, sono ancora necessarie misure di monitoraggio ambientale.

 

Infine, la sicurezza nell’ambiente lavorativo è un fattore chiave per la salute dei bambini e degli adolescenti europei. Nonostante i dati disponibili evidenzino una diminuzione degli incidenti e delle morti di bambini durante le attività lavorative, queste informazioni sono parziali e riguardano solo pochi Paesi. L’entità reale del fenomeno è ancora in larga misura sconosciuta. I bambini lavoratori dovrebbero essere tutelati attraverso l’applicazione e il rafforzamento delle politiche di tutela dei loro diritti e la realizzazione di sistemi di informazione sulla salute nei luoghi di lavoro.

 

Scarica il testo originale del rapporto (pdf, 2,51 Mb).