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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Malattie croniche

Le ricadute economiche delle malattie croniche

6 maggio 2009 - Le malattie croniche sono la prima causa di morte prematura e di disabilità in tutto il mondo e nei prossimi anni si prevede che il loro impatto crescerà ulteriormente, in particolare nei Paesi in via di sviluppo. Eppure, negli ultimi anni, l’attenzione dei ricercatori e degli investitori si è concentrata soprattutto su malattie trasmissibili come Hiv, malaria e tubercolosi.

 

Secondo il rapporto dell’Oxford Health Alliance “Chronic disease: an economic perspective” , malattie cardiovascolari, diabete, disturbi respiratori e cancro hanno un impatto economico negativo sia sui Paesi sviluppati sia su quelli in via di sviluppo e dovrebbero dunque essere adeguatamente affrontati a livello nazionale e internazionale. Si tratta di una lacuna molto grave, soprattutto se si considera che fattori come l’invecchiamento della popolazione, i tassi di urbanizzazione e i nuovi stili di vita (che spesso portano a una maggiore esposizione all’ipertensione, a diete poco salutari e a un minor esercizio fisico) hanno creato le condizioni per una espansione della prevalenza delle malattie croniche.

 

La distribuzione delle malattie croniche

Le malattie croniche, tradizionalmente considerate come malattie “da ricchi”, diffuse soprattutto tra i benestanti e tra le persone anziane, sono in realtà comuni anche tra i poveri e i più giovani. Fatta eccezione per l’Africa subsahariana, le malattie croniche sono le principali responsabili della mortalità di tutte le regioni del mondo. Le cause all’origine di queste malattie possono variare, tuttavia, soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito il fumo e l’obesità femminile sono le cause più comuni.

 

Il rapporto evidenzia che queste malattie riguardano non solo le persone benestanti, ma tutte le famiglie, di qualunque estrazione sociale, con un’incidenza strettamente legata ai fattori di rischio, e fornisce informazioni circa l’impatto economico delle malattie croniche, sia a livello familiare, sia a livello macroeconomico. Fondamentale in questo senso è un approccio preventivo da parte dei governi: il documento mette quindi in luce le ultime conoscenze acquisite nell’ambito degli investimenti per la prevenzione delle malattie croniche, sottolineando la necessità di approfondire l’argomento con ulteriori studi.

 

Gli interventi di prevenzione

Le ricerche e i dati fino ad oggi disponibili mostrano chiaramente che le malattie croniche sono il primo problema che affligge la salute pubblica, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. Il Global burden of disease (Gdb) stima che nel 2002 le malattie croniche non trasmissibili siano state responsabili del 52% delle morti nei Paesi a basso e medio reddito, contro i 36% delle malattie infettive, delle complicazioni materno infantili e della carenza di cibo. Per le malattie croniche si prevede una crescita del 65% entro il 2030 e c’è ragione di credere che le regioni più colpite saranno quelle più povere.

 

Il rapporto analizza l’impatto economico delle malattie croniche sotto tre aspetti: costi delle malattie, impatti microeconomici e impatti macroeconomici. Le malattie croniche si ripercuotono sul benessere dell’individuo, sull’economia familiare, ma anche sull’economia a più larga scala e sono un ostacolo evidente allo sviluppo economico di un Paese. Per questo motivo è necessario che vengano promossi opportuni interventi come programmi contro il consumo di tabacco, campagne di educazione alimentare, programmi per la promozione dell’attività fisica e prevenzione attraverso interventi farmacologici.

 

I finanziamenti per la prevenzione e lo studio delle malattie croniche oggi sono molto limitati: i privati investono poco e il settore pubblico dovrebbe fare molto di più. L’invecchiamento della popolazione e altri fattori hanno infatti già determinato un aumento senza precedenti della diffusione delle malattie croniche, con un sicuro ulteriore incremento nei prossimi anni.

 

Scarica il rapporto (pdf 2,1 Mb) dell’Oxford Health Alliance “Chronic disease: an economic perspective” .