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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

salute e ambiente

European Centre for Environment and Health: continua l’attività nell’ufficio di Bonn

Stefania Salmaso - direttore del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (Cnesps)- Iss

 

16 febbraio 2012 - Nella Regione Europa dell’Oms, un cittadino su cinque muore per malattie di origine ambientale con grandi differenze a seconda della zona e, all’interno dei singoli Paesi, le persone in condizioni economiche difficili risultano 5 volte più esposte di chi è più agiato: lo riferisce il report sulle disuguaglianze ambientali di salute “Environmental health inequalities in Europe. Assessment report” (pdf 4,3 Mb)  pubblicato a febbraio 2012 dall’Oms Europa.

 

Il rapporto è l’ultimo prodotto editoriale dell’European Centre for Environment and Health (Eceh) che, con l’occasione lancia il suo nuovo programma. Dopo aver chiuso la sede di Roma a dicembre 2011 ed essersi trasferito a Bonn, infatti, l’Eceh amplia la propria attività a quattro ambiti principali:

  • cambiamenti climatici e sviluppo sostenibile
  • esposizione ai principali rischi ambientali (inquinamento atmosferico e acustico, sostanze chimiche, radiazioni, condizioni di lavoro o abitative inadeguate)
  • informazione e previsione sulla salute ambientale
  • gestione delle risorse naturali (tra cui l’acqua e servizi igienici).

Background

Al fine di rafforzare i processi decisionali a livello politico e strategico, da oltre venti anni, l’European Centre for Environment and Health fornisce supporto scientifico e organizzativo ai Paesi membri, coordinando la raccolta e l’analisi di evidenze scientifiche sugli effetti per la salute dovuti all’esposizione ai rischi ambientali. Offre consigli e linee guida (per esempio sulla qualità dell’aria e sull’inquinamento acustico), per informare e sostenere i  decisori, i professionisti della salute, i cittadini e gli altri stakeholder.

 

L’European Centre for Environment and Health ha iniziato la propria attività nel 1991 con il supporto di Italia, Francia e Paesi Bassi. Dopo la chiusura degli uffici di Nancy (Francia) e Bilthoven (Paesi Bassi), nel 2001 il governo tedesco ha aperto un ufficio a Bonn per sostenere il lavoro della sede di Roma.

 

In particolare, il ruolo dell’ufficio di Roma è stato fondamentale nel far emergere, e poi consolidare nell’opinione pubblica, la consapevolezza della stretta correlazione che esiste tra ambiente e salute e di come debba esserci un approccio trasversale che coinvolga, in modo sinergico, ambiti diversi della società, delle istituzioni e portatori di interesse. Per esempio, così come le decisioni prese dal settore energetico e dei trasporti possono influenzare la qualità dell’aria che respiriamo, quelli dell’urbanistica e della mobilità possono condizionare lo stile di vita attivo di una certa popolazione.

 

L’ufficio di Roma ha sottolineato l’importanza dei determinanti ambientali di salute mettendoli ai primi posti dell’agenda internazione di sanità pubblica e ha dato grande spazio alla comunicazione attraverso i media tradizionali o tramite piattaforme web, aiutando i governi  nazionali in molte emergenze ambientali e di salute. 

 

Il report sulle disuguaglianze

La distribuzione irregolare dell’esposizione delle persone alle condizioni ambientali (e di conseguenza ai potenziali rischi per la salute) è strettamente collegata a una serie di determinanti socio demografici. Gli interventi di contrasto a queste disuguaglianze di salute devono basarsi sulla stima della loro grandezza e sull’identificazione dei gruppi di popolazione più a rischio. Dal rapporto “Environmental health inequalities in Europe. Assessment report” (pdf 4,3 Mb) emerge che le disuguaglianze socioeconomiche e demografiche nell’esposizione ai rischi ambientali sono presenti in tutti i Paesi anche se variano da zona a zona. La pubblicazione Oms passa in rassegna disuguaglianze correlate all’ambiente di vita, agli incidenti e all’ambiente, identifica lacune nelle evidenze che devono essere ancora colmate e suggerisce azioni prioritarie da intraprendere a livello nazionale e sub-regionale.