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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Malattie croniche

Malattie croniche in Europa: il report dell’Osservatorio europeo su sistemi e politiche sanitarie

24 giugno 2010 - Le malattie croniche sono la prima causa di morte e morbosità in Europa e numerose ricerche prevedono che l’impatto di queste patologie diventerà ancora più pesante nei prossimi anni. Fino a qualche tempo fa le malattie croniche erano considerate un problema legato ai ricchi e agli anziani, ma oggi sappiamo che nei Paesi ad alto reddito colpiscono anche i poveri e i giovani, con importanti ricadute economiche sia nel pubblico sia nel privato.

 

La gestione delle malattie croniche

Proprio per il loro grande impatto, sociale ed economico, le malattie croniche hanno un ruolo determinante nella gestione della sanità pubblica. Fino ad oggi il sistemi sanitari sono stati creati e gestiti in risposte a malattie di tipo più acuto e per questo la sanità ha bisogno di strategie e interventi innovativi.

 

Per contribuire a creare nuove risposte alle malattie croniche, l’Osservatorio europeo su sistemi e politiche sanitarie ha pubblicato il rapporto “Tackling chronic disease in Europe” (pdf 750 kb), un’analisi sanitaria, epidemiologica, sociale ed economica delle malattie croniche in Europa.

 

L’impatto sui pazienti e sulla società

Nel 2005 le malattie croniche in Europa hanno causato la morte di 8,21 milioni di persone e la perdita di 115,34 milioni di Daly (Disability Adjusted Life Year, anni di vita persi a causa della disabilità). In termini di Daly, il triste primato spetta alle malattie cardiovascolari (34,42 milioni di Daly), seguite dalle malattie neuropsichiatriche (29,37 milioni) e dai tumori (17,03 milioni).

 

Dati dell’Oms riferiscono che nel 2002 le malattie croniche sono state responsabili dell’87% dei decessi nei Paesi ad alto reddito, contro il 40% dei Paesi a basso reddito.

 

Le strategie

Gli approcci per far fronte alle malattie croniche variano a seconda dei sistemi sanitari e delle parti politiche coinvolte. I Paesi mostrano, infatti, numerose divergenze nell’attribuzione della responsabilità individuali e sociali rispetto alle malattie croniche.

 

Nei Paesi scandinavi, ad esempio, ai fattori ambientali e alle condizioni sociali è attribuito un maggior peso rispetto a Paesi come Francia, Germania e Stati Uniti, dove l’attenzione è focalizzata più sull’attitudine individuale ad adottare comportamenti a rischio. Altri Paesi, come Regno Unito, Canada e Nuova Zelanda, preferiscono, invece, un approccio integrato. Piuttosto diffusi e con molti elementi in comune sono gli interventi per la prevenzione al fumo e a un eccessivo consumo di alcol, mentre più variabili sono le risposte al crescente aumento dell’obesità e dell’inattività fisica.

 

In generale, la tendenza è quella di attuare approcci olistici alla prevenzione. La Nuova Zelanda, ad esempio, ha attuato un programma che coinvolge i rappresentanti di diversi settori, tra cui i governi locali, l’industria del cibo, i gruppi culturali, le scuole, i club sportivi e le istituzioni sanitarie pubbliche e private.

 

Le sfide

Far fronte alle malattie croniche in Europa sarà una sfida. Le analisi epidemiologiche ed economiche suggeriscono che i politici dovranno porre la gestione di queste malattie tra le loro priorità. Le evidenze scientifiche sono ancora limitate e per orientarsi verso le strategie più efficaci i policy-maker hanno bisogno di ulteriori informazioni e conoscenze.

 

Scarica il rapporto dello European observatory on health systems and policies “Tackling chronic disease in Europe” (pdf 750 kb).